3 min
Il Fomc prevede un ulteriore taglio di 50 punti base entro fine anno. “Segno della nostra fiducia nel fatto che l’inflazione sta scendendo”. Powell: economia solida
Un maxi taglio da mezzo punto percentuale. Alla fine la Federal Reserve ha deciso di avviare il suo ciclo di riduzione dei tassi con una mossa decisa, portando il costo del denaro al 4,75-5% dal record del 5,25-5,5% cui era inchiodato da luglio 2023. In quella che secondo una ricerca di Deutsche Bank è stata la riunione del Fomc con il più alto grado di incertezza degli ultimi quindici anni (quasi la metà degli investitori scommetteva su 25 punti base), la banca centrale americana ha quindi messo fine alla cura da cavallo anti inflazione partita a marzo 2022, aprendo una nuova era. È infatti pronta a tagliare di un altro mezzo punto entro fine anno, e poi ancora, nella speranza di non mancare quel soft landing dell’economia a stelle e strisce che ultimamente appare più sfuggente.

Nel 2024 i tassi dovrebbero calare di un altro mezzo punto
“È un segno della nostra fiducia nel fatto che l’inflazione si stia muovendo in modo sostenibile verso l’obiettivo del 2%”, ha spiegato il presidente Jerome Powell in conferenza stampa. Precisando però che l’istituto non sta dichiarando vittoria e che le prossime decisioni verrano prese riunione per riunione, sulla base dei dati. Insomma, 50 punti base non sarà la velocità di crociera a cui viaggerà la politica monetaria nei prossimi mesi. Prova ne è anche il fatto che l’entità del primo taglio dal 2020 non ha registrato l’unanimità, ma è stata decisa 11 a 1, con la governatrice Michelle Bowman che avrebbe preferito limitarsi allo 0,25%.
Le sforbiciate, però, proseguiranno. Stando al dot-plot, il grafico a punti che ogni tre mesi mostra la previsioni di ogni banchiere della Fed, entro dicembre i tassi caleranno ancora di un altro mezzo punto percentuale, arrivando così al 4,25-4,50%. E poi verrano ridotti di 100 punti base nel 2025, toccando il 3,25-3,5%, e di un ultimo mezzo punto nel 2026, per attestarsi al 2,75%-3,00%. Un cambiamento netto rispetto al grafico di giugno, quando la previsione dava il costo del denaro rispettivamente al 5-5,25%, al 4%-4,25% e al 3%-3,25%.
Powell: l’economia è solida
“L’economia è forte e siamo impegnati a mantenerla tale”, ha scandito il presidente nel tentativo di rassicurare i mercati sul fatto che il maxi taglio non è una corsa ai ripari. E che il graduale raffreddamento del mercato del lavoro non si sta trasformando in uno stop. Le previsioni della banca centrale sembrano confermarlo: la crescita media del Pil è stimata restare “solida” al +2%, con un tasso di disoccupazione al 4,4% alla fine di quest’anno e un’inflazione al 2,1% nel 2025. Wall Street ha inizialmente reagito accelerando, ma ha poi terminato in leggero calo, ‘delusa’ da Powell, che non ha mostrato alcuna fretta nel percorso di normalizzazione. Il Fomc ha anche ribadito il suo “impegno alla massima occupazione e a un’inflazione al 2%”, ovvero gli obiettivi stabiliti nel suo mandato.
Infine, Powell è tornato a sottolineare l’indipendenza dell’istituto dalla politica. Proprio mentre la Casa Bianca commentava che la riduzione dei tassi è un segnale dei progressi compiuti dall’economia americana, il numero uno dell’istituto ha ribadito che il Fomc decide sulla base dei dati economici, non di altro. E che, in ogni caso, le sue decisioni impiegano del tempo prima di mostrare i loro effetti. La prossima riunione della Fed inizierà il giorno dopo le elezioni presidenziali: al momento, con l’annuncio del primo taglio ancora caldo, i trader scommettono su una sforbiciata di 25 punti base.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.