I portafogli CORE® adottano tecnologie di machine learning per individuare i titoli più promettenti. Ma sono i gestori a rivedere ogni operazione
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Javier Alarcon Rodriguez, managing director di Goldman Sachs Asset Management
Usare machine learning e tecnologie data-driven per valutare un’enorme platea di società quotate e identificare i titoli di maggiore qualità, sostenute da una serie di fattori che potranno garantirne una buona performance nel lungo periodo. È questa la ricetta descritta da Javier Alarcon Rodriguez, managing director di Goldman Sachs Asset Management, per i portafogli CORE® Equity del gruppo. Un modello che tuttavia non esclude affatto il fattore umano, che resta centrale per verificare i risultati ottenuti attraverso i modelli quantitativi.
Come viene integrato il machine learning nei vostri fondi?
I nostri portafogli CORE® Equity sono il risultato di un processo di investimento che utilizza modelli data-driven per valutare le società quotate di tutto il mondo in maniera oggettiva, identificando quelle di elevata qualità con valutazioni interessanti, che godono di un sentiment positivo sul mercato e che traggono vantaggio dai trend economici globali.
Innanzitutto, selezioniamo le società in base ai temi di qualità dei modelli di business, valutazioni e fondamentali, trend e analisi del sentiment. Utilizziamo inoltre la tecnologia per analizzare e classificare più di 13.000 titoli al giorno in base al loro potenziale di alpha. Infine, prendiamo in considerazione il livello di rischio, sia di portafoglio che di transizione climatica relativo alle società che abbiamo classificato, e puntiamo a minizzare i costi di transazione.
Durante l’intero processo, il nostro team di gestione ha la responsabilità di assicurare che i fattori inclusi nel nostro modello di alpha restino validi e innovativi, e che i portafogli siano adeguatamente dimensionati in funzione delle condizioni di mercato. La tecnologia è quindi il principale strumento per rafforzare conoscenze e capacità di giudizio ma in futuro non potrà sostituire la componente umana considerando che, prima di agire in base alle informazioni generate dai modelli quantitativi, i nostri gestori rivedono ogni operazione, con la possibilità di intervenire durante periodi di tensione per ridurre o contenere il rischio.
Il vostro fondo ha avuto una performance particolarmente buona da un anno all’altro. Qual è la vostra ricetta per ottenere l’Alpha?
Il nostro modello per la generazione di alpha cerca di valutare in modo oggettivo le società quotate di tutto il mondo attraverso temi d’investimento basati sui fondamentali e supportati da valutazioni di tipo economico, utilizzando dati tradizionali e alternativi su un orizzonte temporale d’investimento che va dai sei ai 12 mesi. La nostra filosofia d’investimento si basa su quattro temi principali: business model di elevata qualità, fundamental mispricing, analisi del sentiment di mercato in senso ampio, temi e trend.
Da inizio anno, tutti e sei i nostri portafogli CORE® Equity stanno registrando una performance attiva molto convincente. Mentre l’anno scorso i segnali di investimento riconducibili al pilastro “temi e trend” ci hanno permesso di trarre vantaggio da quelle società che hanno beneficiato del lockdown, all’inizio dell’anno questi segnali si sono rapidamente adattati e ci hanno aiutato a posizionare il portafoglio in linea con i temi legati alla riapertura dell’economia. Ad esempio, il fatto di aver identificato con anticipo le società di spedizioni marittime come le maggiori beneficiarie dell’aumento dell’attività economica globale, ha contribuito notevolmente alla performance di portafoglio grazie al forte aumento dei costi di spedizione.
Mentre il nostro pilastro d’investimento fundamental mispricing ha mostrato una solida performance durante il rally ciclico nel primo trimestre dell’anno, i nostri segnali da high-quality business models sono stati finora forti motori della sovraperformance nel secondo e nel terzo trimestre. In altre parole, quest’anno il GS Europe CORE® Equity Portfolio mostra solidità non solo in termini di rendimento relativo complessivo, ma anche in termini di diversificazione delle fonti di alpha. Quest’ultima, a nostro avviso, è una testimonianza della bontà della nostra filosofia d’investimento che combina informazioni chiave provenienti da fonti di dati tradizionali e alternative per valutare le opportunità d’investimento in modo olistico.
