Per il falco tedesco, l’economia dell’Area sta tenendo e “l’asticella per un ulteriore intervento è molto alta”. Ma il governatore italiano raccomanda: molteplici rischi, l’Eurotower sia flessibile e pragmatico
Isabelle Schnabel, membro tedesco dell’executive board della BCE
“L’asticella per un nuovo taglio dei tassi è molto alta”. Con queste parole la componente del comitato esecutivo della BCE, Isabel Schnabel, ha ridotto le già scarse speranze dei mercati di un’ulteriore limatura del costo del denaro il prossimo 24 luglio. Per l’economista tedesca, considerata uno dei falchi dell’Eurotower, Francoforte si trova infatti “in una buona posizione”, con l’inflazione “proiettata” verso il 2% e le aspettative sui prezzi “ben ancorate”. Più dovish invece l’atteggiamento del collega italiano, il governatore di Bankitalia Fabio Panetta, che dal palco dell’assemblea dell’ABI ha invitato il board dell’istituto centrale europeo a proseguire con l’allentamento monetario se le tendenze disinflattive continueranno a intensificarsi.
Un ‘duello’ a distanza che riflette la spaccatura interna alla BCE, con i falchi che spingono per uno stop e le colombe convinte invece che la crescita economica debba essere ancora supportata, visto il raffreddamento dei prezzi. Questa volta, però, l’ago della bilancia sembra pendere a favore dei primi. E la maggioranza degli operatori, pur senza abbandonare la speranza, prevede che la presidente Christine Lagarde non toccherà i tassinell’ultimo meeting prima della pausa estiva.
Schnabel: l’economia dell’Eurozona sta tenendo
Secondo Schnabel, un ulteriore intervento sarebbe giustificato solo se emergessero segnali di una “deviazione significativa” dell’inflazione dall’obiettivo di medio termine della BCE. E al momento, ha precisato nella sua intervista con Econostream Media, non vede “segnali in tal senso”. Innanzitutto, ha spiegato, non c’è alcun rischio di un carovita persistente al di sotto del target nel medio termine, anche alla luce del fatto che l’inflazione di fondo dovrebbe mantenersi “in linea con l’obiettivo per l’intero orizzonte temporale di proiezione”. L’economista tedesca si attende infatti che “la bassa inflazione dei prezzi dell’energia” sia “probabilmente temporanea” mentre ritiene “esagerato” il timore che un euro forte “eserciti una pressione al ribasso” sull’indice di fondo.
In secondo luogo, ha proseguito, l’economia si sta “dimostrando resiliente” con una crescita del primo trimestre migliore del previsto e con gli indicatori di sentiment, come gli indici PMI, che hanno sorpreso al rialzo. Il tutto mentre la disoccupazione è “ai minimi storici” e l’occupazione in “continua crescita”. “Sembra che l’incertezza stia pesando meno sull’attività economica di quanto pensassimo e, inoltre, ci aspettiamo un forte impulso fiscale che sosterrà ulteriormente l’economia. Quindi, nel complesso, i rischi per le prospettive di crescita nell’Area dell’euro sono ora più bilanciati”, ha concluso.
Panetta: la BCE sia flessibile e pragmatica
Secondo il governatore italiano, invece, la Banca centrale europea dovrebbe continuare ad allentare la sua politica monetaria qualora le minacce alla crescita economica derivanti dalle tensioni commerciali globali e dall’instabilità geopolitica dovessero rafforzare le attuali pressioni disinflazionistiche. “Nei prossimi mesi la politica monetaria dovrà restare improntata a flessibilità e pragmatismo”, ha scandito nel suo intervento. Chiarendo che “il ritorno dell’inflazione all’obiettivo del 2% segna un progresso significativo”, ma che il quadro resta esposto a molteplici rischi. “In questo contesto, sarà fondamentale continuare a valutare di volta in volta le prospettive e i rischi per la stabilità dei prezzi”, ha avvertito.
Per Panetta, le aspettative che indicano un carovita nella Zona euro all’1,4% all’inizio del 2026 con un ritorno al 2% l’anno successivo, sono estremamente incerte. Prova ne è che “si basano su ipotesi relative ai prezzi dell’energia e al tasso di cambio euro-dollaro (due variabili notoriamente volatili) che gli sviluppi delle ultime settimane hanno già superato”. Inoltre, l’incertezza geopolitica in Medio Oriente ha spinto il petrolio oltre i livelli ipotizzati e, al tempo stesso, la moneta unica si è apprezzata ben più del previsto rispetto al biglietto verde.
“Un’ulteriore, significativa fonte di incertezza riguarda i dazi che saranno effettivamente applicati dagli Stati Uniti. Le proiezioni assumono il mantenimento delle misure oggi in vigore, che sottrarrebbero mezzo punto percentuale alla crescita nell’area dell’euro tra il 2025 e il 2027, con effetti contenuti sull’inflazione. Dazi più elevati e un’incertezza prolungata sulle politiche commerciali determinerebbero effetti ben peggiori sulla crescita e potrebbero influenzare le dinamiche inflazionistiche”, ha avvertito. La questione centrale per Penetta, quindi, “è ora se l’attuale livello dei tassi sia adeguato a mantenere l’inflazione in prossimità dell’obiettivo, evitando scostamenti persistenti in entrambe le direzioni”. “Se i rischi al ribasso per la crescita dovessero rafforzare le tendenze disinflazionistiche, sarà opportuno continuare con l’allentamento della politica monetaria”, ha dunque concluso il governatore.
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