Il gruppo quota altre quattro esposizioni della gamma iShares iBonds. Una mossa per cavalcare il boom della gestione passiva con strumenti obbligazionari a scadenza fissa. Agilità, efficienza e diversificazione i vantaggi offerti agli investo
Il mercato degli Exchange traded funds non sembra conoscere crisi. Specie nel Vecchio Continente, dove il primo semestre 2023 ha portato in dote agli strumenti indicizzati oltre 106 miliardi di euro grazie anche al forte riposizionamento degli investitori sull’obbligazionario (52,4 miliardi di raccolta contro i 56,7 dell’equity). E tra i più veloci a rendersene conto rientra BlackRock, che ha deciso di cavalcare il trend lanciando la prima gamma europea di Etf Ucits a scadenza fissa: iShares iBonds. Un’iniziativa che ha visto il suo ultimo sviluppo il 14 settembre, quando la società ha quotato a Piazza Affari quattro nuove esposizioni ad accumulazione dopo le due a distribuzione listate in agosto.
Nel dettaglio, le esposizioni quotate su Borsa Italiana sono quattro e quella che si è celebrata a Milano è stata la quotazione, nelle classi ad accumulazione, degli iShares iBonds ETF su corporate investment grade in euro, nelle scadenze a dicembre 2025, 2026, 2027 e 2028. Lo scorso agosto erano state listate anche le classi a distribuzione per le scadenze 2026 e 2028, portando a nove il totale delle esposizioni disponibili oggi in Italia e a livello europeo: otto focalizzate su corporate investment grade con scadenze comprese tra dicembre 2025 e 2028 più una che si configura come posizione sui Treasury con scadenza a dicembre 2025. Il debutto assoluto dei fondi risale però al 2010 negli Stati Uniti: da allora la domanda è cresciuta significativamente, con afflussi pari a 8,1 miliardi di dollari nel 2022 e a 5,87 miliardi da gennaio a giugno 2023.
Come spiegato durante la presentazione degli strumenti, il punto di partenza lavoro svolto dalla casa americana è stata una semplice constatazione: per anni la generazione di income e la diversificazione del rischio sono state erose ma, con l’aumento dei tassi, le dinamiche si sono invertite. Non a caso, da gennaio a giungo, i titoli governativi e l’investment grade societario dell’Eurozona hanno registrato afflussi rispettivamente per 29 e 15 miliardi di euro su un totale di masse gestite oggi pari a circa 396 miliardi. Sulla base di questa fotografia, la società ha stimato che il passaggio all’obbligazionario nei prossimi dieci anni debba essere pari al 10% dell’intero portafoglio multi-asset dell’area Emea. E da qui ai nuovi Eft iBonds il passo è stato breve.
Diversificazione e semplicità di gestione
Si tratta di strumenti che possono essere utilizzati dagli investitori per integrare i veicoli d’investimento esistenti in una struttura di facile comprensione, che mira a generare rendimento da una combinazione di crescita del capitale e flusso cedolare ricorrente. Ogni Etf detiene un paniere diversificato di obbligazioni con scadenza nello stesso anno solare che è accessibile attraverso un’unica operazione, in modo da rendere più accessibile il reddito fisso semplificando l’investimento e la gestione dei singoli titoli a fronte di un costo efficiente. Per Usare le parole di Ursula Marchioni, head of Markets & Portfolio Solutions EMEA di BlackRock, questi veicoli “sono progettati per maturare come un’obbligazione, negoziare come un’azione e diversificare come un fondo”. Un mix efficace, insomma, anche nell’ottica di esporsi al segmento corporate internazionale e al debito americano.
Un prodotto “familiare”
Luca Giorgi, head of iShares and Wealth di BlackRock Southern Europe
“Tramite uno strumento diversificato, la gamma di Etf iBonds mira a replicare un’esperienza d’investimento a cui il cliente italiano è abituato, cioè investire in titoli obbligazionari fino a scadenza, generando un flusso cedolare continuo nel tempo”, ha detto Luca Giorgi, head of iShares and Wealth di BlackRock Southern Europe. “Tali soluzioni semplificano l’asset allocation anche per gli investitori con un basso profilo di rischio o che, tradizionalmente, puntano all’acquisto di singoli titoli”, ha aggiunto. Per poi concludere: “In ottica di adozione, prevediamo anche una crescente diffusione, sia nel mondo della consulenza sia attraverso piattaforme online, che vedrà l’uso di iBonds nella parte core del portafoglio, sempre in linea con le necessità di personalizzazione del singolo investitore”.
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