Dal VI Rapporto Assogestioni-Censis emerge un popolo di italiani desiderosi di investire ma non sempre pronti a farlo. Educazione finanziaria e consulenza le esigenze più concrete per rimuovere i blocchi

La guerra, i mercati, il lungo periodo
Il 2025 si è rivelato finora un anno pieno di avvenimenti rilevanti. Un susseguirsi di eventi da prima pagina, dal liberation day alle drammatiche notizie di sempre nuove zone di conflitto militare che parlano di un mondo sempre più multipolare e frammentato.
I mercati si sono mossi, in alcuni casi di molti punti percentuali, ma nel complesso hanno mantenuto la rotta grazie a dati fondamentali sottostanti che parlano di un’economia globale complessivamente resiliente di fronte all’impossibilità di prezzare i rischi di una guerra commerciale su scala mondiale.
Troppi punti interrogativi perché si tracci un netto cambio di direzione, ma sufficienti per aggiustare un orientamento che nel complesso vede gli investitori rendersi conto che la sovraesposizione agli Stati Uniti e al dollaro ha raggiunto i massimi storici e che l’Europa, in fondo, non è così poco attrattiva.
Ecco che allora l’Unione ha un’ennesima opportunità per rivitalizzare il settore della gestione del risparmio per canalizzare la liquidità ferma sui conti corrente verso l’economia reale. La Savings and Investments Union, oggetto di un approfondimento in questo numero, rappresenta un passo cruciale nella strategia di rilancio della crescita europea. Così come la Direttiva Omnibus che mira a snellire, senza passi indietro, un orientamento alla sostenibilità irreversibile ma che deve essere reso pienamente compatibile con il progresso economico e sociale.
Ulteriore elemento di supporto all’azione è rappresentato dalla dimensione del
risparmio e dall’atteggiamento degli investitori, attuali e potenziali. In questo
numero si approfondiscono le risultanze del sesto Rapporto Assogestioni-Censis che mostrano un esercito di italiani pronti ad allocare capitali nel lungo periodo se affiancati da un’industria in grado di assisterli in modo sempre più puntuale e personalizzato. Un’evidenza mostrata anche dall’ultimo studio Assoreti-TEHA che ha rilevato come l’advisory tricolore abbia attratto 452 miliardi di euro dal 2013 e servito oltre 5 milioni di clienti, stabilendo un vero e proprio record in Europa. Il margine di miglioramento, però, è ancora elevato e vale, rivela lo studio, fino a 2.500 miliardi che potrebbero passare dall’attuale stato di immobilizzazioni a quello di impieghi produttivi sostenendo il PIL del Paese.
Serve allora innovazione, sia in ambito regolamentare e consulenziale, sia in ambito di prodotto e di analisi degli scenari. A completare questo numero ci sono, quindi, un intero dossier dedicato agli ETF per approfondire le opportunità derivanti dalla crescita di questa tipologia di prodotto, sempre più utilizzata da ogni fascia di investitore per le caratteristiche di efficienza, trasparenza e liquidabilità, e una sezione ‘Mercati’ più estesa per analizzare nel dettaglio tutti gli avvenimenti di un bimestre denso e portatore di una dispersione dei rendimenti che, insieme agli immancabili rischi, ha generato una serie non indifferente di possibilità di trovare ritorni interessanti sui mercati. Buona lettura!
Davide Mosca
