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Adepp: nel 2021 cala il reddito medio degli associati, mentre aumenta il numero dei pensionati attivi. Al fisco 765 milioni, 530 milioni di prestazioni di welfare
Più iscritti, ma più anziani. È il bilancio 2021 delle Casse di previdenza private, che fa segnare un numero di professionisti salito a quota 1,7 milioni (precisamente 1 milione 699.274), l’1,14% in più rispetto al 2020, di cui il 53% si colloca nella fascia di età 40-60 anni. È quanto emerge dal XII Rapporto annuale dell’Adepp, l’associazione che raccoglie 20 Enti privati, stando al quale il reddito medio degli associati è pari a 35.989 euro, in calo, nell’ultimo anno, del 2,88%.
Casse di previdenza e silver economy
La crescita del numero di iscritti alle Casse di previdenza, si sottolinea nel rapporto, “è dovuta in parte ai nuovi ingressi, in parte all’aumento dell’età di pensionamento e del numero di pensionati che continuano a esercitare l’attività professionale anche dopo il pensionamento”.
Il dossier si sofferma dunque sull’avanzata della cosiddetta silver economy, dal momento che, si legge, “fatto 100 il numero degli iscritti al 2005 si nota come mentre gli iscritti attivi siano aumentati del 26% quello dei pensionati attivi (che continuano ad esercitare la libera professione dopo il pensionamento) è salito di quasi il 160%”.
Aumentano i nuovi iscritti e più della metà sono donne
In base all’analisi demografica dei professionisti iscritti alle Casse previdenziali ed assistenziali aderenti all’Adepp, se si osserva il numero di associati ogni 1.000 abitanti, la media nazionale è 27. “La maggiore densità di professionisti la troviamo nel Lazio, con 31 professionisti ogni 1.000 abitanti”, si legge.
Malgrado la pandemia già in atto, nel 2021 “il numero di nuovi iscritti è aumentato, seppur di poco, rispetto all’anno precedente” e “sono al 52% donne”. Inoltre, considerando soltanto gli under40, le nuove associate “superano i colleghi uomini di quasi il 20%”, recita il documento.
Nel 2021 ‘peso’ fiscale di 765 milioni
Il ‘carico’ fiscale per le Casse è stato pari al valore di 765 milioni di euro nel 2021, e di “530 milioni di prestazioni di welfare” erogate ai professionisti iscritti. Sempre lo scorso anno, poi, il settore ha registrato 11,4 miliardi di entrate contributive, 7,7 miliardi di uscite per prestazioni e, in tutto, 600.000 prestazioni erogate. Le entrate contributive, viene evidenziato nel Rapporto, “sono più che raddoppiate in 17 anni”, mentre “il numero di prestazioni è aumentato del 77% e gli importi erogati del 120%”.
“Casse principale sostegno all’economia reale”
“Credo sia compito primario di questo governo elaborare, finalmente, un indirizzo politico che dia alle Casse il riconoscimento che meritano, perché in 30 anni hanno dimostrato essere il principale sostegno all’economia reale di questo Paese”, ha detto il sottosegretario all’Economia Federico Freni, intervenendo al convegno Adepp. Un riferimento sia alla questione della presenza delle Casse nell’elenco Istat delle amministrazione pubbliche (“si può immaginare che vi restino soltanto ai fini statistici”, essendo organismi privati “che devono restare tali”, ha precisato), sia al Regolamento sugli investimenti del settore “di prossima emanazione”.
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