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La stima di espansione per l’Eurozona passa dall’1,2% allo 0,9%. Carovita al 3%. Roma ultima: PIL +0,5% e debito in aumento. Dombrovskis: “Flessibilità? Necessaria prudenza fiscale”
Crescita in decisa frenata e balzo dell’inflazione. Le previsioni di primavera della Commissione europea, le prime dopo lo scoppio della guerra in Medio Oriente, suonano l’allarme rosso. Lo shock energetico causato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz si sta infatti abbattendo pesantemente sulle economie di tutti i Paesi UE, con l’Italia tra i più colpiti, e anche se per ora non si intravede una recessione all’orizzonte, i rischi sono orientati al ribasso. “C’è un grado eccezionalmente elevato di incertezza”, ha spiegato il commissario per l’Economia, Valdis Dombrovskis, che ha sottolineato come sull’energia “la finestra per una normalizzazione delle condizioni di approvvigionamento si stia restringendo”.
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Giù le stime di crescita, su quelle di inflazione
Secondo Bruxelles, i Ventisette cresceranno quest’anno dell’1,1%, 0,3 punti percentuali meno di quanto stimato a novembre scorso. L’Eurozona si fermerà invece a +0,9%, dall’1,2% della precedente previsione. La situazione dovrebbero migliorare nel 2027, quando il PIL è visto salire rispettivamente dell’1,4% (dall’1,7%) e dell’1,2% (dall’1,4%). Nel frattempo, i prezzi continueranno a correre e il carovita è atteso nei due anni al 3,1% e al 2,4% per l’intera Unione e al 3% (da 1,9%) e al 2,3% (dal 2%) nell’Area euro.
Italia maglia nera
Peggio di tutti farà l’Italia. Secondo Bruxelles, l’economia tricolore si espanderà dello 0,5% nel 2026, meno dello 0,8% previsto in autunno, e dello 0,6% nel 2027, mettendo a segno il risultato peggiore del Continente. Il deficit dovrebbe rimanere al 2,9% nel biennio, ma il debito continua a pesare come un macigno ed è atteso salire dal 138,5 al 139,2% del PIL. Quest’ultimo è il dato più alto della UE e conferma il sorpasso sulla Grecia, che nel 2027 si fermerà al 134,4%. Intanto, l’inflazione è vista schizzare del 3,2% quest’anno e dell’1,8% il prossimo. Oltre al caro-energia, secondo la Commissione, pesano sul nostro Paese anche le tariffe di Trump. L’impatto dei dazi USA e le interruzioni in alcuni mercati di esportazione dovute al conflitto in Medio Oriente, si legge nel documento, “dovrebbero peggiorare ulteriormente le prospettive dell’export di beni”. Inoltre, i consumi privati “sono destinati a rallentare” per effetto della riduzione del reddito disponibile reale, mentre gli investimenti “dovrebbero frenare rispetto al 2025” a causa delle tensioni geopolitiche e dell’aumento dei tassi d’interesse. Bruxelles sottolinea infine che il PNRR “continua a sostenere gli investimenti in infrastrutture e attrezzature”.
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Mele Germania e Francia, vola la Spagna
Situazione grigia anche per Francia e Germania. La crescita di Berlino quest’anno metterà a segno un modesto +0,6%, per poi risalire a +0,9% nel 2027. Parigi invece dovrà accontentarsi di un +0,8% in entrambi gli anni. Prima della classe resta la Spagna, il cui Pil quest’anno correrà del 2,8%, poco sotto il 2,9% stimato a novembre.
Due aumenti dei tassi quest’anno
Quanto all’inflazione, la Commissione prevede che la Banca centrale europea dovrà procedere con “due o forse tre” ulteriori aumenti di 25 punti base dei tassi nel corso del prossimo anno. “Si prevede che la BCE adotti un irrigidimento prudente del proprio orientamento di politica monetaria nei prossimi mesi”, si legge. Tuttavia, per gli economisti di Bruxelles, l’inasprimento sarà meno marcato rispetto a quello del 2022, riflettendo “il più contenuto impatto macroeconomico previsto per l’attuale shock”.
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Dombrovskis: “Flessibilità? Necessaria prudenza fiscale”
Quanto alla proposta del governo Meloni di estendere all’energia la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità per la difesa, Dombrovskis ha detto di star valutando la proposta, ma ha ribadito l’importanza della “prudenza fiscale” per i Paesi ad alto debito. “Stiamo valutando le opzioni di politica economica per quanto riguarda la nostra risposta alla crisi energetica, quali elementi possano essere sul tavolo”, ha affermato. Aggiungendo che “finanze pubbliche solide sono risorse essenziali per preservare la stabilità macroeconomica in un mondo sempre più imprevedibile e difficile”. “Dobbiamo restare vigili e salvaguardare la sostenibilità fiscale nel contesto dell’attuale shock energetico”, ha concluso, rimarcando che l’UE “deve imparare dalle crisi passate mantenendo temporanee e ben mirate le misure di sostegno fiscale a favore delle famiglie vulnerabili e delle imprese”.
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