La manager, parte del gruppo dal 2006, subentrerà a Roberto Pecora dal 3 luglio 2023. Il presidente Abitbol: “Sua esperienza nel settore sarà una risorsa chiave”
Valeria Dal Corso, country head per l’Italia di Sgss S.p.A
Cambio ai vertici per Societe Generale Securities Services. Il gruppo ha infatti annunciato la nomina di Valeria Dal Corso come chief executive officer e direttore generale di Sgss ma anche come country head per l’Italia di Sgss S.p.A. Dal Corso entrerà nel ruolo il 3 luglio 2023 sostituendo Roberto Pecora, che ha deciso di intraprendere nuovi progetti al di fuori dell’azienda.
La manager lavorerà in pieno allineamento con David Abitbol, presidente di Sgss S.p.A. e head of Societe Generale Securities Services, così come con Alessandro Gumier, chief country officer e head of Global Banking and Investor Solutions in Italia. Si tratta di una variazione importante considerando che la società vanta 716 miliardi di euro di asset in custodia e nel nostro Paese fornisce servizi di post trading agli investitori istituzionali.
Una lunga esperienza nel settore
Dal Corso ha iniziato la sua carriera come IT business analyst in una società di software italiana. Nel 1999 è entrata a far parte del Gruppo UniCredit, ricoprendo diverse posizioni principalmente nell’area organizzativa, di supporto alla clientela e operativa. L’ingresso in SocGen risale al 2006: in quella data la manager è diventata head of Securities Banking Operations per poi assumere la responsabilità globale della linea operativa Custody and Issuer Services nel 2013. Nel novembre 2020 è stata nominata vicedirettore generale e chief operating officer in Italia, oltre che responsabile delle Operations, Technology e Transformation incluso l’IT.
“Risorsa chiave”
“L’esperienza trentennale di Valeria nel settore, oltre alla sua profonda conoscenza del nostro business, delle operations e dell’IT, saranno risorse chiave per garantire continuità e accrescere ulteriormente Sgss in Italia”, ha detto Abitbol. Gli ha fatto eco Gumier, che ha sottolineato anche l’apprezzamento per le “forti capacità manageriali” di Dal Monte.
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