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Secondo Unimpresa, in testa alle regioni più indebitate c’è la Lombardia con nove miliardi. Seguono Lazio ed E-R. Lo studio
Un buco di quasi 37,5 miliardi di euro. A tanto ammontano i prestiti non rimborsati alle banche dalle imprese italiane, crediti incagliati che pesano tanto sui bilanci degli istituti quanto sul credito e sull’economia nazionale. A rivelare la dimensione del fenomeno è il centro studi di Unimpresa dedicato ai non performing loan, che in un report di marzo fa il punto sulle rate non onorate evidenziando come la Lombardia guidi la classifica dei ‘debitori’ davanti a Lazio ed Emilia Romagna.
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L’assocazione lancia l’allarme
Nel dettaglio, 14,4 miliardi corrispondono a sofferenze, che equivalgono equivale a perdite, mentre per 21,8 miliardi si tratta di inadempienze probabili, cioè la fascia intermedia sul piano dei rischi. Appena 1,2 miliardi sono invece rate scadute, quelle che hanno più probabilità di tornare alla regolarità. Un mix “pericolosissimo per l’economia italiana” e un allarme liquidità “fortemente sottovalutato” lo definisce il vicepresidente di Unimpresa Giuseppe Spadafora, secondo cui i crediti deteriorati delle aziende vanno monitorati per diverse ragioni. “La prima è che la liquidità concessa a tassi variabili è soggetta ad aumenti delle rate e questo vuol dire, nel tempo, maggiori difficoltà nell’onorare le scadenze di rimborso. La seconda riguarda i tassi in crescita sui nuovi prestiti, cioè condizioni di accesso al credito sempre più sfavorevoli per le imprese”, avverte.
Npl, in Lombardia quasi un quarto del buco nazionale
A livello geografico, il quadro territoriale degli Npl rispecchia in linea di massima la mappa del prodotto interno lordo del Paese. Ne deriva che, da sola, la Lombardia vale quasi un quarto del buco nazionale, con oltre 9 miliardi di crediti ammalorati su prestiti concessi ad aziende e imprese familiari. Di questi, 2,9 miliardi sono sofferenze mentre 5,9 miliardi si qualificano come inadempienze probabili e 220 milioni come rate scadute. Segue il Lazio, con 5 miliardi e 500 milioni, pari al 15% del totale: 2,2 miliardi di sofferenze, 3,1 miliardi di inadempienze probabili e 197 milioni di rate scadute. A chiudere il podio c’è l’Emilia Romagna: 3,4 miliardi (9,1%) il controvalore dei mancati pagamenti in capo alla regione, divisi rispettivamente in 1,3 miliardi, 2 miliardi e 81 milioni.
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Fuori dal podio, la Toscana con 2,7 miliardi (7,3%) e il Veneto con 2,6 miliardi (7,1%). Al sesto posto si piazza la prima regione del Sud, la Campania, dove i crediti ammalorati valgono in tutto 2,2 miliardi (5,9%): 981 milioni sono sofferenze, 1,1 miliardi inadempienze probabili e 126 milioni rate scadute. La Liguria con 680 milioni (1,8%), l’Umbria con 569 milioni (1,5%) e la Calabria con 500 milioni (1,3%) sono, invece, il terzetto di coda nel ranking territoriale.
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