Reti, la nuova sfida sono le banche commerciali
Secondo uno studio di Excellence Consulting, gli istituti stanno riscoprendo il valore del modello della consulenza fuori sede. Già 15mila gli intermediari che operano al di fuori di Assoreti
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ll polo dell’asset & wealth management di Intesa Sanpaolo guidato da Tommaso Corcos archivia un primo semestre 2025 con numeri importanti e guarda alle sfide del futuro con la convinzione che l’unione organica di private banking, asset management e insurance sia la strada maestra per servire al meglio i clienti e continuare crescere e a rappresentare un fondamentale motore di sviluppo per il Gruppo .
Incontrando la stampa, Corcos ha rimarcato come la creazione del Polo del Wealth Management, che unisce fabbriche prodotto con reti di consulenti finanziari e private banker, abbia portato a gestire 909 miliardi di euro della clientela. “Assicurazione, consulenza e gestione del risparmio”, ha affermato, “contribuiscono per il 42% al risultato corrente lordo di Intesa Sanpaolo (considerando anche la quota di Banca dei Territori)”. “La valorizzazione della consulenza allargata anche alla protezione e alla previdenza, le sinergie di produzione e distribuzione ed il modello di bancassurance del Gruppo, unico in Italia, portano benefici per i clienti, anche grazie alle infrastrutture digitali sempre più innovative”, ha aggiunto.
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“Il mondo è molto più articolato e complesso e c’è bisogno sempre di più di una consulenza a tutto tondo”, ha sottolineato Corcos, identificando nella sottoesposizione al mercato azionario e nella carenza di utilizzo di polizze assicurative due dei fondamentali problemi di allocazione del risparmio da parte della clientela. “Ora si è più difensivi anche per le preoccupazioni sulla geopolitica ma se vediamo quello che accade, ad esempio in campo tecnologico, ci sono grandi innovazioni in atto che determinano tassi di crescita incredibili sui mercati e che non vengono sfruttati se troppo difensivi e spaventati”, ha specificato in merito al primo aspetto, spiegando inoltre come proprio la consulenza sia l’attività fondamentale per far evolvere l’approccio dei clienti.

Lino Mainolfi, amministratore delegato di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, ha ricordato sul punto che sono 6.940 i professionisti della consulenza della società che gestiscono 402 miliardi di euro di masse, offrendo soluzioni di investimento a circa 1,1 milioni di clienti. Numeri che fanno di Fideuram ISPB la prima private bank in Italia e terza nell’Eurozona. Mainolfi ha inoltre posto l’accento proprio sull’integrazione organica di asset management, protezione e previdenza come vantaggio competitivo sviluppato grazie al coordinamento fornito dal polo delle Wealth Management Divisions guidato da Corcos che permette all’advisory di sviluppare una vera pianificazione finanziaria a 360 gradi.

Perché la consulenza abbia queste caratteristiche non può ovviamente mancare una forte attenzione alla parte assicurativa. Virginia Borla, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Assicurazioni ha sottolineato in tal senso l’importanza di una pianificazione adeguata, per proteggere persone, salute, beni e aziende, evidenziando, inoltre, la leadership nel mercato assicurativo in Italia nei settori ‘Vita’, ‘Fondi Pensione Aperti’ e in particolar modo ‘Protezione’, dove il segmento ‘Non Motor’ ha registrato una crescita costante dal 2014 a oggi (+22%).

Un ruolo di assoluto protagonista che è ricoperto anche dalla divisione asset management. Maria Luisa Gota, amministratore delegato di Eurizon, ha rimarcato come il Gruppo Intesa Sanpaolo, sia il primo operatore in Italia con una quota di mercato del 20,8%, grazie ai 397 miliardi di euro in gestione con attività in crescita anche all’estero attraverso lo sviluppo del business internazionale in Asia, Europa e UK. Le prove del futuro nel campo del risparmio gestito individuate da Gota riguardano principalmente l’innovazione della gamma prodotti perché l’offerta possa aiutare nell’assunzione di un tasso di rischio maggiore da parte dell’investitore medio italiano, ancora poco esposto all’azionario, e nel veicolare maggiori investimenti in economia reale. Il tutto per garantire un miglior profilo rischio/rendimento di portafogli che dovranno vincere le importanti sfide all’orizzonte, su tutte quella della demografia. Se allora in ambito prodotti Gota ha annunciato l’ampliamento della gamma di ETF con il lancio a breve di soluzioni attive e il rinnovamento del focus sui fondi a scadenza con soluzioni step-in e target maturity su scadenze lunghe, in merito al supporto degli investimenti all’economia reale aumenta ulteriormente il focus su nuovi strumenti nel campo degli alternativi offerti da Eurizon Capital Real Asset, con particolare attenzione al private debt.
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