Fiducia ai minimi, PIL in contrazione, effetto dazi ed esplosione del debito. Il futuro degli USA sembra essere segnato. Il dollaro? Monticini (Cattolica): “Rimarrà la moneta di riferimento a livello mondiale, ma solo perché mancano concorrenti”
Andrea Monticini, professore di Economia e Finanza all’Università Cattolica
Da locomotiva della crescita, l’America è diventata l’anello debole dell’economia a livello globale. Con il dollaro che sta rischiando di perdere lo status di moneta di riferimento a livello mondiale. I mercati, almeno a giudicare dal loro comportamento, non ci vogliono credere ma gli ultimi dati parlano chiaro: la fiducia dei consumatori è ai minimi dal 2021, mentre quella delle imprese è sotto quella soglia di 50 punti che demarca il confine tra crescita e contrazione. Non solo: nel primo trimestre 2025, il PIL a stelle e strisce è sceso per la prima volta in tre anni e ha fatto registrare una contrazione dello 0,3%. E poi ci sono da considerare i dazi di Trump, avverte Andrea Monticini, docente del Dipartimento di Economia e Finanza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che potrebbero far pensare a “un’imminente debacle dell’economia americana. “Anche nell’ipotesi di tariffe più leggere, le misure commerciali applicate finora sono talmente elevate rispetto a prima che potrebbero provocare un danno enorme”.
Sembrerebbe che tra gli operatori si sia diffusa un’idea, del molto rumore per nulla. A mio avviso, però, stanno prendendo troppo alla leggera la minaccia dei dazi e di una possibile escalation della guerra commerciale. Lo shock che ne deriverebbe non giustifica assolutamente l’atteggiamento dei mercati. E poi è a rischio la stessa democrazia americana.
Cosa intende esattamente?
Che l’amministrazione Trump sta stressando in maniera abbastanza importante le varie istituzioni democratiche del Paese. Questo è evidente e per un risparmiatore estero che vuole investire negli USA rappresenta un campanello di allarme. Eravamo abituati a pensare che gli Stati Uniti fossero il posto più rispettoso delle varie regole democratiche, un sistema di pesi e contrappesi: oggi non è più così. Lo scontro tra la California e l’amministrazione centrale lo testimonia ed è un elemento di particolare attenzione. Non è un caso che il dollaro si stia svalutando. L’insieme di tutte queste tensioni si sta sintetizzando in una fuga da Wall Street, sebbene contenuta per ora, degli investitori stranieri …
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