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Secondo il country head Italia della casa di gestione è arrivato il momento per gli investitori italiani di abbandonare la sfera della mera difesa per passare gradualmente a un atteggiamento più costruttivo sulla componente azionaria. Un passaggio non più rimandabile per rispondere ai veri bisogni finanziari. Ecco le strategie adatte per riuscirci
“La profonda trasformazione dell’industria del risparmio gestito impone una riflessione collettiva: è necessario ripensare le scelte di investimento, superando la logica della mera difesa del capitale e adottando un approccio più equilibrato, consapevole e orientato al lungo periodo, costruttivo sulla componente azionaria. Solo così sarà possibile preservare e accrescere la ricchezza reale delle famiglie italiane, sostenere il tessuto economico e cogliere appieno le opportunità offerte dai mercati finanziari globali. Il futuro del risparmio gestito sarà sempre più determinato dalla capacità di ascoltare, comprendere e anticipare i bisogni dei clienti, offrendo soluzioni su misura che sappiano coniugare prudenza e visione di lungo periodo”.
Paolo Paschetta, equity partner e country head Italia di Pictet Asset Management, non ha dubbi sull’urgenza di un cambio di passo che gli investitori italiani, supportati dalla catena del valore del risparmio gestito, devono compiere per riuscire a soddisfare esigenze economico-finanziarie di lungo periodo in rapida trasformazione. Se, come certamente accadrà, la longevità porterà a bisogni finora ignoti, la sola difesa del patrimonio accumulato nel corso dell’attività lavorativa non basterà più per sostenere il tenore di vita delle famiglie nel lungo periodo. I temi dell’educazione finanziaria, dell’evoluzione delle gamme prodotto e del futuro della consulenza si combinano, interrogando l’industria sulla strada da intraprendere.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una concentrazione degli investitori verso scelte più difensive nonostante la crescita dei mercati azionari. Quali fattori psicologici e strutturali hanno alimentato questa ricerca di sicurezza e come può l’industria contribuire a ricostruire fiducia verso l’investimento di lungo periodo?
L’industria del risparmio gestito ha vissuto una trasformazione profonda. Il contesto economicamente difficile del 2022, accentuato dal brusco rialzo dei tassi di interesse e dalla discesa simultanea di azioni e obbligazioni, ha alimentato comportamenti oltremodo prudenti. Gli investitori, dopo aver vissuto perdite anche su strumenti tradizionalmente sicuri, si sono riversati su prodotti ritenuti ‘low risk’, perdendo però di diversificazione e rinunciando alle opportunità di asset aventi livelli di rischio/rendimento più interessanti. A questo si sono poi sommati fattori strutturali, come la storica predilezione italiana per la liquidità, i titoli di Stato e gli immobili. Per ripristinare la fiducia dei clienti e rendere più efficienti i portafogli di investimento, abbiamo iniziato a sviluppare prodotti capaci di compensare prudenza e prospettiva e abbiamo continuato a investire in educazione finanziaria, ribadendo come la crescita della ricchezza reale richieda tempo, strategia ed equilibrio.
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Questa tendenza rappresenta un’opportunità o un rischio per l’industria del risparmio? E in che modo Pictet AM sta interpretando questa domanda di prodotti ‘low risk’ senza rinunciare a prospettive di rendimento sostenibile nel tempo?
Questa tendenza è al tempo stesso un’opportunità e un ostacolo. È positiva nel breve periodo, perché ha riattivato il flusso verso l’investimento obbligazionario, ma corre il rischio di cristallizzare una visione troppo difensiva, che nell’ultimo triennio non ha pagato. Per Pictet AM, la sfida è stata proprio intercettare la domanda di sicurezza senza rinunciare alla crescita. A partire da questo abbiamo creato la SICAV Multi Solutions dedicata al mercato italiano, che ci permette di offrire soluzioni di investimento in linea con i bisogni presenti dei nostri clienti. Pictet Road to Megatrends, ad esempio, parte da un portafoglio composto da Btp di diversa scadenza e sposta progressivamente, su base trimestrale, quote di capitale verso una componente azionaria tematica, sfruttando il principio dell’accumulo azionario; Pictet Smart Road to Megatrends parte da una allocazione prevalente sul mercato monetario e sfrutta un meccanismo ‘smart’ di finanza comportamentale che prende profitto nelle fasi di rialzo e accumula durante le fasi di ribasso; ancora, Pictet Smart Road to AI integra il modello proprietario di intelligenza artificiale di Pictet nel processo di investimento, affiancando il team di gestione.
Pictet AM ha sviluppato negli ultimi anni numerose soluzioni ad hoc per la clientela italiana, arrivando a gestire circa 8,5 miliardi in strategie tailor-made. Come si traduce concretamente l’approccio ‘client centric’?
L’approccio ‘client centric’ è stato centrale in questi primi 25 anni di storia di Pictet in Italia e si traduce in ascolto, flessibilità e personalizzazione. La presenza di un team advisory basato a Milano, che conosce la lingua, la cultura e le peculiarità del mercato locale, la struttura snella e indipendente, l’empatia con i clienti e la forte specializzazione ci permettono di rispondere con precisione ai bisogni puntuali. Negli ultimi anni Pictet AM ha infatti sviluppato oltre 35 strategie su misura, raggiungendo 8,5 miliardi in asset tailor-made su un totale di 44 miliardi gestiti. La SICAV Multi Solutions è l’esempio chiave di questo approccio.
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Guardando avanti, il risparmio gestito è quindi destinato a evolvere verso un modello più personalizzato e diversificato, che includa anche strumenti come gli Eltif. Quali saranno, secondo lei, le direttrici di sviluppo più importanti nei prossimi anni? E come cambierà il ruolo degli asset manager?
I private markets sono una leva importante per la diversificazione del portafoglio, grazie alla bassa correlazione con i mercati tradizionali e alla possibilità di valorizzare gli investimenti puntando su realtà più piccole e altamente specializzate e accedendo a opportunità spesso non disponibili sui mercati pubblici. In quest’ottica, abbiamo lanciato ormai tre anni fa sul mercato italiano il primo Eltif dedicato al mondo Real Estate (Pictet Real Estate Capital Elevation Core Plus). Con l’intento di sfruttare l’expertise tematica di Pictet, ad aprile 2024 è nato il fondo di private equity Environmental Co-Investment (disponibile sul mercato italiano in versione Eltif), per catturare i migliori investimenti in quello che abbiamo definito ‘clean-tech’, un segmento in fortissima crescita, che unisce le tecnologie abilitanti al tema della transizione e del maggior fabbisogno energetico.
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