Nel 2023 Lombard Odier Investment Managament ha modificato la strategia dello storico fondo della casa di gestione sulle materie prime, uscendo completamente dai combustibili fossili. Nell’intervista a Marc Pellaud, gestore del fondo Transition Materials, le ragioni di questa decisione
Marc Pellaud, senior portfolio manager di Lombard Odier Investment Management
Il punto di svolta si è verificato a maggio 2023, quando Lombard Odier Investment Management ha deciso di modificare nettamente la propria strategia di punta sulle commodity in un’ottica incentrata sulla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. L’universo d’investimento è stato rivisto e proiettato verso le materie prime esposte positivamente alla transizione, escludendo completamente i combustibili fossili.
Così è stato creato il fondo Transition Materials: un prodotto long-only sulle commodity incentrato sull’idea che le logiche economiche alla base del cambiamento della struttura produttiva globale siano mature.
“È in atto una transizione di portata secolare, con un passaggio da un’economia basata sull’energia fossile a una che si fonda su fonti meno inquinanti. Il tema dell’impatto ambientale è certamente presente sottotraccia ma al contempo vediamo che si tratta di una transazione più simile alla rivoluzione industriale, ai cicli di innovazione e allo sviluppo infrastrutturale. La rivoluzione in ambito tecnologico deve essere trainata soprattutto dalle principali economie”, spiega Marc Pellaud, senior portfolio manager, gestore del fondo Transition Materials.
Com’è cambiato l’universo di investimento dopo la revisione della strategia?
La strategia investe esclusivamente in derivati su materie prime e non in partecipazioni societarie, eliminando così il rischio idiosincratico o di selezione. L’universo d’investimento del fondo è composto da metalli industriali tradizionali (come rame, alluminio…), metalli tecnologici (come litio, cobalto…) e materiali biobased, quali etanolo o legname. Investiamo anche in una serie di materie prime meno mainstream che sono però rilevanti nell’attuale processo di transizione dell’economica. Queste commodity sono utilizzate in segmenti quali le energie rinnovabili, la mobilità green, il riciclaggio o l’eliminazione graduale dei materiali provenienti da fonti fossili. L’ampia copertura del nostro universo d’investimento, che offre accesso a materiali non tradizionali, rappresenta una caratteristica distintiva della nostra strategia.
Una parte importante della strategia è rappresentata dalla transizione energetica. Tuttavia, a nostro avviso non è possibile eliminare i materiali dall’equazione incentrata sul cambiamento del sistema, in quanto questi sono gli elementi costitutivi che renderanno possibile lo sviluppo delle tecnologie necessarie per favorire il cambiamento. Non si tratta solo di una transizione energetica, ma piuttosto di una più ampia di transizione a livello ambientale.
Questa convinzione ci ha spinto ad estendere il nostro universo di investimento nel campo dei materiali biobased. Investiamo, ad esempio, nell’etanolo, che ha il potenziale di sostituire, almeno in parte, i derivati fossili come combustibile, o nel legname come alternativa a basse emissioni al cemento nel mondo delle costruzioni. Abbiamo inoltre un’esposizione ai contratti per l’acciaio riciclato.
Come definite il concetto di transizione e come determinate i pesi da attribuire ai vari materiali in portafoglio?
Per tutti i temi legati alla transizione, ci affidiamo al nostro team ESG, che elabora una conviction proprietaria investibile su quale sarà l’assetto dell’economia entro il 2030 e su come si svolgerà la transizione in quest’arco temporale. Alla fine, per ogni commodity del nostro universo d’investimento, il team ESG stabilisce uno score di convictionalpha per la transizione.
Ci basiamo su questo score di conviction piuttosto statico e a lungo termine per la prima fase del processo di allocation. Idealmente, più alto è il punteggio di una commodity, più alta è la sua allocazione.
Nella seconda fase, cerchiamo di individuare le opportunità legate ai trend a breve termine. A tal fine teniamo conto della struttura della curva e osserviamo se una data commodity è in backwardation, fattore che tende a segnalare un’interruzione a livello di offerta. Miriamo a identificare una disconnessione puntuale o di breve periodo con transizione di lungo termine. Se individuiamo una struttura della curva di questo tipo su una commodity, uno score di conviction elevato prevale su quello di sostenibilità a lungo termine, in modo da poter trarre benefico dal rally dei prezzi che solitamente si osservano in tali configurazioni.
Nella terza fase, definiamo un budget di rischio per ciascuna commodity in base a quanto detto in precedenza. Questo viene poi tradotto in pesi di capitale in base alla risk contribution di ciascuna componente, con l’obiettivo di diversificare il più possibile il rischio sistematico. Si tratta di un processo di investimento completamente sistematico e basato sul rischio.
Il ribilanciamento del portafoglio viene effettuato su base mensile nel rispetto dei requisiti di diversificazione e dei vincoli di mercato e di liquidità imposti dalla direttiva UCITS. Ad esempio, la negoziazione dei futures sul rame non è mai problematica, dal momento che questo mercato è altamente liquido. D’altro canto, l’accesso a materie prime come il litio o il cobalto può essere molto più complicato e quindi bisogna agire di conseguenza.
Un portafoglio che richiede grande capacità di execution e una profonda expertise per essere costruito. Quali vantaggi offre all’investitore?
Il portafoglio offre accesso a un paniere ampio e diversificato di materie prime che sono state definite essenziali per la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.
Prevediamo un potenziale rialzo a lungo termine trainato dall’aumento della domanda e dal rischio legato alle supply chain e relativo alla transizione. Il fondo offre all’investitore una copertura per il rischio della catena di approvvigionamento legato alla transizione, grazie a un’esposizione diretta tramite futures. Lo consideriamo complementare all’esposizione che si può ottenere attraverso le azioni.
Un altro vantaggio è la diversificazione, dal momento che il portafoglio presenta una bassa correlazione con le azioni e non è correlato al reddito fisso.
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