3 min
La Nadef stima invece una crescita dello 0,8% e dell’1,2%. A far da traino saranno i consumi interni, sostenuti dal calo dell’inflazione
L’Italia crescerà dello 0,7% sia quest’anno che il prossimo, mettendo a segno un deciso rallentamento rispetto al +3,7% segnato lo scorso anno. Lo stima l’Istat nel rapporto ‘Prospettive per l’economia italiana nel 2023-2024’, correggendo quindi al ribasso le aspettative del governo contenute nella Nadef, che prevedono un’espansione rispettivamente dello 0,8% e dell’1,2%.
📰 Leggi anche “Eurozona, Bruxelles taglia ancora le stime di crescita. Male l’Italia“
Il Pil sarà sostenuto dai consumi interni
Secondo l’istituto di statistica, quest’anno la crescita sarà trainata dalla domanda interna che, al netto delle scorte, dovrebbe contribuire positivamente per lo 0,8%. Quella estera, invece, è vista pesare negativamente (-0,1 punti percentuali). Nel 2024, la fase espansiva dell’economia proseguirà ad un ritmo analogo, sostenuta anche in questo caso “interamente” dal contributo della domanda domestica.
Più nel dettaglio, a spingere la crescita economica italiana saranno principalmente i consumi privati, visti in aumento dell’1,4% nel 2023 e dell’1,0% nel 2024. Questi a loro volta beneficeranno della decelerazione dell’inflazione, di un graduale (anche se parziale) recupero delle retribuzioni e della crescita dell’occupazione.
Inflazione e investimenti in calo, migliora l’occupazione
Gli investimenti sono invece attesi in netto rallentamento rispetto al biennio scorso: +0,6% per entrambi gli anni, contro la crescita vicina al 10% registrata nel 2022. L’occupazione, misurata in termini di unità di lavoro, segnerà un aumento in linea con quello del Pil: +0,6% nel 2023 e +0,8% nel 2024. Tale incremento verrà accompagnato da un calo del tasso di disoccupazione, che si attesterà al 7,6% quest’anno e 7,5% il prossimo.
Per quanto riguarda l’inflazione, i prezzi continueranno a calare per effetto della discesa dei beni energetici e delle conseguenze delle politiche monetarie attuate dalla Bce. La dinamica del deflatore della spesa delle famiglie residenti si ridurrà nell’anno corrente al +5,4% e al +2,5% nel 2024. Tale scenario, precisa l’Istat, sconta però l’ipotesi del proseguimento del calo dei prezzi al consumo e dei listini delle materie prime importate, di una graduale ripresa del commercio mondiale e della progressiva attuazione del piano d’investimenti previsti nel Pnrr.
L’impatto della manovra
La manovra, secondo gli esperti dell’istituto di statistica, comprensiva del dl Anticipi e dei due decreti di attuazione della delega fiscale, avrà un effetto nullo sulla crescita del Pil reale 2023. Mentre il suo apporto sarà dello 0,2% nel 2024 e dello 0,1% nel 2025, esattamente come previsto nella Nadef. A differenza del documento del governo, però, secondo l’Istat la crescita del 2024 verrà trainata dall’espansione dei consumi privati, come conseguenza degli effetti della manovra sul reddito disponibile delle famiglie. Mentre l’impulso agli investimenti privati resterà “più contenuto”.
Infine, l’impatto sul debito pubblico è indicato in un “peggioramento di 4,5 miliardi di euro nel 2023, 20 miliardi nel 2024 e 7 miliardi nel 2025”. L’effetto finale sul rapporto tra deficit e Pil “è stimato in un peggioramento pari a 1 decimo di punto nel 2023, 6 decimi nel 2024 e 1 decimo nel 2025”. La Nadef parla rispettivamente di 1 decimo, 7 decimi e 2 decimi.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.