Al forum dell’ANCP a Bologna il confronto tra economisti e professionisti del wealth management sul riassetto dell’economia globale e sul ruolo del consulente nell’era dell’intelligenza artificiale
Geopolitica, inflazione e trasformazioni tecnologiche stanno cambiando in profondità il quadro dei mercati finanziari. Per il mondo della consulenza patrimoniale si apre una fase nuova, segnata da maggiore volatilità ma anche da un crescente bisogno di interpretazione e guida per gli investitori. È da questo scenario che ha preso le mosse il dibattito dell’ANCP Financial Forum di Bologna, dedicato al tema del “grande riassetto dell’ordine economico mondiale”. Il confronto tra economisti e operatori del wealth management ha messo al centro le implicazioni che il nuovo contesto globale (tra tensioni geopolitiche, ridefinizione delle catene del valore e politiche monetarie meno espansive) avrà sulle strategie di investimento e sulla costruzione dei portafogli.
Vito Ferito, presidente di ANCP sezione Bologna e responsabile Divisione Private e Rapporti Istituzionali di Gamma Capital Markets
“È necessario parlare di riassetto dell’ordine economico mondiale, perché è il contesto nel quale oggi devono operare consulenti e investitori”, spiega il presidente ANCP sezione di Bologna Vito Ferito, tra i promotori dell’iniziativa. “Il consulente deve uscire da momenti di confronto come questo con idee più chiare sull’asset allocation e sulle prospettive dei mercati”. E aggiunge. “La consulenza patrimoniale sta attraversando una fase in cui la semplice capacità di accesso ai mercati non è più sufficiente. Cresce la domanda di interpretazione, di metodo, di visione di lungo periodo. Cresce, soprattutto, la responsabilità di accompagnare patrimoni e famiglie in un contesto caratterizzato da maggiore incertezza e da dinamiche meno lineari rispetto al passato”.
Secondo gli esperti intervenuti nel corso della giornata, d’altronde, la fase che si apre richiederà maggiore attenzione alla diversificazione e alla gestione del rischio, dopo un lungo periodo caratterizzato da abbondante liquidità e mercati relativamente stabili.
Accanto agli scenari macroeconomici, il forum ha dedicato ampio spazio alla trasformazione della professione di consulente finanziario. La digitalizzazione dei servizi, l’uso crescente dei dati e l’ingresso dell’intelligenza artificiale stanno infatti ridefinendo il perimetro della consulenza patrimoniale e il rapporto tra professionista e cliente. Per molti relatori il valore del consulente non si riduce ma si sposta sempre più verso la pianificazione finanziaria, la capacità di interpretare i mercati e la costruzione di strategie personalizzate di lungo periodo. “Il valore della consulenza oggi è essere veri problem solver nell’era dell’intelligenza artificiale”, osserva Angelo Deiana, presidente dell’associazione. “La tecnologia può supportare l’analisi dei dati e le decisioni di investimento, ma resta centrale la capacità del professionista di interpretare il contesto economico e accompagnare il cliente nelle scelte strategiche”. La diffusione di piattaforme digitali e strumenti automatizzati sta quindi modificando il modo di lavorare nel settore del wealth management: si stima che i consulenti non “patrimoniali” possano perdere il 30% della clientela più giovane. Per questo è necessario rafforzare il valore della consulenza come servizio ad alto contenuto relazionale e professionale, trasformandola da allocazione finanziaria a visione patrimoniale. A rafforzare il concetto è Massimo Donato, presidente nazionale delle sezioni territoriali di ANCP: “Bisogna guardare al patrimonio come a un sistema più ampio fatto di protezione, crescita, continuità e trasmissione. Bisogna uscire da una logica individuale della professione. Perché le sfide che abbiamo davanti sono troppo complesse per essere affrontate da soli. Serve dialogo tra competenze diverse, collaborazione tra professionisti, una comunità che condivida metodo, cultura e responsabilità”. Perché la vera differenza “non la farà chi reagirà più velocemente alle notizie dei mercati ma chi saprà costruire relazioni più solide, visioni più ampie e una cultura patrimoniale più profonda”.
Informazione finanziaria
Un altro tema emerso durante la giornata riguarda il rapporto tra informazione finanziaria e fiducia degli investitori. In mercati sempre più complessi e interconnessi, la qualità dell’informazione e della comunicazione finanziaria diventa infatti un fattore decisivo per orientare le scelte di investimento.
Nicola Ronchetti, ceo di Finer Finance Explorer
“La sfida per il settore non è soltanto interpretare i mercati, ma anche saper trasferire valore informativo in modo chiaro e credibile”, sottolinea Nicola Ronchetti, intervenuto nel dibattito. “In un contesto di crescente complessità, la qualità della consulenza e dell’informazione diventa un elemento determinante per costruire fiducia”. Il forum bolognese ha alternato interventi di scenario, tavole rotonde e momenti di confronto tra professionisti del settore, confermandosi come uno spazio di aggiornamento e riflessione per la comunità dei consulenti patrimoniali. In un’economia globale attraversata da cambiamenti rapidi, il ruolo della consulenza patrimoniale appare insomma destinato a rafforzarsi. Interpretare scenari complessi, costruire strategie di investimento sostenibili nel tempo e accompagnare famiglie e imprese nelle scelte finanziarie resta infatti uno degli snodi centrali dell’industria del risparmio gestito. Anche e soprattutto nell’era della consulenza “automatizzata”.
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