Il Pmi composito dell’Eurozona raggiunge i massimi degli ultimi 15 anni: “La fiducia sta tornando anche nei segmenti maggiormente colpiti dalla crisi”. Ne è convinto Blackbourn (Janus Henderson Investors)
Oliver Blackbourn, multi-asset portfolio manager di Janus Henderson Investors
L’indice composito Pmi dell’Unione europea è salito a giugno oltre le stime a 59,2 punti rispetto ai 58 previsti. Si tratta del valore più alto degli ultimi 15 anni.
In rialzo la componente dell’indice relativa alla manifattura (63,1 contro 62,3 punti attesi), mentre l’indice dei servizi è salito in linea con le previsioni a 58 punti.
“Il sondaggio sulla Pmi dell’Eurozona ha registrato un’altra impennata, conseguenza del calo delle infezioni e dell’implementazione delle campagne vaccinali”, commenta Oliver Blackbourn, multi-asset portfolio manager di Janus Henderson Investors.
“Ad oggi, circa il 50% della popolazione ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino – spiega l’esperto – e la fiducia sta tornando anche nei segmenti maggiormente colpiti dell’economia dell’eurozona”.
Le maggiori iniezioni di fiducia si riscontrano in Germania, dove il sondaggio ha restituito un importante incremento di cinque punti nelle risposte relative al settore dei servizi. “Con un’imponente espansione del proprio settore manifatturiero, le stime di consensus su una crescita del 9% su base annua non appaiono irraggiungibili per la più grande economia dell’Eurozona”, aggiunge Blackbourn.
L’esperto di Janus Henderson evidenzia che, in linea con i vincoli che hanno costretto le catene di fornitura globali, il sondaggio rileva significativi arretrati negli ordini. “Le scorte attuali vengono prosciugate con la progressione del recupero: la crescita su base annua dovrebbe raggiungere la doppia cifra nel secondo trimestre. L’aumento dei costi dei fattori produttivi, compresa una componente chiave come la crescita dei salari, continuerà a creare grattacapi alle Banche centrali, preoccupate dagli effetti di un’offerta a collo di bottiglia e degli stimoli fiscali sulle prospettive di medio termine per l’inflazione. Evidenze importanti prevedono un percorso al rialzo per i tassi di interesse, ma qualsiasi incremento rimane molto lontano e le valutazioni di mercato suggeriscono che i tassi faticheranno a tornare a 0 nei prossimi 5 anni”, chiosa l’esperto della casa di gestione.
In questo quadro, l’euro si è leggermente rafforzato nei confronti del dollaro, progressivamente con la pubblicazione dei risultati del sondaggio. “I dati non sono stati sufficienti a innalzare i rendimenti dei bund tedeschi, anche se si è verificato un certo restringimento degli spread sul debito spagnolo e italiano, data la risposta trasversale riscontrata in tutta la regione”, conclude.
I rendimenti dei prodotti di previdenza complementare sono stati negativi nel 2022, per effetto delle forti turbolenze dei mercati finanziari. Quali sono i fondi pensione aperti che più hanno contenuto le perdite e quali i migliori per perfomance a 5 anni
I dati diffusi oggi da Assogestioni hanno confermato l’impatto delle continue turbolenze di mercato sull’andamento di patrimonio e flussi nel secondo trimestre. Tuttavia, al giro di boa di metà anno il bilancio sulla raccolta resta positivo, a dimostrazione della resilienza dell’industria. Pir e fondi sostenibili poco mossi. Le gestioni di portafoglio arrancano.
Negativa ma stabile la raccolta netta del mese, con deflussi per circa un miliardo. Si acuisce l’effetto mercato. Prosegue l’emorragia dai fondi obbligazionari, ma resiste l’appeal degli azionari
Nel 3° Rapporto Assogestioni-Censis (maggio 2022) emerge che più della metà dei risparmiatori vorrebbe investire in prodotti come fondi comuni, gestioni patrimoniali, fondi pensione
I dati della Mappa mensile Assogestioni di maggio confermano la rotazione fra le asset class in atto da inizio anno: gli italiani investono 2,5 miliardi nei fondi azionari e continuano a disinvestire dai prodotti obbligazionari. La raccolta netta complessiva dell’industria nel mese è negativa per 1,2 miliardi
La top ten dell’asset management mondiale non vede variazioni nelle prime quattro posizioni. Amundi è l’unico player europeo fra i primi dieci. Nel 2021 superati i 100mila miliardi di masse gestite per la prima volta nella storia di questa industria
Sulla raccolta di aprile pesano le oscillazioni delle gestioni istituzionali, ma i fondi aperti continuano a beneficiare della fiducia dei risparmiatori e mettono a segno il 25° mese consecutivo di flussi positivi. La volatilità non intacca la preferenza per il comparto azionario
Fra gennaio e marzo la raccolta dei gestori presso gli investitori istituzionali è stata trainata dai fondi pensione. In particolare, si legge nella Mappa trimestrale di Assogestioni, da preesistenti, fondi pensione aperti e negoziali
Patrimonio dell’industria a quota 2.502 miliardi, sostenuto dai fondi aperti (+2,2 miliardi). I risparmiatori confermano la preferenza per i comparti azionari. La raccolta netta si attesta a -926 milioni, per effetto, in particolare, di operazioni infragruppo su mandati istituzionali
Dai dati dell’Osservatorio sui sottoscrittori di Assogestioni è possibile analizzare il look through dei fondi italiani ed esteri puri per stimare il posizionamento complessivo delle famiglie
Per tutti i cluster di età, genere e residenza e tipologie di fondi, gli investitori non amano posizionarsi nelle fasce di rischio più estreme. Generazione Z e Millenials sono portati a rischiare rispetto agli investitori più maturi. Le donne più prudenti.
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