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Mentre l’asset class reddito fisso soffre per il rialzo dei tassi d’interesse, le obbligazioni convertibili possono rivelarsi una buona soluzione per la tutela del capitale. Ne parliamo con Brendan Ryan (Aviva Investors)
Inflazione e volatilità durante la prima parte del 2022 hanno messo a dura prova le principali asset class che si sono mosse, in calo, all’unisono. Se nel mercato azionario si è acuita la forbice fra i rendimenti dei titoli value e growth, all’interno del reddito fisso il rialzo dei rendimenti – e quindi la discesa dei prezzi delle obbligazioni – è stato più generalizzato riguardando la quasi totalità delle categorie, dai tradizionali govies all’high yield.
Ma guardando ai prossimi mesi, secondo gli esperti, ci sono delle nicchie all’interno del fixed income che possono rappresentare un’alternativa valida per tutelare il capitale dall’inflazione e metterlo al riparo dai bruschi cali del mercato. “Le obbligazioni convertibili sono un asset naturalmente adatto a periodi di forte stress dei mercati”, osserva Brendan Ryan, Portfolio Manager di Aviva Investors, incontrato da FocusRisparmio negli uffici milanesi della società durante un suo viaggio in Italia.
COSA SONO – Le obbligazioni convertibili sono titoli a reddito fisso che staccano cedole periodiche a favore del sottoscrittore, tipicamente più basse di quelle erogate dai bond ordinari, in quanto l’obbligazionista può beneficiare anche dell’eventuale salita del titolo azionario della società emittente.
Dal punto di vista di un investitore “le convertibili assegnano il diritto di comprare – alla scadenza o dopo un certo periodo di tempo dall’emissione – le azioni della società emittente a un dato tasso di conversione”, spiega l’esperto di Aviva Investors. Ecco perché per un asset manager i convertible bond rappresentano un’alternativa flessibile per inserire strategie a ritorno assoluto nella propria gamma prodotti.
Dal punto di vista di un’azienda, prosegue nell’analisi Ryan, emettere un’obbligazione convertibile significa migliorare i costi di finanziamento e monetizzare la volatilità del mercato, in una fase in cui ottenere credito tradizionale potrebbe essere più complesso. “Durante i periodi di elevata volatilità, è effettivamente più vantaggioso raccogliere capitali attraverso un’obbligazione convertibile rispetto, ad esempio, ad altre classi di attività poiché l’azienda può monetizzare la volatilità del proprio capitale”, afferma l’esperto.
Per questi motivi negli ultimi due anni le convertibili hanno conosciuto un periodo di forte popolarità: le emissioni hanno toccato dei record sia nel 2020 che nel 2021, con oltre 100 miliardi di dollari di emissioni e asset per quasi 500 miliardi a livello globale.
IL MOMENTO GIUSTO – Secondo l’analista di Aviva Investors è oggi il momento giusto per entrare nel mercato delle convertibili attraverso prodotti di risparmio gestito. “E’ un tassello importante per l’asset allocation complessiva di un investitore, sia esso istituzionale o privato, da qualsiasi prospettiva lo si guardi”, afferma. Dal 1998 a oggi – sostiene Ryan – i titoli convertibili hanno sovraperformato i mercati azionari globali. “Se lo si considera uno strumento a reddito fisso, si ottiene un diversificatore della componente credito. Guardandolo dal punto di vista azionario, invece, genera un profilo di rendimento asimmetrico sopportando le discese dei mercati meglio delle azioni”, conclude l’analista.
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