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Il sondaggio di Goldman Sachs AM mostra un settore prudente sul quadro macro ma ancora costruttivo su azioni e alternativi. Cresce l’esposizione al credito e AI
Gli assicuratori temono la recessione, ma restano investiti sul rischio. È questa la sintesi della quindicesima Global Insurance Survey di Goldman Sachs Asset Management, che fotografa un settore diviso tra preoccupazioni macro e fiducia nelle prospettive dei mercati. Oltre la metà degli intervistati prevede infatti una recessione negli Stati Uniti nei prossimi tre anni, mentre tensioni geopolitiche e rallentamento economico emergono come principali fattori di rischio. Un quadro nonostante il quale non cala però la fiducia per l’andamento dei listini, con l’88% degli operatori che si aspetta un rialzo dell’S&P 500 entro il 2026 e una quota crescente pronta ad aumentare l’esposizione al credito o agli asset privati.
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Rischi macro in aumento, ma l’azionario regge
Il quadro che emerge dal sondaggio è segnato da un deciso deterioramento delle aspettative sull’evoluzione del quadro macroeconomico. Il 52% degli assicuratori individua infatti nella recessione statunitense e nelle tensioni geopolitiche i principali rischi per i portafogli di investimento, seguiti da valutazioni di mercato e ripartenza dell’inflazione. Nonostante questo, il sentiment sui mercati azionari resta sorprendentemente resiliente. Più della metà degli intervistati prevede rendimenti compresi tra il 5% e il 10% per l’S&P 500, mentre quasi un quinto si attende performance ancora più robuste. Atteggiamento che riflette un’idea chiara: la crescita degli utili e l’allentamento monetario potranno sostenere i listini anche in un contesto incerto.
Tassi e inflazione: attese di stabilizzazione
Proprio fronte monetario, prevale uno scenario di relativa stabilità. La maggioranza degli operatori si attende un graduale calo dei Fed Funds verso la forchetta 3%-3,5%, mentre i rendimenti dei Treasury decennali sono visti mantenersi compresi restare tra un minimo di 3,5% e un massimo di4,5%. Un contesto che, pur meno restrittivo rispetto al recente passato, non elimina però le incertezze legate all’inflazione e alla trasmissione degli shock macro ai mercati finanziari.
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Private markets e credito al centro delle strategie
Sul fronte dell’asset allocation, la direzione sembra tracciata e porta a una maggiore esposizione agli asset privati. Il 62% degli assicuratori ha infatti detto che prevede di di aumentare gli investimenti in questa asset class, confermando un trend ormai consolidato. In particolare, nonostante le sirene che dagli Stati Uniti hanno messo in guardia su una possibile correzione in vista, a guadagnare interesse è soprattutto il segmento del credito privato. Bene però anche le strategie legate all’asset-backed finance, con il 38% degli intervistati intenzionato ad aumentare le allocazioni. Seguono private placement investment grade, direct lending e private equity, a conferma del ruolo sempre più centrale dell’obbligazionario come fonte di rendimento e strumento di gestione della duration.
AI e infrastrutture: la nuova frontiera degli investimenti
Accanto alle scelte di portafoglio più tradizionali, dal sondaggio di Goldman Sachs emerge con forza il tema dell’intelligenza artificiale. Il 62% degli assicuratori ha infatti detto di utilizzare già soluzioni AI, mentre la quota di chi ne sta valutando l’adozione si attesta al 34%. Le applicazioni spaziano dalla riduzione dei costi operativi alla valutazione degli investimenti fino ad attività come l’underwriting e il marketing. Ma è soprattutto sul lato delle opportunità di investimento sul mercato che la corsa all’integrazione degli algoritmi promette di attirare capitali: oltre la metà del campione individua nelle infrastrutture e nei data center il segmento dal maggiore potenziale di rendimento.
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Portafogli resilienti in un contesto complesso
Il messaggio che arriva dal sondaggio è quello di un settore chiamato a navigare una fase di crescente complessità. Volatilità macro, trasformazioni tecnologiche e nuovi equilibri geopolitici impongono infatti un approccio sempre più selettivo e diversificato. In questo contesto, gli assicuratori sembrano puntare su una combinazione di esposizione al rischio controllata e ricerca di rendimento nei segmenti meno liquidi del mercato, mantenendo al tempo stesso una visione costruttiva sul lungo periodo. Una strategia che riflette la natura “paziente” di questi investitori e la loro capacità di attraversare cicli complessi senza rinunciare agli obiettivi di rendimento.
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