Capital Group: riacquisti in aumento dell’8,4% rispetto al 2024, sale anche il valore. USA in testa, in Italia cresce il numero di operazioni. Finanza e tech i settori più attivi
Accelera la corsa ai buyback. L’ultima grande società ad annunciarne uno dopo quasi due anni di pausa è stata Berkshire Hathaway, sotto la nuova guida di Greg Abel, ma nel 2025 la tendenza ha riguardato un numero di quotate impressionante. A certificarlo è il Global Equity Study di Capital Group, secondo cui lo scorso anno i riacquisti di azioni proprie su scala globale hanno aggiornato il record storico a 1.460 miliardi di dollari e registrando un aumento dell’8,4% rispetto al 2024.
La tendenza non è nuova, visto che negli ultimi dieci anni i buyback sono diventati sempre più diffusi nei mercati azionari. Ma il 2025 ha segnato un vero boom. Capital Group sottolinea infatti che lo scorso anno ben il 52% delle società incluse nel suo indice ha effettuato riacquisti di azioni, in deciso aumento rispetto al 36% del 2015. Nello stesso periodo si è anche registrato un aumento nel valore delle operazioni: questo è infatti salito del 123% e ha superato perfino la crescita del 98% registrata dai dividendi. Si tratta del 75% delle remunerazioni distribuite agli azionisti a livello globale, anche se le notevoli differenze nella cultura aziendale e nella composizione settoriale di ciascun Paese fanno sì che il range vari dal 147% degli Stati Uniti al 13% dell’Australia.
USA in testa, corre il Canada, sorpresa Giappone
A fare la parte del leone anche nel 2025 sono stati gli Stati Uniti, che da soli rappresentano il 71% dei buyback azionari globali. La crescita a stelle e strisce si è infatti attestata all’8,5%, sostanzialmente in linea con la media mondiale. Più indietro l’Europa, i cui programmi di riacquisto si fermano a nono del totale (10,8%) nonostante negli ultimi anni siano diventati una componente più importante delle distribuzioni complessive agli azionisti. In accelerazione è invece il Giappone, dove il fenomeno sta diventando un trend fondamentale: quasi la metà (48%) delle società nipponiche incluse nel rapporto ha effettuato un’operazione lo scorso anno, in forte aumento rispetto al 25% di dieci anni fa. Quanto alla crescita, quella più rapida si è registrata in Canada (67,9%): seguono Paesi Bassi (53,5%), Francia (44,4%), Singapore (62,3%) e Sol Levante (15,3%). Numeri invariati o in calo, invece, in Germania (2,%) ma anche nel Regno Unito (1,4%) e in Cina (-34,5%).
Per quanto riguarda il mercato italiano, le operazioni di riacquisto di azioni sono aumentate nella maggior parte delle società. Tuttavia, evidenzia l’indagine, si sono registrati alcuni inciampi circostanziali che hanno rallentato il fenomeno. La sospensione del programmi particolarmente consistenti come quello di Stellantis ha infatti determinato un calo complessivo del 6,1% dei volumi aggregati, rispecchiando la tendenza osservata nelle distribuzioni di dividendi.
Tech e servizi finanziari record
Passando ai settori, quello finanziario ha rappresentato poco più di un quarto (26%) dei buyback del 2025 grazie a un incremento del 23,1% che gli ha permesso di raggiungere il record di 386 miliardi di dollari. Massimo storico anche per il tech, dove i riacquisti sono cresciuti del 18,5% fino a toccare 312 miliardi di dollari. Caldo si è poi rivelato il segmento della vendita al dettaglio di generi alimentari, con riacquisti in aumento del 93,2% su base annua nonostante totale (30 miliardi) incida per meno di un decimo sulla spesa del settore tecnologico. Il totale del comparto dei media è invece sceso di un decimo, poiché le grandi aziende di Internet si sono concentrate sugli investimenti in AI, mentre le iniziative nel segmento energetico sono diminuite per il terzo anno consecutivo a causa del calo del petrolio. L’attività globale resta comunque concentrata in un numero relativamente esiguo di grandi aziende, con 20 società che nel 2025 hanno rappresentato quasi un terzo (32%) del totale delle operazioni a livello mondiale.
