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Fra i gestori specializzati sull’area Asia-Pacifico prevale l’investimento in Cina, che rappresenta circa un quarto di tutti i portafogli analizzati. Seguono India e Taiwan, seguite poi da Indonesia, Malesia, Filippine e Singapore
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L’Asia-Pacifico (Apac) è l’area geografica su cui gli investitori scommettono di più in termini di crescita economica nel prossimo futuro ed è il luogo dove gli stessi gestori intravedono le maggiori opportunità. Ciononostante, la regione non è esente dalle ripercussioni della crisi Russia-Ucraina, non soltanto sul fronte geopolitico ma soprattutto considerando il versante energetico considerando che quattro dei cinque maggiori importatori di energia al mondo sono asiatici.
“Ci aspettiamo che le sanzioni sulle esportazioni russe eserciteranno pressioni al rialzo sui prezzi globali di energia e altre materie prime, traducendosi in un aumento dell’inflazione importata in Asia”, sostiene Carlos Casanova, senior economist di Union Bancaire Privée (UBP).
“A parte la Cina e la Corea del Sud, la maggior parte delle economie asiatiche non intrattiene relazioni commerciali rilevanti con la Russia”, spiega. “Per la Cina, il commercio con Mosca valeva solo l’1% del pil – aggiunge l’esperto – mentre per la Corea del Sud il dato era leggermente più alto, dell’1,7%. A livello di settori, petrolio e gas sono di gran lunga le maggiori importazioni delle economie asiatiche dalla Russia. Tuttavia, l’impatto indiretto, attraverso le supply chain, può essere significativo e difficile da quantificare”.
Asia, i migliori gestori per rendimento a tre anni

Fra i gestori specializzati sull’area Asia-Pacifico prevale l’investimento in Cina, che rappresenta circa un quarto di tutti i portafogli analizzati. Seguono India e Taiwan, seguite poi da Indonesia, Malesia, Filippine e Singapore.

“In termini di pil – sostiene Casanova – l’impatto sarà maggiore in Corea (1,2% del pil), Singapore (0,9%), Pakistan (0,9%) e Thailandia (0,8%). Un indicatore ancor più significativo è quello sulle importazioni nette di energia in percentuale del consumo totale (un livello positivo indica gli importatori netti, mentre un livello negativo indica gli esportatori netti). Secondo questo parametro, Hong Kong (99% del consumo netto di energia), Singapore (98%), Corea del Sud (82%) e Thailandia (42%) sono i più esposti all’aumento dei prezzi. Tuttavia, l’indicatore è utile a identificare gli esportatori, che dovrebbero beneficiare di un contesto di crescita dei prezzi dell’energia”.
Previsioni. “L’avversione globale al rischio avrà implicazioni negative per le asset class dei mercati emergenti, Asia inclusa. Il tempismo degli eventi ucraini è piuttosto pericoloso, poiché coincide con l’inizio del tapering della Fed a marzo. Unitamente alle pressioni al rialzo sui rendimenti Usa a lungo termine, queste condizioni hanno storicamente portato a deflussi di portafoglio per l’Asia”, conclude Carlos Casanova.
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“Conoscere a fondo” è la rubrica di FocusRisparmio.com in cui passiamo al setaccio una specifica asset class su un orizzonte di investimento di medio-lungo periodo, coinvolgendo i gestori dei fondi top performer in un’analisi a più voci sui driver di performance e sulle prospettive di rendimento dei prossimi mesi.
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