L’assemblea annuale di Assofondipensione ha posto l’accento sulla necessità di transizione che investe il sistema previdenziale in un’Italia in cui il numero di over 65 ha superato quello degli under 25. Maggi: “Educazione, miglioramenti fiscali e normativi e una nuova finestra di silenzio assenso necessari per rispondere alle sfide del domani”
Numeri e prospettive della previdenza complementare italiana alla prova della transizione demografica e di quella digitale. Una doppia sfida al centro dell’Assemblea annuale di Assofondipensione, associazione dei fondi negoziali che rappresenta 32 enti per 4 milioni di lavoratori e un patrimonio di oltre 67 miliardi di euro (dati a fine 2023).
Prepararsi per l’inverno
Giovanni Maggi, presidente di Assofondipensione
Il punto di partenza della discussione tenutasi a Roma e a cui hanno partecipato, oltre ai rappresentanti di Assofondipensione, autorità e parti sociali (all’Assemblea sono intervenuti la Presidente f.f. della Covip Francesca Balzani, la Confservizi con Alessia Nicotera Coordinatore del Comitato di Direzione, la Cgil con il Segretario Generale Maurizio Landini, l’INPS con il Direttore centrale pensioni Vito Lamonica e Leonardo Becchetti Professore di Economia politica Università di Roma Tor Vergata) è una serie di dati che certificano l’inverno demografico italiano. Oggi gli over 65 sono più degli under 25 nel nostro Paese e la forbice annuale fra nascite e decessi è arrivata ad una quota negativa pari a 120mila persone.
“La spesa pubblica per pensioni, cure e assistenza per gli over 65 è in crescita, mentre diminuisce la componente demografica che genera ricchezza, sviluppo e innovazione. Pertanto, è necessario un impegno concreto alla realizzazione di politiche efficaci e rafforzate nel tempo per il sostegno alla famiglia e per il mercato del lavoro che consenta di finanziare e far funzionare il sistema di welfare pubblico e privato e di rafforzare l’infrastruttura sociale”, ha affermato Giovanni Maggi, presidente di Assofondipensione, sottolineando inoltre come la transizione demografica si leghi a doppio filo a quella digitale, cruciale per il futuro del lavoro e della crescita.
La sfida pensionistica
“La previdenza complementare italiana”, sintetizza Maggi, “raccoglie un patrimonio che a fine 2023 aveva un valore di 223 miliardi di euro e i fondi pensione negoziali rappresentano la quota più rilevante tra le diverse forme previdenziali, gestendo il 30,5% del totale”. “Nel corso del 2023 la previdenza complementare ha raccolto 14,6 miliardi di euro (senza considerare i fondi pensione preesistenti), di cui il 44% i soli fondi pensione negoziali. Dal punto di vista dei rendimenti, l’analisi di lungo periodo coerente con la finalità della previdenza complementare (10 e 15 anni) mostra che i rendimenti dei fondi pensione superano la rivalutazione del Tfr”, specifica il presidente di Assofondipensione, facendo notare che questi dati testimoniano che la realtà dei fondi negoziali è estremamente solida ma allo stesso tempo necessita di continuare a lavorare e fare sistema con autorità e realtà di mercato per affrontare le sfide del futuro.
Tra le misure necessarie citate da Maggi ci sono la rimodulazione in ottica di semplificazione della fiscalità originariamente concepita per i Pir e poi allargata ai fondi pensione con, inoltre, un ampliamento dei criteri di eleggibilità a classi di attività quali il private debt per incentivare i fondi negoziali a impegnarsi sempre di più nel sostegno all’economia reale del Paese.
“La via maestra rimane quella dell’educazione”, ha affermato Maggi in relazione al coinvolgimento dei giovani, chiarendo che un’urgente campagna formativa dovrebbe essere accompagnata da una nuova finestra temporale di scelta con meccanismo di silenzio assenso per favorire l’adesione dei lavoratori fin dall’inizio del percorso professionale, possibilmente con un’opzione di default su strategie di investimento con un orizzonte temporale consono ad un orizzonte di lungo e lunghissimo periodo.
Stabilità delle regole, studio di nuove modalità di erogazione e possibilità di far confluire il Tfr pregresso nei fondi pensione negoziali per i lavoratori delle società con più di 50 dipendenti sono tra le priorità individuate da Assofondipensione per fare in modo che il secondo pilastro previdenziale si rafforzi in ottica di sostegno al Paese.
Investire per il futuro
Le risorse dei fondi pensioni negoziali sono già attive in questo senso. Il Progetto Economia Reale, collaborazione pubblico-privata tra Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e fondi negoziali attraverso Assofondipensione, ha dato vita a nuovi fondi di fondi di private equity, private debt e infrastrutture che investono in piccole e medie imprese con solide prospettive di crescita.
“Ora occorre lavorare”, ha sostenuto il presidente di Assofondipensione, “per fare crescere ancora i fondi di fondi già operativi anche in nuovi settori, affrontando il tema del progressivo invecchiamento della popolazione e la frontiera della silver economy”. In Italia e non solo, ha specificato Maggi, annunciando che sono allo studio soluzioni da realizzare con il Fondo europeo investimenti per far fronte alle necessità di allocazione dei fondi pensione negoziali anche all’estero.
Il vicepresidente di Assofondipensione Ignazio Ganga ha fatto riferimento, inoltre, all’importanza del progetto d’esercizio coordinato di voto in assemblea sui temi ESG a cui ad oggi aderiscono di 13 fondi pensione negoziali. “Il valore dei fondi pensione va ben oltre lo strumento finanziario di gestione del risparmio previdenziale. I fondi pensione sono, infatti, importante espressione della partecipazione dei lavoratori. Essi sono strumenti di democrazia economica”, ha affermato Ganga.
“Le risorse delle lavoratrici e dei lavoratori non devono generare solo rendimento ma contribuire ad una politica industriale in grado di sostenere il lavoro nel nostro Paese, creando infrastrutture per la crescita”, è stato il commento di Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, che ha, infine, voluto sottolineare il ruolo strategico dei fondi pensione negoziali in ottica di transizione ambientale e digitale.
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