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Secondo una ricerca di Nielsen per Prima Assicurazioni, Chatbot e modelli generativi iniziano a entrare nelle scelte dei consumatori. Confronti tra prezzi e chiarimenti su espressioni o termini contrattuali gli usi più diffusi. Ma fiducia verso questi strumenti resta limitata. Con implicazioni anche per le compagnie
Non solo indici azionari. L’intelligenza artificiale inizia a ritagliarsi uno spazio anche nel mercato delle polizze auto e moto. Sebbene la maggioranza degli italiani continui a preferire canali tradizionali e supporto umano, quasi un consumatore su cinque ha infatti già sperimentato strumenti come ChatGPT o Gemini per orientarsi nella scelta di una copertura assicurativa. È quanto emerge da una ricerca realizzata da Nielsen per Prima Assicurazioni, nella quale si evidenzia come l’adozione degli algoritmi all’interno del comparto sia ancora agli inizi ma stia progressivamente entrando nelle abitudini degli utenti.
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L’AI come consulente per confrontare offerte e comprendere le clausole
Secondo l’indagine, che è stata effettuata su un campione di oltre 1.000 responsabili d’acquisto di prodotti assicurativi, il 17,8% degli italiani ha utilizzato almeno una volta piattaforme di intelligenza artificiale per ottenere informazioni relative alle polizze motori. L’impiego più diffuso riguarda il confronto tra prezzi, garanzie e caratteristiche dei prodotti: il 9,7% degli intervistati dichiara infatti di aver sfruttato questi strumenti per individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Un ulteriore 6,8% si è invece rivolto all’AI per chiarimenti su termini tecnici e condizioni contrattuali, ad esempio per comprendere il funzionamento di franchigie e scoperti o altre clausole spesso considerate complesse. Più limitato, ma già presente, l’utilizzo nelle attività operative: si attesta infatti al 3,6% la quota di chi ha chiesto supporto per pratiche legate a sinistri, rimborsi, procedure di disdetta.
Fiducia ancora da costruire
Nonostante questi primi segnali di interesse, il rapporto tra consumatori e algoritmi nel settore resta caratterizzato da una forte cautela. Il 63,6% del campione esprime infatti una valutazione negativa sull’utilizzo dell’AI come strumento di supporto all’acquisto o alla gestione delle polizze. Tra i motivi principali emerge la preferenza per fonti considerate più affidabili: il 33,3% continua a fare riferimento ai siti ufficiali delle compagnie o ai comparatori online, mentre il 19,7% preferisce il confronto diretto con il proprio agente assicurativo. A pesare è anche il tema dell’attendibilità delle informazioni, con il 18,6% che valuta le risposte generate non ancora sufficientemente affidabili per affrontare decisioni sulla protezione del patrimonio.
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Un percorso simile a quello dell’assicurazione online
Il quadro delineato dalla ricerca ricorda le dinamiche osservate negli anni passati in relazione alla diffusione delle assicurazioni digitali. Anche allora, l’adozione iniziale era stata accompagnata da diffidenza e richieste di maggiore trasparenza prima che il canale online diventasse una modalità consolidata di acquisto per milioni di consumatori. Secondo Andrea Balestrino, country manager Italia di Prima Assicurazioni, l’evoluzione dell’AI seguirà probabilmente un percorso analogo. Il manager ha infatti sottolineato come la diffusione di queste tecnologie dipenderà dalla capacità di dimostrare “utilità concreta”, “semplicità d’utilizzo” e “valore reale per gli utenti”.
Dall’assistenza al cliente all’efficienza operativa
Per il gruppo assicurativo, il potenziale dell’intelligenza artificiale va quindi oltre il semplice supporto informativo ai consumatori. Tanto è vero che lo stesso Balestrino ha evidenziato come gli algoritmi stiano diventando un fattore sempre più rilevante per migliorare l’efficienza dei processi interni, accelerare le attività operative e ridurre i tempi di risposta. La sfida, secondo il manager, consiste semmai nell’integrare queste tecnologie nei processi quotidiani sena ridurre gli standard di qualità del servizio o rimetterci in termini di trasparenza e assistenza. Un approccio che punta a trasformare questa tecnologia da semplice innovazione a strumento concreto per migliorare l’esperienza dei clienti e supportare il lavoro degli operatori del settore.
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