Consob apre il confronto su MiFID, gestione del risparmio e consulenti
Al via la consultazione di 60 giorni sul pacchetto di riforme che punta ad alleggerire le regole e ad allinearle alla normativa Ue. Ecco cosa cambia
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Il risparmio gestito non smette di consolidare la propria posizione tra le industrie più importanti dell’economia italiana. Dopo i buoni risultati di giugno, il settore ha infatti archiviato il mese di luglio con un raccolta raddoppiata a 5,5 miliardi di euro e masse il crescita da 2.535 a 2.559 miliardi. La conferma arriva dalla consueta Mappa Assogestioni, che certifica il ruolo centrale assunto dai fondi aperti e conferma alcuni dei trend osservati nell’ultimo periodo: a partire dall’appetito insaziabile per i prodotti obbligazionari.
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Secondo l’elaborazione dell’Ufficio Studi dell’Associazione, i nuovi afflussi confluiti nei fondi aperti sono stati pari a 1,66 miliardi di euro e hanno quindi rappresentato oltre l’85% dei 1,9 miliardi raccolti dal totale delle gestioni collettive: un dato che, confrontato con gli appena 241 milioni relativi ai veicoli chiusi e con i -388 milioni del mese precedente, conferma il recupero di centralità del segmento a maggior partecipazione retail nonostante una stagione storica ricca di incertezze per i piccoli investitori. Positivo si è rivelato però anche il risultato conseguito dalle gestioni di portafoglio, che complessivamente hanno incamerato 3,63 miliardi aggiuntivi: uno confluito nelle gestioni retail e 2,62 in quelle istituzionali. Da segnalare anche la preferenza che continua ad essere accordata ai prodotti italiani, verso i quali si sono spostati 1,2 miliardi contro 424 milioni dei corrispettivi domiciliati all’estero.
Scendendo nel dettaglio delle scelte di asset allocation, trova conferma l’exploit dei fondi obbligazionari osservato negli ultimi due anni: il segmento ha infatti attratto altri 1,98 miliardi di euro, dato che porta la raccolta da inizio anno a 14,5 miliardi euro. Male invece i veicoli azionari e bilanciati, che hanno registrato deflussi rispettivamente per 657 e 315 milioni.
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