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Stimoli economici, tassi in calo, crescita degli utili, IA: tanti sono i fattori dal monitorare nell’anno appena iniziato. Ma per il cio della società di gestione, il successo degli investitori dipenderà soprattutto da una capacità: orientarsi al lungo termine in un contesto sempre più complesso e articolato. Ecco come
Dopo tre anni consecutivi di rendimenti a doppia cifra sull’indice S&P 500, i mercati entrano nel 2026 con un mix di fiducia e prudenza. Le tensioni sul fronte geopolitico, il bivio di fronte al quale si trovano le banche centrali e i nuovi trend tecnologici che stanno emergendo all’orizzonte impongono infatti di mantenere un approccio all’insegna della cautela. Eppure, il chief investment officer di Capital Group Martin Romo, il futuro degli investitori dipenderà soprattutto da un fattore: come consumatori e imprese affronteranno un’economia più frammentata. “Con valutazioni ancora elevate e una leadership che si sta espandendo oltre gli Stati Uniti e i titoli tecnologici”, spiega il top manager della casa di gestione, “la parola chiave per il nuovo anno sembra essere equilibrio”.

Stimoli globali per sostenere la crescita
Sul fronte macroeconomico, Romo evidenzia che il panorama globale mostra segnali contrastanti ma incoraggianti. “I governi di tutto il mondo stanno varando misure di stimolo incisive per contrastare il rallentamento della crescita e le tensioni commerciali”, spiega, prendendo a esempio per primi gli Stati Uniti. “La Federal Reserve riduce i costi di finanziamento”, osserva infatti, “circostanza che potrebbe sostenere il settore immobiliare e incrementare la domanda sia di materiali da costruzione sia di lavori edili specializzati”. Non solo: il cio osserva come questa politica possa favorire aziende come Home Depot e Sherwin-Williams, mentre il programma One Big Beautiful Bill Act punta a incentivare la produzione manifatturiera americana a beneficio dei settori industriale e tecnologico. Allo stesso tempo, Paesi come Germania e Giappone stanno adottando misure analoghe per stimolare l’economia e sbloccare valore per gli azionisti nonostante la prospettiva un aumento del debito pubblico generi pressioni inflazionistiche.
La Fed tra tagli dei tassi e crescita dell’occupazione
Proprio la politica monetaria americana sarà però un fattore centrale nella view di Romo. Dopo un periodo di tassi elevati, la Fed è infatti orientata a riduzioni graduali e cerca di sostenere la crescita dell’occupazione senza alimentare pressioni inflazionistiche eccessive. “Storicamente cicli di allentamento al di fuori di una recessione hanno sostenuto i mercati azionari e obbligazionari”, spiega Romo. In questo scenario, tassi più bassi potrebbero rafforzare la spesa di imprese e consumatori, creando le condizioni per una ripresa più robusta nonostante un mercato del lavoro ancora debole.
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La crescita degli utili aziendali torna al centro
Dal punto di vista degli utili aziendali, il cio è convinto che il 2026 possa segnare un ritorno alla centralità dei numeri dopo l’incertezza del 2025 legata ai dazi e ai conflitti commerciali. Le stime da più fonti autorevoli indicano infatti un aumento dei profitti in tutto il mondo, con le economia emergenti che guidano la crescita ma anche l’Occidente teatro di incrementi significativi. “Forti venti favorevoli potrebbero stimolare la crescita dei guadagni e sostenere gli apprezzamenti di mercato al di là del settore tecnologico”, sottolinea Romo, evidenziando come titoli industriali e finanziari ma anche beni di consumo di base possano beneficiare della dinamica. Pure la diffusione dell’intelligenza artificiale gioca un ruolo chiave, generando domanda di chip e infrastrutture che sostengono la crescita di molte aziende leader del settore.
Intelligenza artificiale: opportunità e attenzione al rischio
Proprio sul tema dell’IA, rispetto al quale gli investitori si interrogano da tempo su possibili bolle speculative, Romo invita alla prudenza senza allarmismi: “Siamo più vicini al 1998 che al 2000 perché i prezzi delle azioni dei leader dell’IA sono generalmente sostenuti da una solida crescita degli utili”. Dal suo punto di vista, dunque, è troppo presto per lasciare che il rischio di una correzione superi le interessanti opportunità offerte da questa tecnologia: aziende consolidate come Alphabet, Amazon, Microsoft e NVIDIA possono sostenere ingenti investimenti in innovazione meglio delle start-up della fine degli anni ’90, suggerendo che il potenziale di crescita resta elevato.
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Guardare oltre l’incertezza a breve termine
Infine, il chief investment officer di Capital Group sottolinea che le incertezze non devono paralizzare le scelte di investimento. Pandemia, guerre, inflazione e tensioni commerciali hanno più volte spinto gli investitori alla prudenza, ma la storia dimostra che chi mantiene una visione di lungo termine ottiene spesso i maggiori benefici. “Chi guarda oltre l’incertezza a breve termine e rimane fedele agli obiettivi di lungo periodo è stato spesso ricompensato”, conclude Romo. Il 2026 si apre dunque come un anno di opportunità, ma anche di sfide, in cui equilibrio e strategia saranno più che mai fondamentali per navigare mercati globali in evoluzione.
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