3 min
Le norme europee sull’indebitamento degli Stati membri sono oggetto di una revisione, sotto la spinta di due forze: da un lato la pandemia, dall’altro la lotta al cambiamento climatico che richiederà enormi investimenti nei prossimi decenni
In Europa si torna a discutere di Patto di Stabilità. Con lo sfumare dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia fra gli Stati membri dell’Unione Europea tornano d’attualità i discorsi sul cosa fare dei vecchi accordi legati ai limiti sull’indebitamento dei Paesi, discussioni sulle quali emergono posizioni differenti.
Gli Stati membri dell’Unione europea concordano in linea generale sulla necessità di cambiare le regole Ue in modo da permettere una più lenta riduzione del debito, evitare indicatori troppo complessi e realizzare un nuovo quadro fiscale che venga effettivamente rispettato.
Patto di Stabilità, perché cambiare
Le norme europee sono ora oggetto di una revisione, sotto la spinta di due forze: da un lato la pandemia che ha portato a una crescita del debito pubblico degli Stati membri dell’Ue a livelli tali da rendere impossibile l’applicazione delle leggi vigenti; dall’altro lato, invece, la lotta al cambiamento climatico che richiederà enormi investimenti nei prossimi decenni, che secondo l’opinione di molti dovrebbero trovare riscontro nelle leggi dell’Ue.
“[Fra gli Stati membri] Sembrano emergere alcune aree di accordo di massima in merito ad un più graduale percorso di aggiustamento della riduzione del debito, e in particolare per quel che riguarda la cosiddetta regola di 1/20” ha detto ai giornalisti il Vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis.
La regola attuale prevede che i governi debbano tagliare il debito pubblico di 1/20 della cifra in eccesso rispetto al 60% del Pil ogni anno. Con molti Stati membri che hanno raggiunto indebitamenti ben superiori al 100% del Pil, questa regola è vista ormai come irrealistica da parte dei ministri delle Finanze dei Paesi Ue.
Le posizioni dei Paesi “forti”
Per il ministro francese delle Finanze, Bruno Le Maire, “servono delle regole comuni, non può esserci una zona euro se non ci sono regole rispettate da tutti. Ma la crescita viene prima della stabilità: una crescita duratura e giusta è indispensabile per i cittadini europei”, ha detto parlando della riforma del Patto di stabilità prima dell’Eurogruppo.
“Bisogna domandarsi quali investimenti bisogna fare per favorire la crescita e la transizione verde e ogni Stato deve impegnarsi sul rispetto di regole per assicurare una crescita duratura e preservare l’unità dell’Eurozona”, ha spiegato Le Maire, evidenziando che la discussione può essere “costruttiva”.
Una posizione più severa è stata invece espressa dall’Austria. “Il debito resta debito, non c’è alcun dubbio. Ed è per questo che ci impegniamo a tornare a regole di bilancio più severe quando la crisi sarà finita. Questo è molto importante per creare spazio di manovra per altre crisi”, ha sostenuto il ministro delle Finanze austriache, Magnus Brunner, arrivando al suo primo Eurogruppo a Bruxelles. Il ministro ha sottolineato che Vienna sostiene “con forza il ritorno a una politica finanziaria seria e solida” in Europa, sulla scia di quanto fatto a livello nazionale.
Il fronte italiano è stato sostenuto da Paolo Gentiloni, commissario europeo per l’Economia, che al termine dell’Eurogruppo ha detto: “Penso che vi sia la consapevolezza del fatto che non ci stiamo trovando in un altro capitolo di una vecchia storia, in cui tutti sottolineano soltanto la loro posizione, ma ci sono sinceri sforzi di trovare un punto d’intesa. E stasera sono ancora più ottimista sul fatto che saremo in grado di scrivere questa nuova storia insieme”, definendo la prima discussione per la riforma del Patto di stabilità e crescita “positiva”.
Il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, si è espresso con toni più accomodanti rispetto al collega austriaco: “Il Patto di stabilità ha mostrato di essere flessibile durante la crisi, adesso è il momento di costruire lo spazio nei bilanci per rendere resiliente anche il settore pubblico”. “Sono molto a favore di una riduzione del debito pubblico, è importante anche per l’Unione bancaria risolvere il nesso tra banche e debito sovrano”, ha spiegato, evidenziando che la Germania è “aperta a progressi, ma va trovato un equilibrio intelligente fra debito e investimenti”.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.