Per il 96% dei player questa tecnologia riscriverà l’ambito sinistri. E per l’88% farà aumentare produttività ed efficienza. Ma solo il 21% l’ha già adottata. La ricerca EY-Italian Insurtech Association
Maggiore produttività, riduzione dei costi, meno frodi e una migliore relazione con la clientela. Sono questi, per gli addetti ai lavori, i principali benefici che l’implementazione dell’intelligenza artificialegenerativa porterà al comparto assicurativo. Anche se non mancano rischi, gli operatori pensano infatti che i vantaggi siano superiori e già quest’anno hanno investito nella nuova tecnologia 50 milioni di euro. Il quadro emerge dall’ultima ricerca di EY e Italian InsurtechAssociation, secondo cui la cifra è destinata a raggiungere i 140 milioni nel 2026.
La ricerca coinvolto circa 25 società tra compagnie, insurtech e broker, e si è concentrata soprattutto sui processi legati alla gestione dei sinistri. Per l’88% degli intervistati i maggiori benefici della Gen IA sono legati all’aumento della produttività e dell’efficienza operativa. Il 63% segnala anche la riduzione dei costi e il 50% il supporto alla gestione dei rischi o alla prevenzione delle frodi assicurative. Un player su due indica inoltre il miglioramento della relazione con la clientela. Quanto allo stato di avanzamento dei lavori, lo studio segnala come il 67% stia svolgendo o pianificando dei progetti pilota: di questi, il 42% ha anche studiato una IA Strategy per definire come l’innovazione debba essere implementata mentre il 33% è nella fase di data collection e analisi di fattibilità.
Un mare di vantaggi
Risposte alla domanda: “Quali sono i principali vantaggi attesi legati all’utilizzo dell’AI Generativa nel settore assicurativo?”. Fonte: EY e Italia Insurtech Association
Bulgaro è invece il giudizio sull’impatto della Gen AI: il 96% lo definisce significativo o rivoluzionario, con i claims destinati a essere il processo di gran lunga più colpito nella catena del valore. Le aziende pensano infatti che otterranno un beneficio maggiore nell’apertura del sinistro (72%) e nei processi di antifrode (82%). Ciò non esclude però che la strada da fare sia ancora lunga, come sottolineato dal partner di EY Marco Concordati. “Al momento solo il 21% degli intervistati riferisce di aver già implementato in produzione questa tecnologia nella gestione dei sinistri”, ha detto, spiegando come serva tempo per toccare con mano tutti i miglioramenti.
La rivoluzione nella gestione dei sinistri
La ricerca rileva poi che il caso d’uso più rilevante nella gestione dei claims deriva da una migliore capacità di individuare i sinistri fraudolenti, considerata “rilevante” o “estremamente rilevante” dal 72% dei player. Seguono l’adozione di chatbot nella fase di denuncia del sinistro (68%) e, per il 55%, l’utilizzo di un consulente virtuale a supporto del liquidatore o la valutazione automatica del danno. Tutte applicazioni confermate da Simone RanucciBrandimarte, presidente di Italia Insurtech Association. “L’IA sarà fondamentale per accorciare i tempi di indennizzo, aumentando la vicinanza e l’accuratezza della compagnia nei confronti dell’assicurato”, ha osservato, aggiungendo che la tecnologia permetterà all’Italia di livellarsi al pari di quegli Stati in cui il settore ha un peso specifico maggiore.
Dagli errori agli hacker: le possibili problematiche
Ovviamente non è tutto in discesa. Gli assicuratori sono infatti ben consci di una serie di possibili problematiche che sono legate a doppio filo alle ampie potenzialità. Per il 71% i rischi di natura operativa comprendono la possibilità di ottenere un output scorretto a causa di errori, allucinazioni e bias in fase di addestramento. Il 63% individua criticità legate a temi legali e di compliance, mentre il 54% sottolinea problemi natura etica. Non solo: il 17% è anche preoccupato per le minacce cyber, tra cui gli attacchi malevoli finalizzati allo sfruttamento di particolari vulnerabilità del modello per corrompere e dirottare i risultati generati. Tutto questo non riesce però a spostare l’ago delle bilancia: gli assicuratori restano infatti convinti che i vantaggi associati all’IA Gen superino significativamente i possibili svantaggi. Tanto che, in una scala da zero (solo rischi) a cinque (solo benefici), assegnano a questa tecnologia un punteggio di 3,5.
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