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Dal Media Summit 2026 di PIMCO, Emmanuel Roman, ceo dell’asset manager, descrive un contesto di “nebbia di guerra” tra tensioni globali, sovranità energetica e maxi-ciclo di investimenti in AI. Più volatilità ma anche un nuovo set di opportunità per chi sa allocare capitale con disciplina e visione
“La geopolitica è tornata a essere una variabile dominante nella formazione dei prezzi, con mercati che reagiscono molto rapidamente alle notizie”. Emmanuel Roman, ceo di PIMCO, parte dalla stretta attualità per aprire il Media Summit 2026, appuntamento annuale in cui la società incontra i giornalisti europei. “Se però guardiamo al comportamento dei mercati in questa fase è chiaro come l’azionario abbia corretto in maniera solo parziale e questo significa che l’ipotesi ritenuta più probabile è quella di un’attenuazione delle tensioni globali in un futuro non troppo lontano”, specifica. “Un segnale che”, sottolinea, “arriva anche dal petrolio con il prezzo forward per dicembre 2026 che si aggira intorno agli 80 dollari al barile”. Analizzando un contesto che definisce caratterizzato da ‘fog of wars’, Roman fa, quindi, notare che l’aumento della volatilità è solo la superficie di un cambio di scenario in cui si ampliano le opportunità per chi sa impiegare in maniera efficiente e flessibile capitale e generare alpha.
Al di là della stretta attualità, secondo il ceo, la combinazione di shock geopolitici, nuove esigenze di sicurezza energetica e cicli tecnologici rappresenta il fulcro per comprendere il contesto economico-finanziario del prossimo futuro. Tre fattori a cui se ne aggiunge un quattro (di business) per completare il quadro delle priorità del momento: la convergenza di mercati pubblici e mercati privati nel mondo dell’asset management.

Elezioni, Nato, energia: la politica come driver di mercato
L’orizzonte politico dei prossimi mesi è parte fondamentale della lettura di scenario. Roman richiama l’importanza delle elezioni di midterm negli Stati Uniti e, guardando all’Europa, segnala che nel 2027 la Francia tornerà alle urne per le presidenziali. “Ci sono importanti questioni aggiuntive rispetto alle tensioni in Medio Oriente: come sta cambiando la percezione della guerra in Ucraina, cosa significherà la Nato negli anni a venire e se verrà confermata una spesa per la difesa più aggressiva in Europa sono tutte domande decisive”. Temi che si collegano direttamente a variabili economiche fondamentali per il futuro della crescita globale.
Il secondo pilastro dell’intervento del top manager riguarda la transizione energetica, ambito strettamente connesso alle tensioni globali in corso. Roman descrive quest’area come centrale per PIMCO data la “vasta gamma di opportunità di investimento”. “Per adattarsi al nuovo scenario globale, il mondo dovrà prendere in prestito molto”, afferma, richiamando un rinnovato interesse per il tema della sovranità energetica divenuto strategico, in particolare per l’Europa. “È abbastanza evidente che per nessuno è accettabile trovarsi in una situazione in cui inflazione e crescita siano dipendenti da shock esterni, e il conflitto Medio Oriente è solo l’ultimo drammatico esempio di come questo possa avvenire”. A differenza degli Stati Uniti, che Roman vede in una posizione privilegiata in quanto esportatore netto di petrolio e gas, l’Europa resta in difficoltà. La conseguenza non può che essere un’accelerazione degli investimenti sull’energy. “La transizione torna ad essere un tema centrale, che si tratti di nucleare, solare, eolico o rinnovamento delle infrastrutture di rete”.
AI, data center e un nuovo ciclo di debito
La terza direttrice è la corsa agli investimenti in intelligenza artificiale, che Roman definisce come “un incredibile ciclo del CAPEX”, con una differenza chiave rispetto ad altri momenti di grande entusiasmo (spesso seguiti da altrettanto grandi delusioni), come il periodo precedente alla bolla dot-com. “Questa volta i player con le più grandi necessità in termini di finanziamento hanno bilanci incredibilmente solidi”, afferma. Il riferimento è al mondo degli hyperscaler e alla loro enorme necessità di capitali per costruire data center e ampliare la capacità produttiva. Un ambito su cui Roman conferma la presenza e l’attività di PIMCO. Il ceo porta poi il ragionamento sulle grandi società dell’AI e sul loro grado di apertura ancora marginale al mercato dei capitali. “Aziende come Anthropic e OpenAI sono impegnate in una competizione ad altissima intensità da società non quotate”. Nella sua lettura, per ridurre il costo del capitale e accedere a forme di finanziamento più diversificate, “dovranno quotarsi o, in un modo o nell’altro, aprirsi maggiormente ai mercati”. Anche il tema dell’intelligenza artificiale non è esente da implicazioni geografiche con importanti impatti in termini di investimento. “Ci sarà un grande trend in Europa e in Medio Oriente nella costruzione di data center”, spiega Roman, con infrastrutture sempre più prossime non solo alle grandi metropoli ma anche alle città secondarie per ovviare a complicanze tecniche e diffondere capillarmente la rivoluzione dell’intelligenza artificiale.
Dal ciclo di investimenti si può però passare rapidamente alla possibilità di una disruption del ciclo del credito, innescata proprio dall’intelligenza artificiale. L’AI, sostiene il ceo, è “un grandissimo cambiamento, il più grande quantomeno dall’avvento di Internet, con la capacità, insieme, di distruggere e creare valore”. La zona grigia è ampia: “È difficile dire come sarà impattata, ad esempio, l’industria del software. Alcune società potrebbero ringiovanirsi e ripartire usando l’AI per espandere il business, altre non ci riusciranno. E il tema può riflettersi in maniera diretta sul credito”.
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Il futuro dei private markets
Come quarto e ultimo fattore Roman indica uno fra i temi di business più dibattuti dell’industria dell’asset management globale: rendere disponibili soluzioni che investono in private markets alla clientela retail. La questione è innanzitutto di coerenza fra orizzonte di investimento dell’asset class e aspettative dei clienti. “C’è un evidente pericolo di mismatch che necessita di essere gestito”. Un rischio evidente dopo alcuni recenti episodi avvenuti nel mondo dei semiliquidi. “Soprattutto negli Stati Uniti, abbiamo assistito ad alti livelli di redemption e conseguenti complicazioni”. “Non pensiamo affatto che ci sia un rischio generalizzato”, chiarisce però immediatamente Roman, evidenziando la rilevanza dell’opportunità per operatori e investitori di un’asset class su cui PIMCO è da sempre presente con un focus particolare sui segmenti asset backed finance e real estate. La posizione di Roman è molto chiara e parte da un assunto di base mai troppo sottolineato: “quando il rendimento atteso è maggiore, c’è un prezzo da pagare, e quel prezzo di solito è una minore liquidità”. Allo stesso modo, sottolinea in conclusione, è però essenziale riconoscere la grande diversità presente tra i diversi segmenti dei private markets perché siano veicolati e comunicati in maniera corretta nei confronti della clientela.
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