“Nonostante oltre 600 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, le obbligazioni dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar, ndr) continuano a essere sotto-detenute dagli investitori internazionali, anche se questa asset class ha generalmente forti rendimenti aggiustati per il rischio e valutazioni generose rispetto ai rating”.
A spiegarlo è Mohieddine (Dino) Kronfol, Cio, Global Sukuk and Mena Fixed Income di Franklin Templeton, nonché portfolio manager del Franklin Gulf Wealth Bond Fund, che sull’obbligazionario dell’area ha un outlook piuttosto ottimistico, guidato anche da fondamentali più sani e dalla crescente domanda per i mercati del Golfo.
Quali sono i punti di forza delle obbligazioni del Golfo?
Le obbligazioni dell’area offrono in genere una qualità del credito superiore, una volatilità inferiore e maggiori vantaggi di diversificazione rispetto alle obbligazioni dei mercati emergenti, e sono quindi un eccellente complemento per iportafogli globali obbligazionari o multi-asset. Riteniamo ancora che le obbligazioni high yield dell’area offrano valore rispetto agli spread investment grade, che hanno raggiunto la loro stretta pre-pandemica mesi fa.