Excellence Consulting: la raccolta delle polizze Cat Nat si ferma a 700 milioni, a fronte di un potenziale di 2,4 miliardi. Le imprese sottovalutano i pericoli e giudicano i prodotti troppo complessi
Circa 1,7 miliardi di euro. Con la raccolta delle polizze Cat Nat ancora ferma intorno ai 700 milioni, a fronte di un potenziale stimato in 2,4 miliardi di premi annui, è questa la portata dell’opportunità che la gestione dei rischi catastrofali può rappresentare per banche e wealth management. Il quadro emerge da uno studio di Excellence Consulting, che ha incrociato elaborazioni proprietarie e altre evidenze di mercato con i dati di Ania, Ivass e Istat, mostrando un divario di copertura così ampio da costituire uno degli spazi di crescita più rilevanti per il sistema assicurativo. Dopo oltre un anno dall’introduzione dell’obbligo di copertura, infatti, il sistema produttivo italiano resta in larga parte scoperto: appena il 12% dei circa 5 milioni di imprese ha una polizza attiva contro sisma, alluvioni e frane. Numeri ancora marginali, sebbene in aumento rispetto al 7% registrato prima della legge di Bilancio 2024.
Le ragioni della mancata attivazione, sottolinea l’indagine, sono strutturali più che economiche. La domanda resta infatti debole nonostante un premio medio intorno ai 700-1.000 euro annui, che per le microimprese scende a circa 300-500 euro. A far da freno ci sono soprattutto tre fattori: il rischio è ancora percepito come remoto, l’obbligo viene avvertito come poco vincolante e domina la percezione di un prodotto troppo complesso. A questo si aggiunge la sfiducia nei tempi di indennizzo. Tuttavia, sottolinea lo studio citando anche il Rapporto sulla Stabilità Finanziaria 2025 della Banca d’Italia, “un evento catastrofale può determinare un aumento significativo della probabilità di insolvenza per le aziende coinvolte e produrre nelle aree a maggiore esposizione al rischio un deterioramento merito creditizio”.
Differenze geografiche e di prezzo
Dall’analisi emerge poi come una distribuzione del rischio fortemente disomogenea. Secondo i dati Ispra (Dissesto idrogeologico in Italia), la Calabria è la più esposta alla minaccia di terremoti davanti ad Abruzzo e Basilicata. La Valle d’Aosta registra invece il picco sul fronte delle frane, mentre l’Emilia-Romagna per le alluvioni. Questa geografia si riflette in marcate differenze nel prezzo dei prodotti. Si va infatti dai circa 459 euro medi della Sardegna agli oltre 7.800 euro della Liguria: un divario significativo tra il costo reale per l’assicurazione e la cifra percepita come accessibile, soprattutto per quanto riguarda le microimprese.
“Il tema non è l’esistenza del mercato ma la sua accessibilità”, osserva quindi il chief research officer del Gruppo Excellence Antonello Di Mascio, che sottolinea come il gap si concentri sulle aziende più piccole e meno servite dalla distribuzione. “È fondamentale portare soluzioni semplici e comprensibili su un tessuto produttivo estremamente frammentato”, rimarca. Secondo il ceo Maurizio Primanni, per rispondere efficacemente a questa esigenza delle imprese è necessario cambiare radicalmente il modello di business da tutti i punti di vista. Sul fronte dell’offerta, spiega, che deve basarsi “su soluzioni ibride, tradizionali e parametriche e capaci di garantire liquidità immediata al verificarsi del sinistro”. Ma anche nel modello di servizio, che dovrebbe essere incentrato “su un’efficace consulenza finalizzata a far comprendere il rischio reale e il valore della soluzione assicurativa per il cliente”. Infine, conclude l’esperto, va rivisto anche il modello distributivo: qui “la costruzione di un sistema sinergico tra compagnia assicurativa e banca commerciale potrebbe essere la scelta vincente”.
Alla tavola rotonda dell’ANCP Financial Forum di Bologna, Sandrini (Amundi SGR), De Luca (Gamma Capital Markets) e Cesarano (Sella SGR) spiegano dove si nascondono i rischi dietro gli indici e come difendere i portafogli
Accenture: una compagnia su due sta sviluppando casi d’uso in diverse funzioni aziendali. E il valore dell’intermediazione si sta spostando verso la consulenza. La sfida? Passare dalla sperimentazione alla scala
Nasce un polo da 55 miliardi di masse gestite in nome dell’integrazione, della collaborazione e delle sinergie fra le due banche. L’operazione, soggetta alle autorizzazioni di legge, avrà efficacia da febbraio 2027
Ovb Holding: il 43% (60% dei giovani) la usa regolarmente o occasionalmente, ma la fiducia è limitata. E tre su quattro chiamano il professionista per passare all’azione. Il futuro della consulenza? Per i risparmiatori è ibrido
La società combinata sarà tra i primi dieci operatori globali nell’azionario e nel reddito fisso a gestione attiva e nei mercati privati. Londra la sede principale fuori dagli USA
Sei ragazzi italiani su dieci sono certi i risparmi non basteranno, ma appena il 20% si è affidato a un secondo pilastro. E nel resto del mondo il quadro non cambia. Marchetti (Fineco): “Scuola, digital e consulenti per cambiare le cose”
Durante la seconda giornata del FeeOnly Summit 2026 i vertici di OCF, Nafop, Assonova e AssoSCF fotografano una categoria giovane e in crescita, frenata da un vincolo normativo. Sul tavolo anche il vuoto lasciato dagli sportelli bancari e il rebus intelligenza artificiale
Oltre cento società, quasi mille professionisti, 30 miliardi di masse nelle mani dei consulenti fully independent. Questi i numeri presentati al FeeOnly Summit 2026 di Verona
Il patrimonio finanziario mondiale è salito dell’8,6% a quota 268.400 miliardi di euro. La crescita tricolore è stata del 7,4% grazie a una nuova composizione del risparmio sempre più orientata ai mercati. Allianz: i portafogli dettano il ritmo
Secondo i dati del Raisin Money Confidence Index 2026, l’Italia è ottava su 11 Paesi. Per il 54,7% delle famiglie il taglio del costo della vita è la priorità. E il 57,2% delle donne dichiara un forte stress economico
Secondo la Ing Global Investment Survey, tre su quattro investono già o sono disponibili a farlo. Aumenta la consapevolezza che lasciare i soldi fermi sia un rischio, ma pesano la paura delle perdite e la complessità degli strumenti
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio