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Quella del reddito fisso “è una storia deprimente solo in apparenza”, spiega il direttore investimenti di BlueBay AM, boutique londinese che ha appena aperto una sede a Milano. “È ancora una classe di attività piena di opportunità”, ma per generare rendimenti servono approcci di investimento “più attivi”
In un mondo a tassi zero, in cui il reddito fisso risulta sempre più irrilevante ai fii della costruzione di un portafoglio che batta il mercato, molto del rendimento “verrà invece dall’alpha e non dal beta, e i gestori attivi hanno solo da guadagnare dimostrando il loro valore”.
Ne è convinto Mark Dowding, chief investment officer di BlueBay AM. “I rendimenti derivanti dall’ottenimento del beta di mercato sono stati molto positivi l’anno scorso”, osserva il gestore. “Ma ora è molto difficile proiettare rendimenti andando ulteriormente in territorio negativo”. E che i tassi bassi stiano facendo più male che bene ormai “lo ricoscono anche i policymaker in Europa”.
Serve un cambio di prospettiva. “Non puoi imbrogliare la matematica del benchmark”, spiega il gestore britannico. “Nei prossimi 7-10 anni il rendimento del fixed income globale sarà pari a zero”.
Ecco perché, nonostante l’investimento passivo nel reddito fisso sia cresciuto in popolarità negli ultimi anni e sia stato sostanzialmente “un’ottima idea”, in una prospettiva futura “I rendimenti ultra-bassi significano che il reddito fisso passivo è una cattiva idea. Man mano che prosegue l’erosione del beta, solo i burattini investiranno in strategie passive fixed income”, afferma Dowding.
“Ripensare” il reddito fisso
È quanto hanno bisogno di fare gli investitori, spiega l’esperto. “Ripensare le strategie e il concetto stesso di rischio: serve un approccio diverso, più attivo. È più rischioso il bund a 10 anni che offre un rendimento di -0,4% o un CoCo a cinque anni che offre il 5%?”. La risposta, secondo Dowding, è tutt’altro che scontata.
“Con l’invecchiamento della popolazione, i risparmiatori continueranno a necessitare di conservazione del capitale e del reddito derivante dalle obbligazioni. Quando i rendimenti sono così bassi, ha più senso assumere rischio di investimento da gestione attiva rispetto al rischio legato al beta di mercato”.
Quattro idee di investimento (e come eseguirle)
Sì, ma investendo dove? Il fund manager londinese ha svelato le quattro idee di investimento alla base delle strategie della boutique specializzata in fixed income.
1. USA: la maratona dell’espansione economica continuerà
Il ciclo economico statunitense “sta per entrare nel decimo anno di espansione”, osserva Dowding. “Sono anni che continuiamo a leggere e sentir dire che il ciclo è giunto alla fase finale, e che presto inizierà una recessione: secondo noi queste sono fake news” afferma. “Non vediamo segni di recessione imminente. Tendenzialmente un rallentamento avviene dopo un periodo di politica monetaria restrittiva, ma con inflazione relativamente benigna e tassi di interesse bassi non si capisce da dove dovrebbe venire questa recessione”.
È quando c’è “avidità – che non ravvediamo nei mercati a parte eccezioni come le valutazioni di Tesla – oppure un eccesso di debito dei consumatori o di leva operativa delle aziende”, che bisogna preoccuparsi. “Non vediamo evidenza di queste distorsioni. I rendimenti negativi dei Treasury non possono andare molto più in basso! È improbabile che la Fed possa tagliare ulteriormente i tassi nel 2020, in particolare essendo questo un anno elettorale”.
→ Indicazioni di investimento: negativi sui governativi americani, positivi sul credito investment grade del Paese.
