Nel T. Rowe Price 2025 Global Market Outlook la parola d’ordine è incertezza: per il fenomeno inflazionistico e le politiche fiscali, ma le previsioni degli esperti restano ottimistiche specialmente sull’azionario tematico
Blerina Uruçi, Chief U.S. Economist, Fixed Income di T. Rowe Price
Se il tasso di disoccupazione aumenta di mezzo punto percentuale, storicamente l’economia statunitense sta per entrare in recessione o una recessione è già iniziata. È ciò che Blerina Uruçi, Chief U.S. Economist, Fixed Income di T. Rowe Price definisce la “regola di Sam”. Stando al costrutto, la recessione dovrebbe essere iniziata nell’estate di quest’anno, ma è la stessa Uruci a osservare che invece “l’economia statunitense ha continuato a crescere sopra la media. E in realtà, il tasso di disoccupazione è sceso”. Lo scenario, quindi, è quello di un’economia che riesce a mantenere un alto livello occupazionale in accoppiata con un aumento dell’offerta di lavoro.
Per quanto riguarda l’inflazione, invece, Uruçi ci tiene a sottolineare che “la Fed e altre banche centrali dei mercati sviluppati hanno fatto enormi progressi nel ridurre l’inflazione dal picco del 2022”. L’effetto, spiega l’esperta, si vede bene sui prezzi dei beni di consumo in America. Al contrario dei servizi, che come racconta, continuano “a correre sopra i trend pre-pandemia”.
In generale, le misure in America sono servite a ridurre il fenomeno inflazionistico anche nel 2024, ma per il 2025 l’esperta non vede un proseguimento del processo, anzi: “vedo più sfide e incertezze riguardo alla direzione dell’inflazione il prossimo anno”, afferma. “Prima di tutto, perché non ci saranno più gli effetti base positivi sui beni core. Ma abbiamo anche un po’ più di incertezza su cosa succederà alla politica commerciale, alle tariffe e su come questo influenzerà i prezzi al consumo.”
Lato Fed, la previsione di Uruci è quella sicuramente di un altro taglio di interesse di 25 punti base a dicembre di quest’anno. “Abbiamo avuto un’economia con tassi di interesse superiori al 5% per un anno e mezzo. Durante questo periodo, la crescita potenziale è stata in linea con le aspettative. Il tasso di disoccupazione è stato ai minimi storici e l’inflazione è scesa, ma non completamente fino al target. Questo mi suggerisce che forse nel 2025 la Fed potrebbe non essere costretta a tagliare ancora”. La previsione del tasso terminale per i tassi d’interesse dell’esperta si attesta “leggermente sopra il 3,5%”.
Questioni da obbligazionario
Ken Orchard, head of International Fixed Income Portfolio Manager di T. Rowe Price
“Siamo in un nuovo regime economico o macroeconomico e ce ne accorgiamo osservando i rendimenti reali”, ovvero i rendimenti sui titoli di stato legati all’inflazione, come i TIPS (Treasury Inflation-Protected Securities), al netto della componente inflazionistica, afferma Ken Orchard, head of International Fixed Income Portfolio Manager.
“I rendimenti reali oggi sono molto più alti rispetto a quando è iniziato il recupero. Perché succede questo?”: per Orchard i fattori sono diversi, ma la variabile di maggior peso è sicuramente la politica fiscale. Gli esperti della società, stando alle parole di Orchard, prevedono possa essere espansiva a livello globale e non solo negli Stati Uniti. Ma non solo fiscalità, ci sono anche altri fattori che influenzano i rendimenti reali, spiega: la volatilità dell’inflazione, la credibilità della politica monetaria, i modelli di risparmio globali.
Tutti fattori che hanno subito un forte cambiamento negli ultimi cinque anni e che insieme al fattore demografico stanno abbozzando “il passaggio da un mondo di grande risparmio globale a un mondo di maggiore dis-savings (disaccumulo) e spingendo i rendimenti reali al rialzo”.
In generale le aspettative per i mercati obbligazionari nel 2025 sono positive, benché l’esperto preveda “una sotto-performance del credito rispetto ai titoli di Stato, almeno nella prima metà del prossimo anno”. Attenzione della società verso settori che tendono a essere stabili, come prestiti bancari e credito cartolarizzato.
Jennifer Martin, Global Equity Portfolio Specialist di T.Rowe Price
Per quanto riguarda l’azionario, invece, intelligenza artificiale e salute sono i due temi che secondo Jennifer Martin, Global Equity Portfolio Specialist della società, saranno protagonisti del 2025. “Questi due temi hanno dominato i mercati globali negli ultimi 12-24 mesi e rappresentano cambiamenti enormi con cui stiamo navigando” afferma Martin.
“Entrambe”, continua, “hanno un mercato potenziale enorme, alte barriere all’ingresso a causa degli elevati investimenti in capitale (CapEx) e della proprietà intellettuale (IP). E entrambe sono vincolate dalla capacità, vendendo tutto ciò che riescono a produrre”. Chiaro è che, specifica l’esperta, sia i nuovi farmaci che software e applicazioni di AI sono in fase di evoluzione, ma è un’area che i gestori attivi stanno già monitorando.
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Nelle aree di interesse relative alla salute occhi puntati su i farmaci GLP-1 usati per trattare il diabete di tipo 2. “La grande scoperta”, spiega Martin, “è stata che questi farmaci possono anche trattare l’obesità. Il mercato ha creato qualcosa di ampiamente applicabile, ovviamente oltre il diabete, ecco perché pensiamo che questo possa essere qualcosa di particolarmente interessante”.
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