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Nel 2022 i contenziosi sono diminuiti del 31%, a quota 15.400. Aumentano però quelli legati ai pagamenti digitali. E nei primi mesi del 2023 è boom di esposti sulla rinegoziazione dei mutui
Nel 2022 sono diminuiti i ricorsi all’Arbitro bancario e finanziario, l’organismo indipendente sostenuto dalla Banca d’Italia, che ha riconosciuto ai clienti degli istituti italiani 20 milioni di euro, di cui 17 già restituiti. È quanto emerge dalla relazione annuale dell’Abf, stando alla quale il numero degli esposti è sceso del 31% rispetto all’anno precedente, a quota 15.400. Le segnalazioni a via nazionale sui comportamenti delle banche, finanziarie e altri operatori vigilati nei rapporti con la clientela sono state invece 9.200, anche queste in calo (-6%).
In aumento i contenziosi legati ai pagamenti digitali
In aumento però i contenziosi legati ai pagamenti digitali, a quota 6.300 (11% del totale), con i clienti vittime di utilizzi fraudolenti che hanno visto riconoscersi nove milioni di rimborsi. In netta diminuzione, invece, i ricorsi sui finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio, che restano i più numerosi (23% del totale), e sui buoni fruttiferi postali (-36% rispetto al 2021). Secondo il vice dg della Banca d’Italia, Paolo Angelini, la flessione è dovuta alla “minore litigiosità”, “fenomeno da guardare con favore”.
Tempi più brevi
Il tasso di adesione sulle decisioni Abf è stato del 92%, senza contare gli inadempimenti della cessione del quinto e dei buoni fruttiferi postali, materie sulle quali, viene sottolineato nel rapporto, “rimangono le incertezze nel quadro normativo e giurisprudenziale”. Il 2022 ha segnato anche un abbreviazione dei tempi dei contenziosi all’Arbitro bancario e finanziario. Si è infatti scesi, al netto delle sospensioni, a 120 giorni, ben al di sotto dei 180 previsti dalla normativa. Anche tenendo conto delle sospensioni, la durata media è stata di 140 giorni, sotto il limite di legge.
L’esito dei ricorsi è “stato nella maggior parte dei casi sostanzialmente a favore dei clienti”. Nel 34% dei casi l’Abf ha dato ragione, in tutto o in parte, a loro e nel 18% dei casi la controversia si è chiusa a seguito di un accordo intervenuto tra le parti. Quanto alle caratteristiche dei ricorrenti, il 45% ha tra i 45 e i 64 anni, mentre i giovani rappresentano una quota ridotta (il 14%). Quasi due ricorsi su tre (il 61%) sono stati presentati da uomini e nel 64% dei casi chi ha deciso di intraprendere la strada del ricorso o della segnalazioni risiede al Sud.
Calano gli esposti a Bankitalia, ma aumentano quelli su mutui
Guardando ai primi tre mesi del 2023, spicca l’aumento “significativo” dei ricorsi alla Banca d’Italia relativi alle richieste di rinegoziazione di mutui ipotecari a tasso variabile, collegate all’incremento dei tassi di interesse. Questi sono stati presentati direttamente in via Nazionale, che l’anno scorso ha ricevuto in totale oltre 9.200 segnalazioni sui comportamenti di banche e operatori finanziari vigilati. Il calo, come si diceva, è pari al 6%, ma il numero resta comunque superiore rispetto al quinquennio precedente la pandemia. Il 41% degli esposti presentati in via Nazionale si è concluso con un esito favorevole ai clienti, in tutto o in parte.
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