I dati sull’inflazione degli ultimi mesi pregiudicano le performance dell’obbligazionario. Un’evidenza strutturale per l’intero universo del reddito fisso che vale anche per il debito degli emergenti. Ne discutiamo con Mohammed Elmi, emerging market debt portfolio manager per Federated Hermes
Mohammed Elmi, emerging market debt portfolio manager per Federated Hermes
I dati sull’inflazione di quest’anno, fra i più alti degli ultimi 30 anni, pregiudicano le performance dell’obbligazionario. Un’evidenza strutturale valida per l’intero universo del reddito fisso, e, da questo punto di vista, il debito degli emergenti non fa eccezione. Ne discutiamo in questa intervista con Mohammed Elmi, emerging market debt portfolio manager per Federated Hermes.
Inflazione e non solo: gli ostacoli per il debito dei mercati emergenti non sono pochi, almeno sulla carta…come riuscire a trovare bacini di rendimento in questo segmento?
Non c’è dubbio che il debito dei mercati emergenti come asset class abbia attraversato un periodo difficile di recente, con il segmento delle valute forti in calo di circa il 20% su base annua a fronte di significativi ostacoli di natura sia macroeconomica che geopolitica. Tuttavia, il nostro approccio top-down alla selezione dei Paesi ci ha permesso di concentrarci su quei mercati emergenti con i fondamentali più solidi e su quelli che sono meglio posizionati nell’ambito di un percorso di miglioramento del credito e delle tematiche Esg.
Quindi ci sono alcuni Paesi che non risentono dell’aumento dell’inflazione?
In genere, un’inflazione su alti livelli rappresenta un ostacolo strutturale per l’intero universo del reddito fisso, e, da questo punto di vista, il debito degli emergenti non fa eccezione. Tuttavia, poiché oltre il 60% dell’indice JP Morgan Emerging Market Bond Global Diversified (EMBIGD) è composto da esportatori netti di materie prime, un’inflazione elevata e sostenuta dei prezzi delle materie prime gioca a loro favore. La sovraponderazione nei confronti Paesi esportatori di petrolio come Oman, Bahrein e Angola ha dato risultati positivi all’interno del nostro portafoglio. A nostro avviso, la proposta per gli investitori è piuttosto interessante: da un punto di vista del valore e con il segmento high yield degli emergenti che offre un rendimento del 12,8%, il debito emergente rappresenta al momento uno dei pochi bacini di rendimento realmente positivo per gli investitori nel reddito fisso.
Un’esposizione così calibrata non rischia di tralasciare alcuni temi che storicamente hanno supportato l’andamento di quest’asset class?
In linea generale si tratta di un’asset class estremamente versatile, che offre agli investitori da un lato la dose di diversificazione tipica del reddito fisso e dall’altro un reddito e un potenziale di rialzo simile a quello dell’universo azionario, aspetto questo che spiega la maggiore attrattività anche da parte degli investitori azionari. Scendendo nei particolari, inoltre, per gli investitori in cerca di opportunità di apprezzamento del capitale, la principale tesi d’investimento nell’ambito del debito dei mercati emergenti continua a focalizzarsi su un dato di fatto: vale a dire che le economie emergenti cresceranno più rapidamente degli omologhi che rientrano nei mercati sviluppati nell’ambito del ciclo economico in corso. Ciò è dovuto alla convergenza di crescita nel medio-lungo termine tra le economie emergenti e sviluppate. Per chiarire: secondo i dati del FMI e della Banca Mondiale, negli ultimi 20 anni la quota di pil globale dei mercati emergenti è raddoppiata, passando dal 20% al 40%, mentre nello stesso periodo la quota di produzione globale delle economie avanzate è scesa dal 57% al 43%.
E cosa è cambiato adesso rispetto ai primi anni in cui il debito degli emergenti ha iniziato ad intercettare l’interesse degli investitori internazionali?
Un tempo allocazione periferica nell’universo del reddito fisso, oggi il debito dei mercati emergenti non è più una novità. Gli investitori hanno l’abitudine di ricercare un’esposizione all’interno dei loro portafogli obbligazionari core conservando il loro appetito nei confronti dell’asset class anche quando c’è stata un’esplosione delle emissioni che hanno portato ad una valutazione dell’asset class che si attesta oggi a circa 19 miliardi di dollari.
Un esempio?
Dal 1994 il debito dei mercati emergenti è stata una delle asset class migliori per rendimento tra titoli di Stato Usa, gli Investment Grade Usa e gli High Yield dei mercati sviluppati.
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