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L’ad di Banca Generali scelto per guidare l’associazione delle reti nel triennio. Per il ceo di Banca Mediolanum, un posto al suo fianco insieme a Fabio Cubelli (Fideuram ISPB). Innovazione, clienti e passaggio generazionale le priorità
Cambio della guardia ai vertici di Assoreti. L’assemblea ordinaria dell’associazione di categoria che riunisce le reti di consulenza finanziaria ha infatti scelto come nuovo presidente Gian Maria Mossa, ad di Banca Generali, Una nomina con la quale si chiude l’era Massimo Doris, che rimarrà però a fianco del nuovo numero uno insieme al condirettore generale di Fideuram ISPB Fabio Cubelli. Innovazione, passaggio generazionale e focus sul cliente le priorità che guideranno il nuovo mandato.
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Il nuovo consiglio di Assoreti
L’Assemblea ordinaria dell’ente ha inoltre deliberato il rinnovo degli organi sociali per il triennio 2026-29. Alle tre figure apicali si affiancheranno nel board Luca Bonansea, Paola Pietrafesa, Stefano Pilastri, Silvio Ruggiu e Gian Luca Sichel. Un rinnovamento cui si affianca la nomina, per il corrente esercizio, dei nove membri del Comitato di Gestione: Marco Bernardi, Stefano Gallizioli, Federico Gerardini, Stefano Manfrone, Duccio Marconi, Rossella Martino, Andrea Pepe, Marco Rossetti e Luca Antonio Trotta.
Gli altri incarichi
Come revisore unico è stato scelto Luigi Rizzi. Con riguardo al giurì d’onore, anch’esso giunto a fine mandato e deputato ad assicurare il rispetto delle norme dettate dal codice di comportamento da parte delle associate, l’assemblea ha confermato quattro profili: Filippo Annunziata, Andrea Galante, Raffaele Lener e Renzo Ristuccia. Nominati invece ex novo Luigi Arturo Bianchi, Giovanni Bisogni, Michele de Mari, Francesco Giammaria, Mirella Pellegrini.
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Un mandato importante
La scelta di Mossa al timone rappresenta un segnale positivo e strategico per il mercato, promettendo una spinta decisiva verso l’innovazione e l’eccellenza nei servizi di investimento a tutela dei risparmiatori. “Sono onorato di assumere la presidenza di Assoreti in un momento nel quale si guarda al come a un potenziale motore al servizio del sistema”, ha detto il manager, citando tre sfide per il suo mandato: il confronto con la tecnologia, il passaggio generazionale e la protezione dei patrimoni. Quanto ai driver di sviluppo della professione, l’ad di Banca Generali ha dettato una linea chiara: “Voglio partire dal lavoro concreto dei consulenti, dalla loro qualità e dalla loro capacità di generare fiducia”. Una dichiarazione di intenti la cui applicazione passerà, a suo dire, dal focus su innovazione e centralità del cliente.
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