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La boutique milanese prosegue lungo le direttrici tracciate dal piano industriale e rafforza il posizionamento: raccolta netta sostenuta, ricavi in aumento, focus su professionisti di qualità. Il nuovo responsabile Mario Aragnetti Bellardi: “Crescita selettiva, senza compromettere il modello”
In un mercato del private banking sempre più competitivo e attraversato da processi di consolidamento che vedono le boutique sotto pressione da più fronti, Cassa Lombarda mantiene la barra dritta su tre obiettivi: crescita organica, qualità della rete e rafforzamento patrimoniale. E i risultati sembrano darle ragione. La società milanese di consulenza d’alta fascia, che negli ultimi mesi ha beneficiato anche dei movimenti di mercato legati alla riorganizzazione di alcuni operatori, aggiorna infatti il proprio piano industriale mostrando un’accelerazione rispetto alle attese. “Siamo avanti rispetto agli obiettivi che ci eravamo dati”, ha spiegato l’amministratore delegato Paolo Vistalli nel corso di un incontro con la stampa, delineando una traiettoria in cui lo sviluppo commerciale si unisce a investimenti nelle persone e ampliamento dell’offerta.
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Masse e ricavi in crescita, spinta dalla raccolta netta
Il primo dato che emerge è quello dimensionale. Cassa Lombarda ha chiuso il 2025 con masse per circa 7,4 miliardi di euro, salite a 8 miliardi a fine primo trimestre 2026, e oggi vanta un risultato pari a 8,25 miliardi. Una crescita di circa il 10% in pochi mesi, interamente riconducibile all’ingresso di nuovi capitali e non all’andamento dei mercati. “È tutta farina della cosiddetta net new money”, ha infatti sottolineato Vistalli. L’espansione però ha prodotto riflessi positivi anche sui ricavi, con le commissioni da private banking che hanno registrato nel primo trimestre un incremento superiore al 5% su base annua e il margine di intermediazione cresciuto del 6%. Il tutto a fronte del significativo incremento registrato dal credito alla clientela, passato in sei mesi da circa 350 a oltre 500 milioni di euro a conferma della natura bancaria del modello.
Capitale e struttura: rafforzamento patrimoniale e nuovi spazi
A supporto della crescita, la banca ha avviato anche un rafforzamento patrimoniale attraverso la rivalutazione di un asset immobiliare strategico che porterà i mezzi propri da circa 100 a 130 milioni di euro. Un’operazione che, evidenzia Vistalli, consente di “accompagnare la crescita del business sia sul fronte ordinario sia su eventuali operazioni straordinarie”. A livello operativo, l’espansione si tradurrà anche in scelte logistiche: la sede milanese sarà progressivamente dedicata alle funzioni commerciali, mentre altre attività verranno redistribuite su nuove location nel centro città. Interventi di ampliamento sono in corso anche su Roma, mercato arrivato a valere quasi un miliardo, a conferma di un rafforzamento della presenza territoriale.
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Crescita sì, ma selettiva: il ruolo dei banker
Uno dei driver principali della società resta il reclutamento. La crescita recente è stata infatti alimentata in larga parte dall’ingresso di nuovi professionisti e dallo sviluppo delle loro relazioni. Non è un caso se attualmente i banker siano saliti a circa 65, con ulteriori inserimenti già effettuati nel corso dell’anno. Ed è proprio Su questo punto che ha insistito il nuovo responsabile del private banking, Mario Aragnetti Bellardi. “Non cerchiamo espansione a tutti i costi ma vogliamo inserire professionisti che sposino il nostro modello e non compromettano l’equilibrio della struttura”, ha detto il manager ex Banca Profilo. Il riferimento è a una strategia esplicitamente orientata alla qualità più che ai volumi: “Per noi è fondamentale non distruggere l’ambiente di lavoro, attraverso una crescita attenta e sostenibile”.
Tra boutique e grandi gruppi: un posizionamento distintivo
Quanto al panorama italiano, Cassa Lombarda rivendica un’identità precisa. “Siamo pochi e molto diversi tra noi”, ha osservato Vistalli dopo essere stato interpellato sul tema, sottolineando come il modello della boutique indipendente resti una a oggi una “specie rara”. A differenza delle grandi reti o delle divisioni private delle banche universali, il focus rimane puntato dunque su elementi chiari e altamente distintivi: dalla personalizzazione alla relazione fino all’integrazione tra servizi bancari e consulenza. Una ragion in più per escludere, quanto meno nel breve termine, operazioni che comportino la perdita del controllo da parte degli azionisti. Dopo il mancato accordo con Ersel, la strategia appare dunque chiara: crescita autonoma, eventualmente affiancata da partnership mirate ma senza cedere la governance. Secondo Aragnetti Bellardi, proprio le dinamiche di controllo e la natura bancaria che caratterizza l’istituto rappresentano infatti i suoi punti di forza. “Se perdi clienti e ambiente”, ha affermato, “hai perso tutto”. Non è un caso infatti se, con i banker provenienti da Banca Profilo, la scelta di Cassa Lombarda sia stata determinata da fattori come “italianità e capacità di offrire un servizio personalizzato”.
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Private markets e nuove esigenze della clientela
Proprio guardando all’evoluzione della domanda, emerge una crescente attenzione verso i mercati privati e le soluzioni meno liquide. Una tendenza che pare trainata anche da una nuova generazione di imprenditori. “È un movimento strutturale”, spiega Vistalli, legato sia al contesto macro sia alla necessità di diversificare tra capitale di rischio e orizzonte temporale. Ecco perché la banca sta sviluppando collaborazioni con operatori specializzati e ampliando progressivamente l’offerta, pur mantenendo un approccio prudente. “Non forziamo la vendita ma lavoriamo su formazione e consapevolezza”, ha concluso l’ad.
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