L’Europa accelera sull’integrazione: “Serve una vigilanza più coerente e meno frammentata”
Dal rafforzamento del ruolo dell’ESMA ai gruppi europei di gestione, il confronto al Salone del Risparmio tra istituzioni e industria sul nuovo pacchetto UE
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Ugo Bassi sarà ospite al prossimo Salone del Risparmio e parteciperà con un opening speech alla conferenza “Il Risparmio Gestito tra Capital Markets Union e Retail Investment Strategy” l’11 maggio (ore 14:30). Clicca qui per iscriverti.
“L’Europa si è data dei target di sostenibilità molto ambiziosi, principalmente in materia di transizione ecologica, ma non solo, per raggiungere i quali sono necessari investimenti faraonici. Il sistema pubblico non basta, occorre coinvolgere anche quello privato”. Ugo Bassi, Director of Financial Markets della Commissione Europea, ha spiegato in una conversazione con FocusRisparmio quali sono i pilastri fondamentali del massiccio impegno regolatorio Ue in materia di finanza sostenibile, e quali le implicazioni per l’industria dei fondi.

Le varie normative, tra quelle già adottate e quelle che sono oggi in corso di discussione davanti al Consiglio dell’Unione Europea e al Parlamento, hanno come obiettivo generale quello di creare un quadro normativo idoneo a offrire le condizioni ottimali per la canalizzazione del risparmio – non solo istituzionale ma anche privato – verso obiettivi di sostenibilità.
Gli strumenti sono vari: da un lato la Tassonomia che funge da “dizionario”, definendo la lista delle attività economiche sostenibili alle quali bisogna fare riferimento e che rappresenta il cuore di tutto il quadro normativo; accanto a essa, altri strumenti, tra cui si possono citare, per esempio tra quelli di maggiore interesse per il risparmio gestito, il regolamento per la trasparenza sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR) che introduce obblighi di informazione, poi il regolamento Benchmarks, lo Eu Green Bond Standard e la direttiva CSRD, destinata a sostituire la Non Financial Reporting Directive (NFRD). I tasselli di questo quadro sono tanti, ma Tassonomia, SFDR e CSRD sono i più importanti.
Va sottolineato che il quadro normativo non prevede obblighi di investimento, quote, target, benchmark, ma si limita a introdurre strumenti di trasparenza e creare le condizioni per rendere più facile e giuridicamente chiaro investire nella sostenibilità. Obiettivamente, a incoraggiare gli investimenti sostenibili alzando l’asticella della consapevolezza, con l’auspicio che in questo modo imprese e gestori riflettano su determinati obiettivi e li facciano propri. Del resto, i dati più recenti dimostrano che i fondi Esg hanno avuto anche una costante performance finanziaria positiva.
Per sintetizzare, i gestori che offrono prodotti presentandoli come sostenibili devono essere in grado di presentare tutte le informazioni necessarie per giustificare questa affermazione nella documentazione. Questi obblighi fanno sì che nei documenti precontrattuali ci siano tutte le informazioni necessarie a rilevare se ci sono incoerenze con le dichiarazioni del gestore in materia di sostenibilità. In tal caso, si configurerebbe una tipica violazione degli obblighi fiduciari verso i clienti, e quindi ci sarebbe “materia” per la vigilanza.
Un secondo aspetto rilevante da citare è quello dell’impatto negativo: abbiamo voluto prendere la questione dai due lati, non solo premiando l’impatto positivo ma anche scoraggiando l’impatto negativo su ambiente e società, in modo che i gestori siano costretti a riflettere non solo sugli aspetti virtuali delle scelte di investimento, ma anche sui danni creati sull’ambiente e la società.
Direi di sì. Si tratta di una conseguenza inevitabile, per come si stanno orientando i dibattiti di dettaglio nell’ambito della Tassonomia, e del livello due a essa relativa, e dell’applicazione degli RTS del regolamento SFDR. L’impatto finale in effetti è assunto come elemento determinante.
Più che un obiettivo, c’erano delle attese in questo senso. Ci aspettavamo un avvicinamento al cliente, sia retail sia professionale, con l’idea di dare alle informazioni relative ai prodotti degli aspetti più tangibili. Una conseguenza dell’entrata in vigore di queste norme è che oggi per un gestore diventa quasi naturale tenere presente la doppia prospettiva – finanziaria e non finanziaria – su opportunità e rischi per il portafoglio.
Questa anteprima è tratta da un articolo pubblicato su FocusRisparmio Magazine di maggio-giugno 2022. Disponibile in versione digitale al seguente link e in distribuzione al prossimo Salone del Risparmio (10-12 maggio).
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