Dal rafforzamento del ruolo dell’ESMA ai gruppi europei di gestione, il confronto al Salone del Risparmio tra istituzioni e industria sul nuovo pacchetto UE
Ridurre la frammentazione normativa, rafforzare il mercato dei capitali europeo e creare le condizioni per la nascita di veri campioni continentali del risparmio gestito. È questa la direzione tracciata dal provvedimento normativo noto come Market Integration and Supervision Package (MISP), il pacchetto europeo che si inserisce nel più ampio progetto della Savings and Investments Union e che punta a costruire un mercato finanziario non solo integrato ma anche più competitivo ed efficiente. Eppure, tra interessi confliggenti degli attori coinvolti e ostacoli geopolitici, i nodi da sciogliere perchè l’obiettivo possa realizzarsi non sono pochi. Alla conferenza organizzata da Assogestioni durante la seconda giornata del Salone Salone del Risparmio, operatori e rappresentanti delle istituzioni si sono confrontati per capire come fare.
Lucio De Gasperis, presidente del comitato Regolamentazione e Fiscalità dell’Associazione
Ad aprire il confronto sul tema è Lucio De Gasperis, presidente del comitato Regolamentazione e Fiscalità dell’Associazione. De Gasperis ha descritto il nodo strutturale da sciogliere: “Per lungo tempo l’Europa ha convissuto con il paradosso di vantare un elevato livello di tutela e sofisticazione normativa ma scontare anche un eccesso normativo e una persistente frammentarietà che hanno rappresentato uno dei principali ostacoli allo sviluppo di un mercato dei capitali realmente integrato e competitivo su scala globale”. Secondo l’esperto, perciò, il nuovo pacchetto segna un cambio di passo importante rispetto al passato: “Non si tratta semplicemente di un nuovo tassello nel mosaico regolamentare dell’Unione ma del tentativo di costruire un sistema finanziario realmente integrato”. Tra gli obiettivi prioritari indicati figurano l’armonizzazione delle regole, il potenziamento del passaporto europeo per il risparmio gestito, la riduzione degli oneri amministrativi e regolamentari e il rafforzamento del ruolo dell’ESMA.
Vigilanza europea e timori di sovrapposizione
Nicola Mango, dirigente del Dipartimento del Tesoro del MEF
Un altro tema centrale indicato dai presenti riguarda di certo la necessità di superare le divergenze applicative tra Stati membri. Nicola Mango, dirigente del Dipartimento del Tesoro del MEF, ha spiegato che “la frammentazione derivante dall’applicazione delle stesse regole comporta costi espliciti ma anche costi impliciti di maggiore incertezza e possibili arbitraggi regolamentari”. Da qui la richiesta di “un’applicazione coerente e non frammentata” delle norme europee. Uno dei punti più delicati del pacchetto ha a che fare, infatti, con il nuovo equilibrio tra autorità nazionali ed ESMA. Sul tavolo c’è il rafforzamento dei poteri dell’autorità europea dei mercati, ma istituzioni e operatori chiedono che questo non si traduca in una duplicazione delle strutture di controllo. Mango ha sottolineato la preferenza italiana per modelli di cooperazione rafforzata tra autorità: “Occorre naturalmente individuare una soluzione che coinvolga senza dubbio un rinnovato e più forte ruolo dell’ESMA ma valorizzando le strutture delle autorità nazionali”.
Andrea Turi, responsabile della Divisione Vigilanza Intermediari e Protezione Investitori di Consob
L’ipotesi indicata è quella dei supervisory college (collegi permanenti di supervisione, ndr) capaci di creare “una cultura di vigilanza uniforme”. Sulla stessa linea anche Andrea Turi, responsabile della Divisione Vigilanza Intermediari e Protezione Investitori di Consob, secondo cui il sistema delineato dalla proposta europea rischia di aggiungere “un layer successivo di vigilanza” senza uniformare davvero gli approcci. “In un contesto così dinamico come quello attuale è necessario conformare ex ante l’azione di vigilanza delle autorità nel modo più efficace possibile”, afferma.
Ma restano elementi da chiarire sul marketing
Piuttosto critica, poi, la posizione di Consob sul trasferimento della vigilanza sulle comunicazioni di marketing dall’autorità del Paese ospitante a quella del Paese d’origine del gestore. “Si tratta di messaggi che vengono definiti per la lingua, per le specificità e per il target di clientela avendo a mente il territorio dove saranno diffuse”, ha osservato Turi. Per questo, “allontanare la competenza dall’autorità più vicina rischia di rendere il sistema poco efficace”. La preoccupazione di Consob è che il nuovo modello finisca per moltiplicare i passaggi burocratici: in presenza di comunicazioni scorrette rivolte al mercato italiano, l’autorità nazionale dovrebbe infatti attivare procedure di coordinamento con ESMA e con l’autorità estera competente con il risultato di allentare gli interventi. Dietro il confronto tecnico emerge anche una questione strategica per il sistema italiano del risparmio gestito, storicamente caratterizzato da una forte presenza di prodotti esteri. “Noi siamo grandissimi importatori di fondi: su 15mila prodotti collocati in Italia, l’80% è di diritto estero”, ricorda Turi, sottolineando come l’equilibrio tra integrazione europea e tutela del mercato domestico rappresenti un tema cruciale per l’industria nazionale. Nonostante le criticità, il giudizio complessivo sul percorso europeo resta comunque positivo. “Il fatto che sia stato riconosciuto che il risparmio gestito possa essere un motore europeo è senza dubbio un messaggio positivo”, afferma Mango, ricordando anche “la velocità impressionante” con cui il negoziato sta avanzando a Bruxelles.
