Secondo il country head Italia di PIMCO, il fixed income è pronto a offrire le migliori condizioni degli ultimi 15 anni. Per i gestori, la prossima sfida sarà nel credito privato. Ma i target funds resteranno
Adriano Nelli, responsabile per l’Italia di PIMCO
Se il 2022 è stato un anno nero per il reddito fisso, gli ultimi 18 mesi hanno visto gli investitori italiani virare con forza sull’asset class spinti dalla convinzione che i bond (specie quelli governativi) potessero offrire ritorni più sicuri. Tuttavia, con l’incertezza che ancora circonda l’economia e le traiettorie di politica monetaria delle banche centrali, in tanti si interrogano su quale sarà il destino di questo mercato. Per Adriano Nelli, responsabile per l’Italia di PIMCO, gli investitori obbligazionari si trovano di fronte alle condizioni più interessanti degli ultimi 15 anni. La redazione di FocusRisparmio lo ha raggiunto per approfondire il tema.
Cosa le fa credere che il reddito fisso resterà interessante per gli investitori?
Attualmente sia i rendimenti che le prospettive di stabilizzazione dell’inflazione consentono alle obbligazioni di riaffermare i propri vantaggi fondamentali all’interno dei portafogli: non solo, cioè, un potenziale di reddito interessante ma anche grande resilienza in caso di eventuali ribassi e stabilità grazie alla ridotta correlazione con le azioni. Ciò mi porta a ritenere che gli investitori obbligazionari si trovino di fronte alle condizioni più favorevoli degli ultimi 15 anni, con un basso margine di errore e un potenziale di rendimento reale positivo nei prossimi tre-cinque anni.
Quanto la Fed ha contribuito a questo contesto favorevole o quanto potrebbe farlo in futuro?
Con la riunione di settembre, la Federal Reserve ha annunciato il suo primo taglio dei tassi di interesse dal 2020 e lo ha fatto con il botto: abbassando il tasso di riferimento di 50 punti base e riducendo le proiezioni sui forward rate. In questo contesto, gli investitori possono trarre vantaggio dal bloccare rendimenti intermedi ancora interessanti perchè le obbligazioni a scadenza intermedia tendono a battere la liquidità durante i cicli di allentamento della banca centrale americana. Quanto al futuro, riteniamo che il presidente Jerome Powell sia pronto ad alleggerire la politica con riduzioni di 25 punti base in ciascuna delle prossime riunioni. Tuttavia, poiché l’istituto mantiene l’approccio di dipendenza dai dati, non escludiamo che possa tagliare in modo più aggressivo se il mercato del lavoro si dovesse deteriorare più rapidamente. E proprio nel caso in cui il quadro macro spingesse a sforbiciate più decise, i bond potrebbero tornare utili anche per un’altra caratteristica: la loro proprietà di copertura.
In un periodo come questo, dove l’incertezza domina e occorrono aggiustamenti di portafoglio tattici, la grande rincorsa dei prodotti passivi proseguirà? Quali vantaggi dall’approccio attivo all’investimento in obbligazioni?
Una strategia obbligazionaria attiva, soprattutto se di portata globale, offre diversi vantaggi rispetto alle singole obbligazioni. Per esempio, la diversificazione tra aree geografiche, settori ed emittenti ma anche la capacità del gestore di adeguare il rischio di tasso e di credito del portafoglio in base alle esigenze. La flessibilità è la chiave di questo approccio. Un asset manager attivo specializzato in fondi obbligazionari è in grado di sfruttare diversi driver di rendimento e bilanciare segmenti di mercato di alta qualità e a più alto rendimento, potenzialmente sovraperformando i singoli titoli di Stato senza aggiungere volatilità.
Molte case hanno cavalcato l’interesse per i bond con target funds o altri prodotti in grado di replicare la struttura del BTP. Pensa che questa tendenza continuerà?
Sì, la tendenza a lanciare prodotti come i target funds è destinata a persistere per qualche tempo. Dal punto di vista della domanda, queste strategie sono di facile comprensione per gli investitori privati e in particolare per quelli che cercano chiari parametri di riferimento in termini di scadenza e di rendimento. Dal punto di vista dell’offerta, consentono invece agli asset manager di diversificare i propri portafogli. Tuttavia, se i rendimenti di mercato continueranno a calare, l’attrattività potrebbe diminuire e dirottare l’attenzione verso strategie attive e flessibili.
Qual è la nuova frontiera per i prodotti a reddito fisso? Dove si gioca la sfida tra case e come si posiziona PIMCO?
La prossima opportunità significativa nel reddito fisso si troverà probabilmente nel credito privato, in particolare nei formati semi-liquidi, al di là del tradizionale settore corporate. Gli asset manager si stanno avventurando in aree precedentemente dominate dalle banche, il che potrebbe creare nuove occasioni di investimento anche per gli operatori non professionali. Anche se sarà essenziale disporre di risorse, ricerca sul campo, un’infrastruttura solida e la capacità di gestire la liquidità: tutte caratteristiche distintive di PIMCO.
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