2,30 min
Gli analisti del reddito fisso pensano che il contagio agli altri mercati emergenti sia abbastanza limitato. L’evento però – sottolineano – rappresenta un monito per gli investitori
La lira turca e la Borsa di Istanbul risentono della notizia del licenziamento a sorpresa del governatore della banca centrale di Ankara, Naci Agbal, ex deputato ed ex ministro delle Finanze in carica dal 7 novembre da parte del governo sostituito nel giro di due giorni con l’economista e politico Sahap Kavcioglu. La decisione, per decreto presidenziale, è arrivata poche ore dopo l’innalzamento del tasso di interesse al 19%.
“La rimozione del Governatore della Banca centrale turca dal suo incarico ha sorpreso negativamente i mercati. La nomina del Governatore Agbal lo scorso novembre era stata recepita positivamente dagli investitori, dopo le politiche finanziarie insostenibili perseguite dal suo predecessore che avevano portato a una elevata inflazione e a un significativo impoverimento delle riserve di valuta forte, rendendo la lira turca una delle valute con la peggior performance tra quelle emergenti, nel 2020”, commenta il Team Public Fixed Income di M&G Investments.
In meno di due anni la Turchia ha cambiato tre volte il governatore della banca centrale. Durante i suoi quattro mesi alla guida della Banca, il Governatore Agbal è riuscito a ristabilire parzialmente la fiducia degli investitori: i prezzi degli asset turchi sono migliorati, il trend di dollarizzazione è rallentato e gli investitori stranieri hanno provato a tornare sui mercati locali.
“Di conseguenza, la sua uscita a favore di un candidato con un background politico e visioni economiche in qualche modo non ortodosse sembra rappresentare un significativo passo indietro, indicando probabilmente il ritorno all’approccio non convenzionale precedente”, sostengono da M&G.
Secondo il tema di esperti della casa d’investimenti la fase peggiore della crisi da Covid19 è probabilmente alle nostre spalle, ma le sfide economiche fondamentali per la Turchia non sono scomparse. Gli analisti citano l’elevata inflazione, le importanti necessità di finanziamento in valuta estera in un quadro di scarse riserve valutarie, l’accresciuta quota di debito pubblico denominato in moneta estera e l’assenza di riforme strutturali fra i fattori che “hanno lasciato i mercati turchi alla mercè del sentiment globale degli investitori”.
“La reazione fortemente negativa del mercato sottolinea la preoccupazione di questi ultimi: a meno che il nuovo Governatore non riesca in qualche modo a preservare una continuità politica, opzione che appare al momento improbabile, potremmo aspettarci ulteriore debolezza. In ogni caso, la brusca rimozione del Governatore Agbal infliggerà probabilmente un danno importante alla fiducia degli investitori nei confronti del mercato turco nel medio termine. Sebbene il contagio agli altri mercati emergenti sia stato abbastanza limitato, questo evento rappresenta un monito per gli investitori della fragilità politica in molti di questi Paesi in una fase molto complessa come quella attuale, contraddistinta anche dalla lenta distribuzione dei vaccini e dal rialzo dei tassi americani”.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.