Secondo Excellence Payments, nel 2024 gli introiti per i servizi di pagamento sono cresciuti solo del 2% a quota 9,5 miliardi. E per il 2025 si stima un aumento inferiore all’1%. Ecco come rimediare
I ricavi bancari stanno per perdere l’importante motore delle commissioni sui servizi di pagamento. Dopo il record di 9,3 miliardi messo a segno nel 2023, quando la crescita era stata del 6%, nel 2024 si è infatti registrato solo un timido aumento del 2%, a quota 9,5 miliardi. E il 2025 si preannuncia ancora più deludente, con un incremento stimato sulla base dei primi nove mesi inferiore all’1%. L’alert arriva da una ricerca di Excellence Payments, società del Gruppo Excellence, secondo cui dietro questo trend ci sono soprattutto quattro fattori: la stagnazione dei consumi, la concorrenza sempre più aggressiva di nuovi player globali e specializzati come FinTech e BigTech, una nuova ondata di pressione regolamentare e il rallentamento della migrazione dal contante al digitale. Per gli istituti italiani si apre dunque un nuovo scenario, in cui puntare su nuove leve strategiche diventa cruciale.
Lo studio, intitolato ‘Le sfide del nuovo ecosistema dei pagamenti’, ha analizzato i bilanci di dieci delle principali banche commerciali italiane: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco Bpm, Bper, Monte dei Paschi di Siena, Crédit Agricole, Bnl/Bnp Paribas, Credem, Banca Popolare di Sondrio e Banco Desio. Ne emerge che le componenti commissionali viaggiano a doppia velocità. L’aumento risulta infatti trainato quasi esclusivamente dal comparto delle carte di pagamento, che da sole valgono 2,6 miliardi di euro, pari al 28% del totale. Queste, tra il 2021 e il 2024, hanno segnato una crescita media annua del 14%. Più nel dettaglio, le carte di credito e quelle di debito, incluse le prepagate, contribuiscono in egual misura con 1,3 miliardi a testa. Al contrario, la componente principale dei ricavi, quella legata a conti correnti e bonifici, rappresenta la fetta più grande con 5,5 miliardi, pari al 57% del totale, ma presenta un Cagr di appena il 3%. Lo studio mostra anche come il peso di queste voci sul totale delle commissioni attive si stia polarizzando: per le banche medie (sotto le 500 filiali) l’incidenza sale al 46%, dal 45% del 2023, mentre per le grandi (500-1.500 filiali) scende dal 33% al 31%. Stabile al 30% per i due leader di mercato (oltre 1.500 filiali).
Intasa, Banco Desio e Unicredit in testa
La ricerca ha anche misurato la capacità dei singoli istituti di estrarre valore dai servizi di pagamento attraverso tre indicatori che rapportano le commissioni alla liquidità, al numero di clienti e al numero di filiali. Nel ranking 2024 si confermano ai vertici ISP (con valori per i tre indicatori pari a 0,86, 17,94 e 0,76) e Banco Desio, che eccelle sugli indicatori per liquidità (1,23) e per singolo cliente (33,66). Si distingue inoltre la netta crescita di UniCredit, che registra un aumento delle commissioni del 13% rispetto al 2023, in controtendenza rispetto al mercato, e si posiziona nella classifica generale con valori di 0,67 per la liquidità e 15,84 per singolo cliente.
“Il rallentamento non è ciclico, ma strutturale”, avverte Andrea Gnetti, amministratore delegato di Excellence Payments, secondo cui player globali come Revolut, Klarna, Stripe e Adyen stanno riscrivendo le regole del gioco. In questo scenario, secondo l’esperto, le opzioni tecnologiche come l’apertura dell’NFC sugli iPhone diventano un fattore abilitante per le banche che vogliono sviluppare wallet proprietari e recuperare il controllo dell’esperienza cliente. “Il rischio di disintermediazione è concreto, ma ci sono anche nuove leve per contrastarlo. È strategico, quindi, presidiare l’esperienza di pagamento con offerte innovative per tutti i segmenti di clientela e con soluzioni verticali specifiche per il mondo business”, spiega. Precisando che non farlo significa perdere il punto di contatto più frequente con clienti, consumer e imprese, e cedere terreno ai competitor.
Maurizio Primanni, ceo di Excellence Consulting
AncheMaurizio Primanni, presidente del Gruppo Excellence, sottolinea come l’apporto delle commissioni sui pagamenti, che per anni ha contribuito a stabilizzare i conti economici, non possa più essere dato per scontato. “In un contesto di margini compressi e concorrenza crescente, le banche devono cambiare passo e passare da una logica di rendita a una di innovazione”, mette in guardia. A suo parere, la sfida ora è difendere la redditività e la relazione con il cliente, “arricchendo l’offerta con servizi a valore aggiunto, soluzioni di incasso integrate per le pmi e un uso più intelligente dei dati per personalizzare l’esperienza”. “È necessario un cambio di strategia per trasformare una minaccia in un’opportunità di rafforzamento della relazione”, conclude.
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