Nel portafoglio del fund manager spazio a emittenti high yield, sovrani e societari, sia di Paesi sviluppati che di emergenti. “Sui bond governativi core vediamo una ridotta potenzialità di apprezzamento nei termini del classico rapporto rischio/rendimento
Julien Tisserand, portfolio manager del fondo EdR Fund Bond Allocation di Edmond de Rothschild Asset Management
Una delle principali tendenze osservate sui mercati del reddito fisso in questa prolungata fase d’incertezza è lo shift che nei portafogli degli investitori sposta il focus dai titoli governativi dei Paesi core (in primis il Bund tedesco, ndr) a vantaggio di quelli dell’area periferica e delle emissioni corporate.
L’impennata degli interventi di politica monetaria accomodante ha infatti schiacciato i rendimenti lungo tutte le scadenze della curva e persino ai relativamente generosi Btp del Tesoro italiano ora vengono preferite le emissioni più remunerative.
“Non è questione di fiducia, che anzi con l’insediamento del Governo Draghi è aumentata, ma di opportunità”, spiega a FocusRisparmio Julien Tisserand, portfolio manager del fondo EdR Fund Bond Allocation di Edmond de Rothschild Asset Management. Il fatto è quindi solo tecnico, come spiega il gestore: “Su questo tipo di bond vediamo limitata potenzialità di apprezzamento nei termini del classico rapporto rischio/rendimento”.
Che non si tratti di una questione di fiducia, aggiunge ancora il fund manager, lo dimostra il fatto che ai disinvestimenti in Btp e più in generale dai governativi europei non corrisponde una fuga dall’Italia o dall’Europa, ma un riposizionamento. “Abbiamo spostato l’attenzione verso i bond societari e degli emergenti. Vediamo opportunità in due segmenti di mercato: il credito bancario e le emissioni green, i cosìddetti green bond”.
Iniziamo dal primo tema che ha citato. Quali sono le opportunità?
Crediamo che il credito bancario rappresenti oggi un investimento interessante, soprattutto il debito bancario subordinato. Le banche sono estremamente ben capitalizzate rispetto a 10 anni fa e sono uno strumento essenziale per la trasmissione della politica monetaria per la BCE. Nonostante la crisi pandemica, gli npl non sono aumentati in maniera significativa rispetto alle crisi precedenti. Infine, la valutazione rispetto ad altre asset class dell’universo obbligazionario fisso in grado di fornire elevati rendimenti è un aspetto interessante. Per tutte queste ragioni, siamo positivi su questo tipo di segmenti di debito.
E sui green bond?
Quello delle obbligazioni verdi è un mercato in rapida espansione. I green bond hanno due grandi vantaggi rispetto alle tradizionali emissioni: in genere contribuiscono ad abbassare il rischio totale del portafoglio e poi godono di un mercato secondario molto liquido. Queste obbligazioni sono infatti di solito leggermente meno volatili rispetto alle obbligazioni tradizionali e beneficiano dell’attrattiva supplementare che deriva dalla “caratteristica verde” per gli investitori, che le rende molto ricercate sul mercato secondario. Infine, è molto probabile che la BCE compri quote maggiori di obbligazioni verdi nei suoi futuri programmi di QE. Mi aspetto che molte aziende continuino o inizino a emettere obbligazioni verdi e quindi anche la parte di portafoglio ad esse destinata dovrebbe crescere.
Il ritorno dell’inflazione rallenta i piani di ritiro degli stimoli delle principali Banche centrali. Cosa vi attendete nei prossimi mesi?
Crediamo che gli attuali problemi legati alle catene di fornitura globali ririchiederanno del tempo per essere risolti. Quindi nei prossimi 3-6 mesi l’inflazione continuerà a essere alta ma le Banche centrali dei mercati sviluppati dovrebbero continuare a monitorarne la salita senza rimuovere gli stimoli in maniera aggressiva dato che le incertezze legate alla pandemia sono ancora in corso e la ripresa del mercato del lavoro non si è completata.
Quali effetti avrà questo scenario sulle vostre strategie?
Credo che la contrazione degli spread creditizi proseguirà e ciò ci porterà ad operare in linea di continuità con quanto visto finora. Per cui continueremo ad investire nel credito corporate ad alto rendimento (high yield), guardando anche alle emissioni dei mercati emergenti, per beneficiare di spread di recente più ampi e quindi maggiori opportunità di apprezzamento nel lungo periodo. Il nostro approccio caratteristico rimane comunque quello di una gestione flessibile degli spread di credito della duration, che viene gestita nell’ambito di una forbice che si estende tra -2 e +8, consentendo così di cogliere la performance del mercato in un contesto positivo e di proteggere il portafoglio in uno scenario più fragile, in particolare in caso di rialzo dei tassi.
Può fare un esempio?
Un esempio è il Messico: riteniamo che i bond corporate e governativi possano beneficiare indirettamente dello stimolo fiscale negli Stati Uniti grazie ai reciproci legami commerciali fra i due Paesi. E il Messico è anche un esportatore di petrolio, per cui le società potrebbero trarre beneficio dalla recente impennata dei prezzi. Infine, dal punto di vista delle valutazioni, il debito messicano in valuta forte offre uno spread interessante per le emissioni con rating BBB.
Tornando alla strategia, quali sono le caratteristiche del vostro team e del processo di selezione degli investimenti?
Il nostro è un processo di gestione che combina le due logiche top-down e bottom-up. Partiamo quindi dall’analisi dello scenario macro, analizzando diversi indicatori e determinando un punteggio specifico per ogni asset class e successivamente applichiamo le nostre “convinzioni” sulla selezione dei titoli, secondo un’attenta analisi fondamentale condotta sugli emittenti. Le riunioni dei nostri Comitati possono avere una cadenza mensile o settimanale a seconda che si tratti di definire politiche strategiche – nel primo caso – oppure scelte tattiche di allocazione, nel secondo.
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Alla ricerca di Alpha è la rubrica di FocusRisparmio.com dedicata ai fund manager. Ogni lunedì, con l’aiuto degli esperti del settore, vengono messi sotto la lente i fatti recenti più significativi e gli impatti sui portafogli da essi gestiti con una visione impostata sul medio e lungo termine.
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