Per Guy Pope di Columbia Threadneedle Investments, l’anno venturo vedrà ancora il dominio dell’incertezza. E richiederà un approccio all’equity che guardi soprattutto alle large cap Usa ancora sottovalutate. In un fondo dedicato, la sua ricetta per un portafoglio di successo
Guy Pope, gestore di Columbia Threadneedle
Non bastano gli ultimi dati sull’inflazione americana. E neppure quelli relativi all’Europa. Nonostante il quadro macroeconomico mostri importanti segni di miglioramento, pare prematuro escludere che il 2024 sia l’ennesimo anno all’insegna della volatilità per i mercati finanziari. Ecco perché Columbia Threadneedle Investments punta con decisione su CT (Lux) US Contrarian Core Equities, un fondo azionario globale pensato proprio per garantire extrarendimento tramite un approccio di tipo contrarian. Guy Pope, gestore del fondo, è stato raggiunto dalla redazione di FocusRisparmio per approfondire le caratteristiche della strategia.
In cosa consiste l’approccio e perché può essere redditizio nell’attuale contesto di mercato?
Il nostro approccio contrarian consiste nel concentrarsi sui titoli che scambiano nel terzo inferiore del loro intervallo di 52 settimane (bottom-third screen). Si tratta di un metodo pensato per sovraperformare in un’ampia varietà di condizioni, dal growth al value fino ai mercati solidi o anche in difficoltà, e trarre quindi vantaggio da periodi di intensa volatilità come quello che si prospetta anche nei prossimi trimestri. Lo fa, in particolare, offrendo rendimenti storici a tre anni superiori al benchmark per oltre il 70% del tempo. Fino al 30 novembre, la strategia ha infatti registrato un vantaggio di oltre 500 punti base rispetto all’indice di riferimento su base annua e di oltre 100 su base triennale e quinquennale. Si colloca nel primo decile o nel primo quintile di un universo di peer su orizzonti di breve, medio e lungo termine.
Su quali titoli punta il fondo e come avviene il processo di selezione?
Il benchmark è il Russell 1000 e i titoli di questo indice, così come quelli di altri con simili caratteristiche, sono inclusi nel suo universo d’investimento ammissibile. La strategia si concentra quindi sull’intero segmento core delle large cap statunitensi, sia growth sia value, che comprende tutti i settori e le industrie.
Come è composto l’attuale portafoglio e quali caratteristiche presenta?
La strategia detiene 77 titoli (per una dimensione media delle posizioni pari all’1,3%) e, da una prospettiva top-down, non presenta caratteristiche molto diverse rispetto al Russell 1000 o allo S&P 500: cerca infatti di generare alfa attraverso una selezione dei titoli guidata dall’esperienza. Il turnover è tipicamente compreso tra il 30% e il 50% ma può oscillare verso la parte superiore di questo intervallo nei periodi di maggiore volatilità. Dal punto di vista geografico, il focus è sviluppato sul mercato azionario statunitense anche se a volte la strategia arriva a detenere fino al 10% in azioni non americane.
Come prevedete evolverà il quadro macro Usa nel breve-medio termine e quale impatto avrà sull’azionario locale? Qual è l’esito della stagione di trimestrali appena conclusa?
Ci aspettiamo un aumento della volatilità. Nel 2024 la crescita economica rischia di rallentare ma l’eventuale debolezza dei fondamentali e degli utili potrebbe essere controbilanciata da un allentamento dei tassi d’interesse tale da dare una spinta alle valutazioni. Nel complesso, siamo prudentemente ottimisti sulla direzione dei mercati azionari statunitensi nei prossimi 12 mesi e ci aspettiamo che, se di atterraggio si dovrà parlare, sarà comunque morbido. Quanto agli utili, l’ultima stagione si è conclusa con la maggior parte delle società che hanno superato le aspettative e prevediamo che la tendenza continui anche nel prossimo futuro.
Quali sono le prospettive di crescita del fondo in base alle previsioni formulate per il prossimo anno?
Sebbene sia restio a formulare previsioni specifiche, in quanto privilegiamo un focus sulla selezione bottom-up dei titoli che ci avvantaggia nelle analisi microeconomiche anziché in quelle macro, nel breve termine vi sono più elementi di incertezza del normale. Tra questi, l’incognita principale è quella degli effetti ritardati del ciclo storico di rialzi dei tassi che gli Stati Uniti hanno appena attraversato (e che forse è già terminato). Altre fonti di volatilità sono l’acuirsi delle tensioni geopolitiche, dalla guerra in Ucraina agli scontri in Medio Oriente fino alla questione Cina-Taiwan, e l’imminente ciclo elettorale statunitense. Proprio da queste variabili, però, la strategia dovrebbe trarre vantaggio.
Ha parlato di elezioni. L’appuntamento degli americani porta con sèrischi o opportunità? E in quali settori?
Nell’anno delle elezioni, nessun settore è immune da turbolenze ma presteremo molta attenzione al nostro posizionamento nel settore sanitario: si tratta, infatti, di un’industria che è tradizionalmente è al centro dei discorsi e delle promesse elettorali. Al di là di questa specificità, troviamo opportunità in tutti gli 11 comparti dei GIC e siamo relativamente neutrali rispetto al benchmark per quanto riguarda le sopravvalutazioni e le sottovalutazioni. Sebbene in un dato momento il bottom-third screen possa avere un’inclinazione pronunciata verso uno o due industrie e una scarsità in altre, nel tempo offre opzioni interessanti in ognuno.
Può fornire alcuni esempi di titoli in portafoglio e di come abbiano contribuito alla performance annuale?
Abbiamo un modesto sovrappeso nella coorte dei ‘Magnifici sette’ (Apple, Microsoft, Meta, Google, Nvidia, Tesla, Amazon), che ha chiaramente favorito il risultato di quest’anno, ma la maggior parte della sovraperformance del 2023 deriva da altri titoli. Questo gruppo ha dominano la nostra top holding e occupa in genere posizioni relativamente ampie nel benchmark. Altri importanti contributi nell’ultimo anno sono stati Uber (+150% grazie al controllo dei costi e alla recente inclusione nell’indice S&P 500), General Electric (+80% grazie al successo dell’esecuzione dei piani del management di suddividere la società in tre unità), Eli Lilly (+60% grazie allo storico lancio del farmaco contro l’obesità GLP-1 Mounjaro/Zepbound) e Take-Two Interactive (+50% grazie all’imminente uscita del videogioco Grand Theft Auto).
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