2. EUROPA: Regno Unito vs Europa, divergenza tra politiche fiscali
Sono molte discussioni sulle politiche fiscali per stimolare la crescita, “ma il problema è la Germania, mentre l’Italia su questo fronte ha le idee più chiare” dice Dowding. “I progressi saranno lenti, l’inflazione resterà bassa così da mantenere bassi i rendimenti dei Bund, con l’effetto che gli spread in Europa saranno sempre più ridotti. Al contrario, nel Regno Unito abbiamo a che fare con Brexit, ma se il premier Boris Johnson darà seguito agli annunci elettorali “spenderà un sacco di soldi con la sua politica fiscale espansiva incentrata su infrastrutture tecnologiche, investimenti verdi e taglio delle tasse”.
→ Indicazioni di investimento: lunghi bond governativi greci; short gilt britannici
3. CORONAVIRUS: la crescita cinese ne risentirà nel 2020, ma non cambierà il resto del mondo
I timori degli operatori sul Coronavirus hanno portato a un brusco calo dei rendimenti, giustificato dal “flight to quality”. Dubitiamo che le principali banche centrali abbasseranno i tassi. Nel 2020 il PIL cinese potrebbe risentire dell’1–2%, ma a lungo andare il virus sarà debellato e l’isteria passerà.
→ Indicazioni di investimento: riduzione dell’esposizione alla duration dei tassi di interesse core; aumento dell’esposizione creditizia/riduzione delle coperture contro l’esposizione creditizia; aggiunta di posizioni lunghe in valute che permettono di estrarre carry, tra cui peso messicano, rublo russo e rupia indiana.
4. ESG: quando l’esclusione non basta
La maggior parte dei gestori compone il portafoglio Esg-compliant per mezzo di esclusioni, “ma a noi non basta: assumiamo posizioni long sulle aziende con buoni score Esg, mentre andiamo short sugli emittenti che hanno un rating Esg negativo. Finché non lo migliorano, la domanda di questi titoli non potrà che diminuire causando un calo dei prezzi”.
→ Indicazioni di investimento: interpretare con forza le pratiche di engagement attivo in ambito Esg shortando i titoli meno performanti. Generare rendimenti spingendoli in territorio ulteriormente negativo.
BlueBay “sbarca” in Italia
Il direttore investimenti di BlueBay AM ha parlato nel corso di una conferenza stampa con i giornalisti italiani. L’occasione è stata l’annuncio dell’apertura di una branch a Milano “destinata a servire più da vicino gli investitori italiani”, si legge nel comunicato diramato dalla società.
Alla guida della sede italiana in qualità di Head of Sales Italy è Tommaso De Giuseppe, in BlueBay dal 2012 e con oltre 15 anni di esperienza al suo attivo nell’industria del risparmio gestito.
“Operando dalla sede di Londra, i primi investimenti da parte di istituzioni italiane sono affluiti nelle nostre strategie nel 2006. Nel tempo la fiducia che ci è stata accordata da investitori istituzionali ed intermediari finanziari italiani è progressivamente cresciuta, arrivando a pesare per più del 10% sul totale dei patrimoni attualmente affidati alla gestione di BlueBay”, spiega Tommaso De Giuseppe.
“Forti di questo apprezzamento, con la stabile presenza in Italia di un nostro team di professionisti ci proponiamo, in primo luogo, di rispondere in modo sempre più puntuale alle esigenze dei nostri partner commerciali ed investitori istituzionali italiani. Al tempo stesso, potremo meglio aprirci selettivamente alle numerose opportunità di sviluppo che un mercato fortemente attratto dall’asset class obbligazionaria, come quello italiano, offre ad un player specializzato e attivo come BlueBay. In particolare con quelle controparti che condividono l’analisi di fasi di mercato sempre più sfidanti come quelle che si prospettano e che richiedono un’evoluzione degli approcci d’investimento”.
Fondata nel 2001 con sede a Londra e uffici in otto Paesi, BlueBay Asset Management è posseduta da Royal Bank of Canada. La società offre una gamma di soluzioni di investimento che si articola in 36 strategie su tutto l’universo obbligazionario globale ed ha oltre 60 miliardi di dollari in gestione (al 31 dicembre 2019).