Per Vasco Moreno, portfolio manager di BGF World Financials e BGF FinTech funds di BlackRock, i trend di lungo termine da osservare sono diversi. Elemento chiave del portafoglio: la flessibilità di allocazione
La complessità del momento storico e macroeconomico va navigata. Nella trama di variabili che la compongono ci sono trend di lungo periodo, secondo Vasco Moreno, portfolio manager di BGF World Financials e BGF FinTech funds di BlackRock, che offrono interessanti opportunità di investimento. Tra questi, l’avanzare del digitale e dell’innovazione tecnologica.
Nell’attuale contesto macroeconomico quali sono a suo avviso le sfide e le opportunità?
Vasco Moreno, portfolio manager di BGF World Financials e BGF FinTech funds di BlackRock
Se guardiamo all’attuale contesto di mercato, vediamo opportunità interessanti nei settori Consumer Finance e FinTech perché le società che operano in questi comparti beneficeranno del contesto attuale e offriranno valutazioni attraenti. Questi settori sono legati a trend di lungo periodo, quali la crescente adozione dei pagamenti digitali e l’avanzamento dell’innovazione tecnologica. Nell’ambito dei mercati dei capitali, le valutazioni delle banche d’investimento risultano interessanti. Nonostante alcuni segnali contrastanti, è importante segnalare che ci sono stati segnali di ripresa nell’attività di M&A. Una ripresa dell’attività di private equity potrebbe in effetti fungere da catalizzatore per il segmento Capital Markets. Le valutazioni delle società target sono scese negli ultimi 12-18 mesi, il che offre alle società di private equity un ulteriore incentivo a investire capitali. In relazione al taglio dei tassi manteniamo una visione positiva, anche su alcuni titoli bancari selezionati che possono ottenere risultati superiori alle aspettative di mercato.
Come vi approcciate all’investimento in titoli finanziari alla luce della ciclicità del settore?
Riteniamo che la diversa sensibilità dei titoli finanziari ai fattori macro rappresenti un vantaggio per un gestore attivo. In generale, a…
La leadership delle mega-cap aumenta il rischio di concentrazione, mentre l’AI porta con sé segnali di euforia. Secondo gli esperti di Oddo BHF, per intercettare i cambi di leadership servono però modelli capaci di privilegiare i trend strutturali e adattarsi ai regimi di mercato
Per il portfolio manager di Janus Henderson Investors, l’asset class va letta come un universo di società globali, resilienti e spesso ancora sottovalutate rispetto ai competitor. Nel portafoglio entrano finanziari, risorse scarse, AI applicata e una domanda politica cruciale: come l’Europa può tornare a finanziare innovazione e crescita
Il gestore della casa invita alla prudenza sulla parte lunga dei Treasury, dove i rendimenti possono salire ancora di circa 50 punti base. Ma vede avvicinarsi il momento per iniziare ad estendere la duration in Europa. ABS ed emergenti le novità nel credito, con la selezione a fare da spartiacque. E attenzione al boomerang AI
L’asset class sfiora i 300 miliardi di euro e si prepara a un ulteriore ampliamento trainato da USA, energia, e AI. Per il global head of Fixed Income della casa, la compressione dei differenziali rende però decisivi il confronto tra strutture, il posizionamento sulle call e l’analisi bottom-up degli emittenti
Secondo il gestore obbligazionario Anthony Kettle, la dispersione delle valutazioni apre spazi nel credito corporate. Mentre sul fronte sovrano il focus si sposta sull’America Latina. Ma per proteggersi dagli shock, meglio guardare all’azionario
Secondo Sumant Wahi di Man Group il valore si sta spostando verso infrastrutture, software e applicazioni. Tra valutazioni elevate e ruolo crescente della Cina, per gli investitori diventa decisivo distinguere i vincitori dai semplici protagonisti del rally
Per il gestore della casa Fabio Viola, rendimenti ancora interessanti e fondamentali solidi sostengono il comparto. Ma con spread già compressi diventa cruciale la selezione degli emittenti. “Preferenza per finanziari e scadenze da tre a sette anni”
Dopo anni trascorsi ai margini delle strategie di investimento, le economie in via di sviluppo stanno riconquistando la scena. Alla base di questo ritorno ci sono fondamentali più solidi, una minore dipendenza dal dollaro e la ricerca di alternative ai mercati occidentali
Secondo Thomas Christiansen, responsabile della casa per il debito emergente, l’asset class promette di spingere la frontiera efficiente dei portafogli obbligazionari grazie a un bassa correlazione con il quadro macro. “Da Fed e BCE nessun impatto”. E sugli spread niente paura: “Riflettono il miglioramento dei fondamentali”.
Con rendimenti vicini al 6% e default attesi in calo, Columbia Threadneedle vede valore nel credito speculativo del Vecchio Continente. Ma in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche e spread compressi, la selettività resta decisiva e le strategie a breve offrono una protezione aggiuntiva contro la volatilità
Per l’ad di Payden&Rygel Italia, Fed e BCE si muoveranno a velocità diverse. Ma rendimenti più alti, dislocazioni sulla curva, cartolarizzati ed emergenti aprono spazi interessanti per chi sa costruire portafogli su misura
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