Inoltre, la nostra ricerca globale e il focus sui dati alternativi ci hanno permesso di adottare azioni prudenti di gestione del rischio per tutto il 2021. Per esempio, molti investitori associano il trading frenetico da parte degli investitori retail principalmente all’universo delle small cap statunitensi. Tuttavia, facendo leva su fonti di dati alternative, come il traffico web, abbiamo visto che il fenomeno che vede gli investitori retail guidare i prezzi di alcune azioni si stava diffondendo anche in altre regioni. Di conseguenza, siamo stati in grado di gestire con successo l’evoluzione delle dinamiche relative a questi titoli, detti anche “retail frenzy” nei nostri portafogli CORE® Equity.
Dove vede le migliori opportunità per ottenere rendimenti a lungo termine? Su quali settori vi state concentrando in Europa?
In futuro, in un mercato che probabilmente continuerà ad essere volatile, crediamo che sia importante avere un approccio diversificato che includa sia fattori trend-following che contrarian (come i fundamental mispricing). I nostri fattori “temi & trend” sono stati agili nell’adattarsi alle mutevoli dinamiche di mercato dall’inizio delle dinamiche legate al Covid-19 e hanno contribuito significativamente alla performance. Su questa linea, ci aspettiamo che continuino a contribuire a posizionare adeguatamente i nostri portafogli.
Inoltre, in un contesto caratterizzato dall’inflazione e dalle continue discussioni sul tapering da parte delle banche centrali, vediamo i mercati porre nuovamente una maggiore attenzione sui fondamentali delle aziende in molti Paesi. In questo scenario, con l’aumento dei costi dei fattori produttivi e dell’energia per le aziende, nonché tassi potenzialmente in aumento nel medio termine, identificare le società con modelli di business più strutturati, solidi margini e un forte potere di influenzare i prezzi potrebbe essere vantaggiosa. In linea con quest’ultimo aspetto, vediamo che le preferenze degli investitori si stanno già spostando verso società con bilanci di maggiore qualità e profitti sostenibili che aiutano il nostro pilastro d’investimento high-quality business models.
Tutto questo si riflette anche nel nostro posizionamento registrato a fine agosto, dove il GS Europe CORE® Equity Portfolio detiene un modesto sovrappeso in health care e nelle società di semiconduttori del settore information technology e un sottopeso nelle società di beni di consumo discrezionali.
Come vengono inclusi i fattori Esg all’interno del vostro portafoglio?
Integriamo i fattori Esg nei nostri processi di investimento sia come fonte di alpha, nel breve e medio termine, per riflettere la loro importanza nella selezione dei titoli, sia come orientamento strategico verso le questioni climatiche, in modo da riflettere la nostra visione di lungo termine sull’impatto del rischio di transizione climatica (il rischio associato ai cambiamenti nelle preferenze dei consumatori, in termini tecnologici e normativi).
I nostri fattori relativi ai temi Esg sono integrati nel nostro processo di selezione dei titoli di tipo bottom-up basato su criteri quantitativi. Questi includono la quantità di risorse ambientali impiegate per produrre un’unità di output (E, fattore ambientale), l’utilizzo di tecniche di machine learning per valutare il grado di soddisfazione dei dipendenti e la cultura aziendale attraverso recensioni e valutazioni (S, fattore sociale) e l’analisi della qualità percepita della governance di un’azienda utilizzando fonti di dati che analizzano diversi media, stakeholder e pubblicazioni di terze parti (G, fattore relativo alla governance).
Già nel 2020 abbiamo intensificato il focus su come i cambiamenti climatici potrebbero influenzare i nostri portafogli nel lungo termine. Di conseguenza, abbiamo introdotto un orientamento strategico più focalizzato sulle questioni climatiche all’interno del processo di costruzione del portafoglio in tutti i fondi gestiti dal team Equity Alpha, riducendo l’intensità delle emissioni miste (una misura delle emissioni attuali) e delle riserve (una misura delle emissioni future) di almeno il 25% rispetto al benchmark. Riteniamo che la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in futuro potrebbe diventare un fattore ancora più importante nel determinare l’attrattività delle aziende.
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