L’importante, secondo l’esperto, è un approccio flessibile e attivo. Con la divergenza nelle politiche monetarie, gli investitori possono diversificare la loro esposizione ai tassi d’interesse con coperture valutarie
In una fase di mercato come quella attuale, è importante mantenere un approccio flessibile e attivo sul reddito fisso. A sostenerlo è Arif Husain, head of International Fixed Income e gestore del fondo Dynamic Global Bond di T. Rowe Price. La volatilità resterà alta e i rialzi dei tassi amplieranno gli spread, ma questo è comunque un buon momento per investire in bond, soprattutto mantenendo un approccio diversificato.
Dopo anni in cui i rendimenti erano rimasti schiacciati a causa di tassi molto bassi, adesso finalmente si registra un miglioramento. Quali sono le prospettive dell’obbligazionario, partendo dalle considerazioni che riguardano nello specifico il breve termine?
Arif Husain, head of International Fixed Income e gestore del fondo Dynamic Global Bond di T. Rowe Price
A nostro avviso, questo è il momento più interessante per acquistare obbligazioni che abbiamo visto da diversi anni. Riteniamo che nei prossimi trimestri gli investitori potrebbero prendere in considerazione la possibilità di aggiungere duration. Tuttavia, occorre considerare anche che la Federal Reserve continuerà a stringere fino a quando non avrà spinto il suo tasso di mercato chiave, il tasso dei federal funds, in territorio positivo in termini di post-inflazione. Al momento non credo che siamo ancora al picco dei rendimenti.
Le mosse della Fed sono un problema?
Per gli investitori preoccupati dall’aumento dei tassi negli Usa, i mercati globali potrebbero offrire un potenziale di diversificazione. Mentre la Fed sta stringendo, infatti, altri Paesi sono più avanti nei loro cicli di tassi d’interesse. Alcuni hanno smesso di aumentare i tassi. Altri hanno addirittura iniziato a tagliarli. Approfittando della divergenza di politica moneta-ria, gli investitori possono cercare di diversificare la loro esposizione ai tassi d’interesse con una copertura valutaria. I recenti livelli di va-lutazione rendono potenzialmente molto interessanti le obbligazioni in dollari dei mercati emergenti, anche se la selezione dei Paesi e dei titoli sottostanti sarà fondamentale. In genera-le, se i rendimenti continueranno ad aumenta-re, ad un certo punto dovrebbero raggiungere livelli tali da offrire interessanti opportunità di reddito per gli investitori che sanno come gestire la duration o che possono contare su professionisti dell’investimento che lo facciano per loro.
Ora che molti titoli investment grade evidenziano rendimenti simili a quelli degli high yield di un anno fa, ha ancora senso posizionarsi sui titoli a più alto rendimento?
Guardando all’universo high yield, ho visto rendimenti tra il 7% e l’8%, in alcuni casi. Ho visto alcune obbligazioni con rating BB prezzate a 80 centesimi di dollaro. Sono livelli che storicamente si sono dimostrati buoni punti di acquisto. Certamente, bisogna tenere conto dell’incertezza delle prospettive economiche. A maggio, i tassi di insolvenza dei titoli high yield erano vicini ai minimi storici e gli aggiornamenti dei rating erano più del doppio rispetto ai declassamenti. Ma uno shock di crescita potrebbe cambiare rapidamente questo quadro.
Qual è l’approccio che un investitore in reddito fisso dovrebbe adottare in una fase di mercato come quella attuale?
Nei mercati volatili, anche la gestione della duration e il posizionamento della curva dei rendimenti potrebbero essere strumenti importanti per la gestione del rischio. Il reddito fisso è una classe di attività relativamente liquida, quindi ritengo che gli investitori potrebbero trarre vantaggio dall’utilizzo di tale liquidità per rimanere attivi.
Questo articolo è contenuto nel Dossier Reddito Fisso di luglio dal titolo “Ritorno al futuro”, scaricabile a questo link.
**
Alla ricerca di Alpha è la rubrica di FocusRisparmio.com dedicata ai fund manager. Ogni lunedì, con l’aiuto degli esperti del settore, vengono messi sotto la lente i fatti recenti più significativi e gli impatti sui portafogli da essi gestiti con una visione impostata sul medio e lungo termine.
La leadership delle mega-cap aumenta il rischio di concentrazione, mentre l’AI porta con sé segnali di euforia. Secondo gli esperti di Oddo BHF, per intercettare i cambi di leadership servono però modelli capaci di privilegiare i trend strutturali e adattarsi ai regimi di mercato
Per il portfolio manager di Janus Henderson Investors, l’asset class va letta come un universo di società globali, resilienti e spesso ancora sottovalutate rispetto ai competitor. Nel portafoglio entrano finanziari, risorse scarse, AI applicata e una domanda politica cruciale: come l’Europa può tornare a finanziare innovazione e crescita
Il gestore della casa invita alla prudenza sulla parte lunga dei Treasury, dove i rendimenti possono salire ancora di circa 50 punti base. Ma vede avvicinarsi il momento per iniziare ad estendere la duration in Europa. ABS ed emergenti le novità nel credito, con la selezione a fare da spartiacque. E attenzione al boomerang AI
L’asset class sfiora i 300 miliardi di euro e si prepara a un ulteriore ampliamento trainato da USA, energia, e AI. Per il global head of Fixed Income della casa, la compressione dei differenziali rende però decisivi il confronto tra strutture, il posizionamento sulle call e l’analisi bottom-up degli emittenti
Secondo il gestore obbligazionario Anthony Kettle, la dispersione delle valutazioni apre spazi nel credito corporate. Mentre sul fronte sovrano il focus si sposta sull’America Latina. Ma per proteggersi dagli shock, meglio guardare all’azionario
Secondo Sumant Wahi di Man Group il valore si sta spostando verso infrastrutture, software e applicazioni. Tra valutazioni elevate e ruolo crescente della Cina, per gli investitori diventa decisivo distinguere i vincitori dai semplici protagonisti del rally
Per il gestore della casa Fabio Viola, rendimenti ancora interessanti e fondamentali solidi sostengono il comparto. Ma con spread già compressi diventa cruciale la selezione degli emittenti. “Preferenza per finanziari e scadenze da tre a sette anni”
Dopo anni trascorsi ai margini delle strategie di investimento, le economie in via di sviluppo stanno riconquistando la scena. Alla base di questo ritorno ci sono fondamentali più solidi, una minore dipendenza dal dollaro e la ricerca di alternative ai mercati occidentali
Secondo Thomas Christiansen, responsabile della casa per il debito emergente, l’asset class promette di spingere la frontiera efficiente dei portafogli obbligazionari grazie a un bassa correlazione con il quadro macro. “Da Fed e BCE nessun impatto”. E sugli spread niente paura: “Riflettono il miglioramento dei fondamentali”.
Con rendimenti vicini al 6% e default attesi in calo, Columbia Threadneedle vede valore nel credito speculativo del Vecchio Continente. Ma in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche e spread compressi, la selettività resta decisiva e le strategie a breve offrono una protezione aggiuntiva contro la volatilità
Per l’ad di Payden&Rygel Italia, Fed e BCE si muoveranno a velocità diverse. Ma rendimenti più alti, dislocazioni sulla curva, cartolarizzati ed emergenti aprono spazi interessanti per chi sa costruire portafogli su misura
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio