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Il fondatore del noto hedge fund Greenlight Capital teme che Wall Street stia sottovalutando i rischi geopolitici e macroeconomici. Largo a un approccio difensivo, anche a costo di rinunciare a una parte dei nuovi rialzi
Il recupero dei listini azionari dopo le tensioni in Medio Oriente non convince David Einhorn. Nell’ultima lettera agli investitori del suo celebre hedge fund Greenlight Capital, il gestore statunitense sostiene infatti che il mercato stia prezzando uno scenario eccessivamente favorevole e sottolinea come la priorità debba essere la protezione del capitale piuttosto che la ricerca di rendimento. Una posizione, quella del finanziarie diventato celebre per il suo approccio value e le sue posizioni short, in netta controtendenza rispetto a un consenso che continua invece a scommettere sulla prosecuzione del rialzo.
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La priorità è preservare il capitale
“La protezione del capitale è ancora una volta la nostra priorità”, ha scritto Einhorn nella missiva, spiegando di essere disposto anche a rinunciare a un’ulteriore fase di apprezzamento dei titoli azionari pur di mantenere la flessibilità necessaria per aumentare l’esposizione qualora dovessero concretizzarsi gli scenari più negativi. A suo giudizio, infatti, i mercati incorporano ormai pochissimo rischio al ribasso e offrono un rapporto rischio-rendimento poco attraente. “Questo non è il momento di inseguire il rally”, ha detto il numero uno del fondo speculativo, “bensì di attendere valutazioni più interessanti che consentano di tornare ad assumere posizioni offensive”.
Troppo ottimismo sullo scenario geopolitico
Le considerazioni del gestore arrivano mentre Wall Street ha completamente recuperato le perdite accusate durante l’escalation tra Iran e Stati Uniti. Nonostante il fallimento degli ultimi colloqui tra Washington e Teheran per la tenuta della tregua raggiunta qualche settimana fa, gli investitori continuano infatti a scommettere su una soluzione diplomatica e sulla tenuta della crescita economica. Un atteggiamento che, secondo Einhorn, rischia però di trasformarsi da fiducia a vera e propria compiacenza. “Gli investitori sembrano attribuire una probabilità molto bassa agli scenari avversi”, ha precisato, “lasciando poco margine di protezione qualora il quadro macroeconomico o geopolitico dovesse deteriorarsi”. Non solo. Per descrivere il sentiment prevalente tra gli operatori, Einhorn è ricorso a una citazione del cantante Sammy Hagar. “Tutti investono con un piede sul freno e uno sull’acceleratore”, ha osservato, sottolineando come nessuno voglia perdere l’eventualità di una ripresa a V o comunque molto rapida.
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Portafoglio difensivo e poche modifiche
Coerentemente con questa impostazione, Greenlight continua a mantenere un’esposizione lorda e netta relativamente contenuta. Se infatti il comparto era già posizionato in modo prudente prima dell’inasprimento delle tensioni geopolitiche, ritenendo che le valutazioni azionarie fossero elevate, durante il trimestre ha effettuato soltanto interventi limitati. Le principali modifiche hanno riguardato la gestione delle coperture sugli indici e l’apertura di una posizione lunga sui future del petrolio con scadenza ottobre, scommessa che ha però beneficiato solo marginalmente del contesto perché il mercato continua a considerare temporanee eventuali interruzioni dell’offerta. Ciò non ha comunque impedito alla creatura di Einhorn di ottenere risultati superiori al mercato, chiudendo il periodo con un rendimento del 6,5% contro il -4,4% registrato dallo S&P500. Tra i principali contributori alla performance figurano l’oro, Acadia Healthcare, DHT Holdings e Core Natural Resources.
Il messaggio agli investitori
La riflessione di Einhorn va oltre le singole scelte di portafoglio. Il gestore invita infatti gli investitori a non confondere il recente recupero dei listini con la scomparsa dei rischi. Quando il mercato sconta quasi esclusivamente scenari positivi, sostiene, il costo di mantenere un approccio prudente può essere quello di perdere una parte del rialzo; il beneficio, però, è quello di preservare il capitale e poter tornare ad acquistare con maggiore convinzione qualora le valutazioni tornino a riflettere rischi oggi largamente ignorati.
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