Secondo Schroders, l’intensità energetica dei data center è destinata ad aumentare considerevolmente. Mettendo le ali a una serie di società del settore
Mark Lacey, head of Thematic Equities di Schroders
Sui mercati è ormai lezione nota: quando scatta la corsa all’oro, è il momento di investire in pale e picconi. Per questo, mentre l’intelligenza artificiale continua la sua inesorabile marcia, gli investitori dovrebbero guardare al settore energetico. Il bisogno di alimentazione dei data center è infatti destinato ad aumentare considerevolmente, facendo schizzare la domanda. Parola di Mark Lacey, head of Thematic Equities di Schroders e gestore del fondo ISF Global Energy Transition, secondo cui le società destinate a beneficiare di questo trend sono soprattutto sviluppatori di rinnovabili e fornitori di impianti di produzione.
La domanda di energia elettrica associata ai centri dati è aumentata a un tasso medio annuo del 14% tra il 2010 e il 2023, a fronte di una crescita della richiesta globale del 2,5% all’anno nello stesso periodo. Ma, per l’esperto della casa di gestione, l’addestramento dei modelli di IA coinvolgerà una quantità di informazioni tale da rendere il processo sei volte più dispendioso anche rispetto a questi carichi di lavoro. “Per paura di rimanere indietro nella prossima frontiera dello sviluppo tecnologico, i maggiori proprietari e operatori del settore si stanno preparando a spendere miliardi”, sottolinea il manager in un chiaro riferimento a realtà come Google a Microsoft o Amazon e Meta. Secondo la società di ricerca SemiAnalsyis, la capacità di alimentazione IT critica crescerà infatti da 49GW nel 2023 a 96GW entro il 2026 e i carichi di lavoro dell’IA costituiranno l’85% di questo incremento. “Ad aumentare non sarà solo l’intensità energetica associata ai data center ma anche il tasso di costruzione di questi edifici”, precisa Lacey.
La lunga corsa all’elettricità per i data center
Aumento previsto della domanda globale di elettricità entro il 2040 (TWh). Fonte: Schroders, BNEF, IEA – April 2024
Le stime iniziali della richiesta di energia elettrica determinata dall’IA oscilleranno tra i 300 e i 500TWh nel 2027 e tra i 900 e i 1.000TWh nel 2030, pari rispettivamente al 2% e al 4% della domanda incrementale. Anche se questi numeri non sembrano significativi, per l’esperto di Schroders ci sono una serie di fattori che vale la pena considerare: “L’attuale e probabile concentrazione dei data center; gli obiettivi di sostenibilità degli hyperscaler, cioè gli operatori del settore, con le relative ramificazioni sulle fonti energetiche; l’ampliamento di capacità di generazione e trasmissione di energia elettrica necessarie; i colli di bottiglia in termini di crescita“.
Data center, la centralità degli Usa e i gap dal colmare
Lacey fa quindi notare come, a livello geografico, gli USA rappresentino il 51% della base installata di capacità del comparto contro un massimo del 5% a cui si fermano gli altri Paesi. “In parte ciò è legato alla disponibilità di energia relativamente stabile, economica e a basse emissioni”, spiega, aggiungendo all’equazione anche “un costo competitivo dell’elettricità per le imprese e un mix energetico relativamente verde”. Ma non è tutto qui: godendo anche di una posizione di sicurezza e indipendenza dagli approvvigionamenti esterni, l’America dovrebbe continuare a godere del suo status di luogo preferito per i data center anche nella prossima ondata di costruzione.
Alla luce di tali considerazioni, l’esperto osserva come la priorità di questa fase sia trovare altri luoghi che possano garantire una fornitura stabile ma anche a basso costo e a bassa impatto in termini di CO2. “Il profilo della domanda di energia dei data center di IA e gli impegni di sostenibilità degli hyperscaler sottolineano la necessità di incrementare sia le fonti di energia rinnovabile facili da scalare, che sono di natura intermittente anche in combinazione con l’uso di batterie, sia l’energia di base”, spiega. E quella più ovvia per quest’ultimo scopo è il gas. Per riuscire quindi a soddisfare le stime sul fabbisogno di domani, sarà a suo avviso necessario un forteaumento della capacità di generazione e trasmissione. “Se adottiamo una visione globale e ipotizziamo che il 65% della capacità incrementale sia fornita da solare ed eolico, appare necessario aggiungere circa 250 GW di rinnovabile entro il 2030”, nota.
Il ceo di OpenAI, Sam Altman, ha definito l’approvvigionamento di energia come la “parte più difficile”. Esistono infatti anche diversi colli di bottiglia. Soprattutto tre, secondo Lacey: l’attuale espansione dei data center sta già avendo un impatto negativo sulle reti elettriche perchè induce gli operatori a sospendere le nuove aggiunte; scalare le catene di fornitura per soddisfare le ambizioni degli hyperscaler si sta rivelando complesso; l’aggiunta di capacità incrementale rinnovabile sta diventando un processo sempre più lungo a causa delle crescenti code di connessione alla rete. “In risposta a questi problemi, l’industria pensa soluzioni alternative”, sottolinea però il manager. Che cita il caso di Amazon: “L’azienda ha recentemente annunciato l’acquisto del campus di data center Cumulus da 960 MW in Pennsylvania, una struttura alimentata da una vicina centrale nucleare e che rappresenta una possibile via per il futuro sviluppo di data center con fonti di energia vincolate e non collegate alla rete”, spiega.
Portafoglio: su cosa puntare
Per cavalcare questo trend, l’esperto di Schroders si sta concentrando su società leader del settore che abbiano bilanci sani e un management focalizzato su profitti e crescita del free cash flow per azione. “Gli sviluppatori di energie rinnovabili con un’esposizione sostanziale agli Stati Uniti, come Edpr, dovrebbero beneficiare dell’aumento della capacità di produzione e dei prezzi più elevati per stimolare l’attività”, analizza. Scendendo di un gradino nella catena del valore, la sua attenzione si rivolge ai fornitori di impianti di generazione rinnovabile e attrezzature ausiliarie, orientati a progetti statunitensi su scala pubblica come Vestas o First Solar e Array.
Per massimizzare l’utilità della generazione di energia pulita, secondo Lacey, anche le soluzioni a batteria alimentate dovrebbero registrare un aumento della domanda. Da qui l’idea di puntare su titoli di società che costruiscono le relative celle, come Samsung SDI e CATL (tensioni geopolitiche permettendo). “Infine, aziende come Nexans, i cui cavi vengono utilizzati per collegare i parchi eolici offshore alla costa e per l’espansione delle reti di distribuzione, potranno beneficiare della crescita secolare della capacità dei data center”, conclude.
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