Pierluigi Martino, Group General counsel and Corporate secretary di Generali Investments
Dal confronto con gli operatori, chiamati sul palco da Roberta D’Apice, direttrice Affari Legali e Regolamentari di Assogestioni, emerge con forza la richiesta di un quadro normativo più moderno e coerente con le trasformazioni tecnologiche del settore. Pierluigi Martino, Group General counsel and Corporate secretary di Generali Investments, invita il legislatore europeo a essere “più ambizioso”, anticipando le evoluzioni legate all’intelligenza artificiale e alla tokenizzazione dei fondi. “Dovremmo cercare di anticipare il futuro” ha affermato, evidenziando il rischio che ogni Paese sviluppi regole differenti, alimentando nuova frammentazione.
Matteo Benzoni, responsabile Compliance & AML di Eurizon Capital SGR
Uno dei temi più apprezzati dall’industria è l’introduzione del concetto di “gruppo europeo di gestori”, considerato uno strumento decisivo per semplificare l’operatività transfrontaliera. Matteo Benzoni, responsabile Compliance & AML di Eurizon Capital SGR, spiega come la misura sia “uno degli aspetti più significativi di questo pacchetto di riforma”, perché potrebbe consentire “una significativa semplificazione” e favorire “efficienza interna” e “valorizzazione delle competenze specialistiche”.
Stefano Sansone, vice direttore generale e head of Strategy, Finance & Control di Amundi SGR
Anche Stefano Sansone, vice direttore generale e head of Strategy, Finance & Control di Amundi SGR, parla di “novità assolutamente importante”, sottolineando come il nuovo modello potrebbe favorire “una più libera organizzazione” delle competenze a livello europeo e concentrare gli investimenti tecnologici evitando “dispersioni di risorse”. Sul fronte competitivo resta però il timore che un eccesso di regolazione finisca per penalizzare gli operatori europei rispetto ai grandi gruppi statunitensi.
Pierluigi Giverso, condirettore generale di Anima Holding
Pierluigi Giverso, condirettore generale di Anima Holding, ricorda, infatti, che “tra i primi 25 operatori globali, 19 sono americani”, mentre l’Europa continua a soffrire frammentazione e asimmetrie normative. Da qui l’appello a un approccio più pragmatico e proporzionato. Una condizione ritenuta essenziale per sostenere competitività, innovazione e sviluppo del mercato europeo del risparmio gestito.
La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) interviene in modo rilevante sulla disciplina della previdenza complementare, incidendo sia sul piano regolamentare sia su quello fiscale. Sul tema è intervenuta Assogestioni con la circolare n. 15 dell’11 marzo 2026, che fornisce i primi chiarimenti e sofferma in particolare sugli aspetti fiscali applicativi di maggiore incertezza
L’Associazione accoglie con favore il Market Integration and Supervision Package della Commissione UE, riconoscendone l’obiettivo di rafforzare l’efficienza del mercato unico del risparmio gestito e ridurre le barriere operative. Ma nel Position Paper inviato il 16 marzo, sottolinea come le misure proposte non siano ancora sufficienti a garantire una piena integrazione del settore a livello europeo
La creazione di una vera Unione del risparmio e degli investimenti rappresenta oggi una priorità strategica per l’Unione europea, in una fase caratterizzata da ingenti fabbisogni di capitale legati alla transizione digitale, ambientale e sociale e al rafforzamento della competitività del sistema economico
Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del Regolamento Delegato (UE) 2025/532 sul subappalto di servizi TIC a supporto di funzioni essenziali o importanti, avvenuta lo scorso luglio, si è completato il quadro normativo europeo in materia di resilienza operativa digitale. Si tratta dell’ultimo tassello dell’impianto regolatorio delineato dal Regolamento (UE) 2022/2554 – il DORA (Digital Operational Resilience Act) – e dalle numerose misure delegate e di esecuzione, oltre che dagli orientamenti e chiarimenti forniti dalle Autorità europee di vigilanza
Con la Comunicazione del 19 marzo sulla SIU, Bruxelles propone di incrementare competitività e resilienza del sistema finanziario UE. Dall'Associazione dieci assi strategici di riforma per promuovere un’industria del risparmio gestito più integrata, innovativa e competitiva
La proposta della Commissione europea per semplificare la normativa ESG ha l’obiettivo di coniugare competitività e transizione verde. Assogestioni chiede semplificazione, ma senza arretramenti
L’associazione europea degli asset manager pubblica un report sulla tokenizzazione dei fondi e parla di “opportunità strategica per l’industria”. Ma serve agire in fretta. Inserite anche proposte concrete per allineare i quadri normativi alle sfide della finanza digitale. Liquidità, armonizzazione legislativa e fondi monetari il focus
Sul palco del Salone del Risparmio c’è anche il futuro della sostenibilità. Secondo Feliciani (Bei), la transizione green non è solo un obiettivo ambientale ma anche uno snodo strategico per la competitività UE
L’Authority europea invita a considerare siti e app basati sull’intelligenza artificiale come una delle tante fonti informative. E a diffidare da chi assicura guadagni facili: i rischi sono numerosi
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