Per Jeffrey Lin di M&G Investments, la normativa europea sull’AI favorirà il settore. Ma con le nuove leggi arrivano anche delle sfide. Ecco come preparare i portafogli
Jeffrey Lin, head of Thematic Technology Equities di M&G Investments
I semiconduttori hanno rappresentato una solida fonte di rendimento nel primo trimestre 2024, registrando un aumento che i dati Bloomberg quantificano al 19% su base annua. Ma se la performance del settore è stata finora trainata del boom dell’intelligenza artificiale e dalla ripresa dei mercati finali, con titoli come Nvidia sulla cresta dell’onda, il driver di crescita del futuro promette di essere la regolamentazione UE. È quanto sostiene Jeffrey Lin, head of Thematic Technology Equities di M&G Investments, che confida sulla forza delle norme comunitarie per dare un’ulteriore spinta alla diffusione delle tecnologie più innovative.
Tanto impatto dai regolamenti. Non solo in positivo
Il ragionamento di Lin muove dalla legge sull’AI approvata dall’Unione Europea nel primo trimestre, un provvedimento documento che l’esperto dimostra di apprezzare in quanto non si limita a proteggere lo stato di diritto e la sostenibilità ambientale di questa tecnologia ma interviene anche nel contenerne rischi potenziali e livello di impatto. “Riteniamo che i regolamenti siano una conferma del potenziale impatto che l’innovazione in questione avrà sull’economia globale”, dice l’esperto. La sua opinione è infatti che le principali aziende tech siano in grado di apportare modifiche non troppo onerose per soddisfare le autorità: “Un esempio viene da Microsoft, che potrebbe separare Teams da Office per limitare i timori dell’antitrust”. Ma nella sua ottica anche la creazione di infrastrutture per l’AI promette di subire qualche pressione. E questo perché la costruzione di nuovi datacenter richiederà energia e raffreddamento che potrebbero rallentarne la costruzione e avere un impatto ambientale non gradito.
Elezioni poco influenti. Specie negli Usa
Quanto alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, l’idea del manager è che non ci sarà un grande impatto sulla politica federale per quanto riguarda l’industria dei semiconduttori. “Il governo statunitense ha limitato l’accesso alla tecnologia da parte della Cina sia sotto l’amministrazione Trump che sotto quella Biden e nulla lascia pensare che questa linea possa cambiare con un eventuale cambio della guardia”, ha detto. Un ragionamento identico a quello sviluppato per il Chips and Science Act del 2022, che prevede sovvenzioni alla produzione made in USA: “Ci aspettiamo che la nuova amministrazione continui a sostenere la misura sia nell’interesse della sicurezza nazionale sia per mitigare i rischi relativi alla catena di approvvigionamento”.
Il ruolo della sanità e come comporre il portafoglio
Alla luce di tali considerazioni, la casa di gestione si dice convinta che un portafoglio preparato a cavalcare la disruption debba avere un posizionamento neutrale rispetto al panorama politica americano. “Alcuni dei nostri titoli industriali e delle partecipazioni nel settore della gestione della sanità potrebbero essere esposti rispettivamente a pro e contro”, spiega infatti Lin, precisando come i potenziali benefici consistano nell’aumento della spesa in conto capitale per le infrastrutture o in iniziative per migliorare la rete elettrica. “Per quanto riguarda i nomi dell’healthcare, l’assistenza ospedaliera universale o addirittura l’introduzione di un sistema ‘single player’ potrebbe cambiare lo scenario per le società del comparto”, sostiene l’esperto. Che aggiunge: “Bernie Sanders e altri esponenti democratici hanno spinto in questo senso ma il concetto non è presente nei programmi dei candidati, a eccezione del tentativo di Biden di espandere le disposizioni sull’assistenza sanitaria nell’Inflation Reduction Act”.
Per il gestore Ulrich Gerhard, l’inflazione persistente potrebbe spingere Fed e BCE a nuovi rialzi. Ma le scadenze a breve offrono un profilo interessante grazie al carry e alla minore sensibilità ai tassi. La scelta degli emittenti resta il fattore decisivo per intercettare le opportunità e contenere il rischio di credito
Per il responsabile Emerging Market Debt di Swisscanto, piccoli segnali sulla traiettoria fiscale potrebbero pesare più dell’esito politico. Intanto crescita, inflazione e tassi reali sostengono ancora il debito emergente
La leadership delle mega-cap aumenta il rischio di concentrazione, mentre l’AI porta con sé segnali di euforia. Secondo gli esperti di Oddo BHF, per intercettare i cambi di leadership servono però modelli capaci di privilegiare i trend strutturali e adattarsi ai regimi di mercato
Per il portfolio manager di Janus Henderson Investors, l’asset class va letta come un universo di società globali, resilienti e spesso ancora sottovalutate rispetto ai competitor. Nel portafoglio entrano finanziari, risorse scarse, AI applicata e una domanda politica cruciale: come l’Europa può tornare a finanziare innovazione e crescita
Il gestore della casa invita alla prudenza sulla parte lunga dei Treasury, dove i rendimenti possono salire ancora di circa 50 punti base. Ma vede avvicinarsi il momento per iniziare ad estendere la duration in Europa. ABS ed emergenti le novità nel credito, con la selezione a fare da spartiacque. E attenzione al boomerang AI
L’asset class sfiora i 300 miliardi di euro e si prepara a un ulteriore ampliamento trainato da USA, energia, e AI. Per il global head of Fixed Income della casa, la compressione dei differenziali rende però decisivi il confronto tra strutture, il posizionamento sulle call e l’analisi bottom-up degli emittenti
Secondo il gestore obbligazionario Anthony Kettle, la dispersione delle valutazioni apre spazi nel credito corporate. Mentre sul fronte sovrano il focus si sposta sull’America Latina. Ma per proteggersi dagli shock, meglio guardare all’azionario
Secondo Sumant Wahi di Man Group il valore si sta spostando verso infrastrutture, software e applicazioni. Tra valutazioni elevate e ruolo crescente della Cina, per gli investitori diventa decisivo distinguere i vincitori dai semplici protagonisti del rally
Per il gestore della casa Fabio Viola, rendimenti ancora interessanti e fondamentali solidi sostengono il comparto. Ma con spread già compressi diventa cruciale la selezione degli emittenti. “Preferenza per finanziari e scadenze da tre a sette anni”
Dopo anni trascorsi ai margini delle strategie di investimento, le economie in via di sviluppo stanno riconquistando la scena. Alla base di questo ritorno ci sono fondamentali più solidi, una minore dipendenza dal dollaro e la ricerca di alternative ai mercati occidentali
Secondo Thomas Christiansen, responsabile della casa per il debito emergente, l’asset class promette di spingere la frontiera efficiente dei portafogli obbligazionari grazie a un bassa correlazione con il quadro macro. “Da Fed e BCE nessun impatto”. E sugli spread niente paura: “Riflettono il miglioramento dei fondamentali”.
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