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L’articolo è pubblicato su FocusRisparmio Magazine di luglio-agosto 2022 dal titolo “La grande rotazione”, disponibile in versione digitale al seguente link.
Le grandi istituzioni finanziarie transnazionali, banche d’affari e fondi d’investimento rivedono al ribasso le stime di crescita dell’economia globale. Si teme uno scenario stagflazionistico in stile anni ‘70
I venti di guerra e il ritorno di un clima da Guerra fredda dal punto di vista geopolitico impongono agli operatori finanziari di tutto il mondo di rivedere le stime di crescita future e adattare di conseguenza le strategie di investimento. Fra le prime a rivedere le proprie proiezioni sull’economia globale sono state le grandi istituzioni finanziarie transnazionali. Nel suo ultimo report, il Fondo monetario internazionale proietta una crescita del pil globale del 3,6% sia per il 2022 che per il 2023, numeri inferiori, rispettivamente, dello 0,8 e dello 0,2 per cento rispetto alle precedenti stime di gennaio. “Il ribasso delle stime riflette lo scoppio del conflitto russo-ucraino e gli effetti spillover sull’economia globale” spiegano.
Le proiezioni degli economisti Ocse sono ancora meno ottimistiche. La crescita del pil mondiale di quest’anno, che a dicembre scorso era stimata a quasi il 4,5%, nell’ultimo report di giugno viene vista di poco superiore al 3%. “Il prezzo della guerra scatenata dalla Russia sarà pagato attraverso redditi reali inferiori e minori opportunità di lavoro”, scrivono gli economisti. Per la Banca Mondiale lo scenario è ancora meno roseo con una crescita dell’economia mondiale stimata sotto al 3% quest’anno.
Anche per quanto riguarda i mercati finanziari, gli economisti e gli strategist di fondi d’investimento e banche d’affari si sfidano nel disegnare possibili scenari e futuri sentieri che economie e mercati potrebbero imboccare. Fra i numerosi rischi che potrebbero far deragliare ulteriormente quella che è ormai una ripresa precaria, emerge in particolare la possibilità di un’inflazione globale ostinatamente elevata accompagnata da una crescita anemica. Una situazione che a molti ricorda la stagflazione vissuta negli anni Settanta del secolo scorso.
Europa: recessione in vista
Fra i report più recenti analizzati da FocusRisparmio, particolarmente interessante è quello formato dagli analisti della giapponese Nomura: “[…] sosteniamo che la narrazione (per l’Europa) debba cambiare, passando a una vera e propria recessione.” si legge nella nota diffusa a inizio luglio. I motivi citati dagli analisti sono molteplici: in primis la recessione negli Stati Uniti, il più importante partner commerciale dell’Europa; seguono fra le motivazioni elencate l’esposizione diretta alle conseguenze della guerra in Ucraina, soprattutto l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dell’energia; il deterioramento delle condizioni finanziarie e, come conseguenza di tutto ciò, l’indebolimento del sentiment di imprese e consumatori.
E’ possibile leggere l’articolo integrale alle pagine 58-59 di FocusRisparmio Magazine di luglio-agosto 2022, disponibile in versione digitale al seguente link.
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