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Secondo il Global dividend index di Janus Henderson, nel secondo trimestre le distribuzioni sono salite del 4,9% a 568 miliardi di dollari. In frenata gli Usa, bene l’Europa
Ancora un trimestre record per i dividendi globali. In attesa di una frenata giudicata inevitabile, nel periodo aprile-giugno gli investitori di tutto il mondo hanno potuto godersi ben 568 miliardi di dollari di distribuzioni. Ben il 4,9% in più rispetto ai primi tre mesi del 2023, che pure avevano fatto segnare un nuovo massimo. Lo certifica l’ultimo Global dividend index di Janus Henderson, secondo cui la crescita sottostante ha accelerato al 6,3% su base annua. A remunerare lautamente i propri soci sono state soprattutto le banche, che all’Italia sono valse un incremento ben oltre la media mondiale e regionale: +18,8%.
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Europa maglia rosa, l’Italia vola con le banche
Il Global dividend index evidenzia il predominio stagionale dell’Europa, favorita dal fatto che il secondo trimestre è il periodo in cui la maggior parte delle società effettua un pagamento unico annuale. Il Vecchio Continente, Regno Unito escluso, ha registrato una crescita sottostante del 10% (+9,7% complessivamente), superando quella delle altre aree e portando il totale alla cifra mai raggiunta di 184,5 miliardi di dollari. A far da traino i dividendi marcatamente più elevati del settore bancario, seguiti da quelli dei produttori automobilistici.
Nel dettaglio dei singoli Paesi della zona, distribuzioni record sono state messa a segno da Svizzera, Francia e Germania. Quanto all’Italia, i pagamenti complessivi hanno raggiunto quota 9,2 miliardi di dollari. “Unicredit ha contribuito in maniera significativa alla crescita, raddoppiando il dividendo dopo aver fatto registrare il migliore risultato negli ultimi dieci anni”, sottolinea Federico Pons, country head per l’Italia di Janus Henderson Investors. Che aggiunge: “Ogni società tricolore nell’indice ha incrementato o confermato le distribuzioni”.
Franano gli Usa, corre il Giappone
Il secondo trimestre ha rappresentato un momento importante anche per il Giappone, i cui dividendi hanno battuto la media globale con un rotondo +8,4% su base sottostante. Sono circa metà del totale, le società nipponiche incluse nell’indice ad aver registrato aumenti a doppia cifra. Continua, invece, per il sesto trimestre consecutivo, il rallentamento negli Stati Uniti, dove la crescita si è fermata al 4,6%. Relativamente deboli, poi, le distribuzioni dell’area Asia Pacifico, mentre i dividendi dei mercati emergenti hanno perso terreno.
Bene credito e auto, male le società minerarie
A livello settoriale, i dividendi delle banche sono risultati robusti in tutto il mondo. Tanto che al settore è ascrivibile metà della crescita globale nel secondo trimestre. Merito del rialzo dei tassi di interesse, che ne ha sostenuto i margini e della ripresa delle distribuzioni dopo lo stop dovuto alla pandemia. Nel Regno Unito, ad esempio, il risultato complessivo ha resistito al calo dei dividendi minerari, in quanto Hsbc è tornata a pagare trimestralmente su livelli molto più alti di quanto sembrasse possibile solo pochi mesi fa. A Singapore gli istituti di credito hanno trainato gli importi complessivi erogati fino a livelli record.
Anche il settore dell’automotive ha registrato una forte crescita, mettendo a segno un settimo dell’aumento complessivo dei dividendi nel periodo. Metà di questo incremento è riconducibile a società tedesche ma il settore è risultato forte in tutto il mondo. Le compagnie minerarie hanno invece offerto il maggior contributo negativo, per lo più a causa del calo dei prezzi delle materie prime, mentre le distribuzioni delle imprese petrolifere sono diminuite per i tagli dei produttori latinoamericani. A livello globale, l’88% delle società ha incrementato o confermato le cedole nel secondo trimestre.
Un 2023 solido, ma la corsa frenerà
Per il resto dell’anno, viste le attese di rallentamento della crescita economica globale, Janus Henderson ha lasciato invariate le sue previsioni. La stima è di un ulteriore aumento delle distribuzioni al 5,2% su base complessiva, per un record di 1.640 miliardi di dollari. “Attualmente i mercati prevedono utili globali stabili per quest’anno, dopo i livelli record segnati nel 2022, e le società di tutto il mondo sono più prudenti sulle prospettive future”, spiega Ben Lofthouse, head of global equity income del gruppo. “Sebbene l’occupazione sia rimasta molto robusta, alcune aree dell’Europa sono entrate in recessione tecnica e i decisori politici sono ancora intenti a combattere l’inflazione, anche se a costo della produzione”, aggiunge il dirigente.
I dividendi continueranno comunque ad aumentare, con le distribuzioni della maggior parte delle regioni e dei settori allineate alle attese. Per Lofthouse, il settore bancario in particolare continuerà a offrire una crescita solida con pagamenti record agli azionisti. “La fine di anni di tassi di interesse straordinariamente bassi sta avendo un effetto positivo molto forte sui margini bancari e favorisce lo stacco di cedole. Le grandi banche sono strettamente regolamentate: pertanto, entrano in questa fase di flessione e la affrontano da una posizione patrimoniale solida”, sottolinea. “Una caratteristica rassicurante del reddito da dividendi è che solitamente è molto meno volatile degli utili. L’anno scorso le distribuzioni avevano accumulato ritardo rispetto alla crescita degli utili, perciò quest’anno possono superarla”, conclude Lofthouse.
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