Katharine Dryer, equity asset class lead Europe and Asia di Capital Group
“I buyback azionari non sono più un fenomeno limitato agli Stati Uniti perchè il numero delle società che attua programmi di riacquisto è passato dal 36% di dieci anni fa al 52% di oggi”, ha detto da Capital Group l’equity asset class lead Europe and Asia Katharine Dryer. Per l’esperta, queste operazioni possono rappresentare un modo efficiente per restituire la liquidità in eccesso agli investitori una volta soddisfatte le esigenze di investimento e ricapitalizzati i bilanci. “Se valutati e programmati correttamente”, ha assicurato, “i riacquisti possono migliorare in modo significativo i risultati per gli azionisti”.
Capital Group: distribuiti 546 miliardi di dollari (+7,5%). Settore finanziario in testa. In Italia +1% da inizio anno, con una crescita sottostante del 9,2% al netto di un significativo taglio. L’anno dovrebbe chiudere a 2.240 miliardi, +6,8%
Il sentiment index di CFA-Radiocor resta negativo a -47,1 punti. Gli operatori prevedono un peggioramento dell’economia italiana, ma ridimensionano le attese sui prezzi e sulla stretta monetaria. Ancora prudenti i mercati azionari, mentre cambia la prospettiva sul biglietto verde
Secondo gli asset manager, per i mercati contano più utili e inflazione delle urne. Ma l’impatto si farà comunque sentire, soprattutto su tech, sanità, dollaro e rendimenti
Secondo i dati dell'ING People Insights Lab, il 28% della Gen Z e il 27% dei Millennials pronti ad aumentare gli impieghi nel mattone. La casa resta un obiettivo per l'81% degli italiani. Il mutuo? Lo vogliono semplice, veloce e online
Per il gestore del Fidelity Funds – European Dividend Fund, le opportunità sull’azionario europeo non dipendono soltanto dalle valutazioni più contenute rispetto agli Stati Uniti. Dalle banche ai materiali da costruzione, passando per i benefici dell’intelligenza artificiale, la chiave è individuare società di qualità capaci di difendere la redditività
Secondo i dati di eToro, l'8% ha già agito, il 18% sta per farlo e il 21% aspetta i risultati. GenZ più attiva. Ma la direzione non è univoca: il 31% sta comprando azioni mentre il 29% le sta vendendo. I possibili scenari
Il fondatore di DoubleLine giudica insufficiente la scelta di mantenere invariato il costo del denaro e vede nei prezzi delle materie prime e nel rendimento biennale dei Treasury segnali di una banca centrale in ritardo. In portafoglio largo alla diversificazione
Come atteso, Warsh non ha toccato i tassi. Ha però avvertito che l’inflazione resta “troppo alta”. Quasi scontata un nuova stretta prima di Natale, ma sul 2027 le previsioni divergono
La presidente lascerà il 7 febbraio. Per i gestori una stretta a dicembre è molto probabile, mentre per le mosse successive tutto dipenderà dai dati. E da chi siederà nel board (non solo al vertice)
Secondo Allianz Trade, dopo il +6% del 2025, i fallimenti aziendali cresceranno del 5% nel 2026 e dell’1% nel 2027. Pesano credito costoso, energia e crescita debole. Nel biennio, a rischio circa 2,7 milioni di posti
Per il co-fondatore di Flossbach von Storch, dopo anni di liquidità, concentrazione e FOMO sugli ETF passivi, il mercato dovrà tornare a misurarsi con fondamentali, valutazioni e qualità. “L’intelligenza artificiale cambierà il mondo, ma sugli investimenti è atteso un reality check”
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio