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A fine 2023 gli attivi totali sono saliti del 9,8% e sono pari al 5,4% del Pil. Oltre il 38% è impiegato in bond, soprattutto titoli di Stato. All’azionario circa il 24%, segue l’immobiliare
A fine 2024, il patrimonio delle casse di previdenza italiane ha toccato quota 125,1 miliardi di euro, pari al 5,7% del Pil nazionale, registrando una crescita del 9,8% rispetto ai 114,1 miliardi del 2023. Di questi attivi, oltre un terzo, circa 48 miliardi, è investito nel nostro Paese, con una preferenza per l’immobiliare e i titoli di Stato. Guardando invece agli impieghi complessivi, la parte del leone è sempre dei fondi comuni. Il quadro emerge dal rapporto ‘Gli investimenti: dimensioni e composizione – anno 2024’ della Covip, presentato alla Camera dal presidente Mario Pepe.
Patrimonio in costante crescita
Negli ultimi dieci anni le risorse complessive del settore sono cresciute di 53,2 miliardi, pari in media al 5,7% su base annua. Merito in particolare dei saldi previdenziali per contributi incassati e prestazioni erogate e della redditività degli investimenti. Nel 2024 il flusso complessivo dei contributi al netto delle prestazioni è stato di 4,4 miliardi, mentre il ritorno medio degli impieghi è stato del 7%, grazie all’andamento favorevole dei mercati. Sul più ampio orizzonte decennale, la redditività media annua composta si è attestata al 2,9%.
Ai primi tre enti il 55,7% dell’attivo
Il dossier evidenzia come, anche nell’annualità passata, la quota maggiore sia delle casse di cosiddetta ‘vecchia generazione’ (cioè disciplinate dal decreto legislativo 509 del 1994). Queste infatti sono intestatarie del 75,7% dell’attivo totale, in crescita rispetto al 70,6% di dieci anni fa. In particolare, all’Enpam (medici e odontoiatri) fa capo il 23,6%, seguono Cassa forense (avvocati) con il 18,5%, Inarcassa (ingegneri e architetti) con il 13,5%, Cdc (dottori commercialisti) con l’11,8% ed Enasarco (agenti di commercio e consulenti finanziari) con l’8,3%. Da soli, sottolinea la Covip, i primi tre enti privati concentrano il 55,7% del totale rispetto al 51,8% di fine 2014. Nel complesso, gli istituti pensionistici più grandi (con un numero di associati da circa 350.000 a 74.000) mostrano anche tassi di crescita del patrimonio superiori a quello generale.
Ai fondi oltre il 67% dell’attivo
Guardando alla composizione generale dell’attivo, emerge come le quote di Organismi di investimento collettivo del risparmio restino ancora la componente maggioritaria: 67,2 miliardi, pari al 53,7%. Di questi, 36,9 miliardi vanno a Oicvm e 30,3 miliardi ad altri Oicr (16,7 miliardi sono quote di fondi immobiliari). I titoli di debito ammontano a 26,7 miliardi, di cui 20,7 in titoli di Stato, mentre i titoli di capitale sono pari a 10,4 miliardi. Nel complesso, aggregando anche i titoli obbligazionari e azionari sottostanti gli Oicvm detenuti, gli investimenti obbligazionari, pari a 47,7 miliardi, rappresentano il 38,1% dell’attivo, e restano stabili rispetto al 2023. Gli impieghi azionari ammontano invece a 24,2 miliardi e rappresentano una quota del 19,4%, in aumento di 0,5 punti percentuali. Quelli immobiliari, infine, pari a 19,8 miliardi, continuano a scendere in percentuale rispetto all’attivo (15,8% da 16,5% del 2023). La Covip fa notare poi come esista un’ampia eterogeneità tra le casse nella composizione delle attività investite. In particolare, il campo di variazione delle quote detenute dai singoli istituti è elevato per i titoli di Stato (0-73%, la metà dei casi tra l’11 e il 25%), per gli Oicvm (0-74%, la metà dei casi tra il 27 e il 46%). Mostra una dispersione elevata anche l’incidenza percentuale degli investimenti nel mattone e, in particolare, degli immobili detenuti direttamente.
Oltre 48 miliardi investiti in Italia
Gli investimenti in Italia delle Casse previdenziali private ammontano a 48,1 miliardi, pari al 38,4% delle attività totali. Il dato è in lievissimo calo rispetto al 2023: -0,2 punti percentuali. Predominanti sono sempre gli impieghi immobiliari, cui vanno 17,2 miliardi (13,7% delle attività totali) e i titoli di Stato, con 15,5 miliardi (12,4%). Sempre a fine 2024, l’immissione di risorse in titoli di imprese tricolori si è attestata a quota 9,6 miliardi, pari al 7,6% del patrimonio, di cui 8,7 miliardi costituiti da azioni (1,9 miliardi rappresentativi di quote del capitale della Banca d’Italia) e 900 milioni da obbligazioni.
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